VEGA – Anarchy And Unity

Titolo: Anarchy And Unity
Autore: Vega
Nazione: Regno Unito
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Nick Workman – voce

Tom Martin – basso

James Martin – tastiera

Marcus Thurston – chitarra

Billy Taylor – chitarra

Pete New Deck – batteria


Tracce:

01. Beautiful Lie
02. Sooner Or Later
03. End Of The Fade
04. Ain’t Who I Am
05. Welcome To Wherever
06. Bring The Riot
07. Live For Me
08. Kneel To You
09. Glow
10. C’mon
11. Had Enough
12. 2Die4

 


Voto del redattore HMW: 8/10
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Gli inglesi Vega ritornano alla grande con il loro settimo album in studio, “Anarchy And Unity”, che è l’apice di una serie di ottime pubblicazioni iniziate nel 2009 con il loro debut “Kiss Of Life” e dove troviamo in formazione due nuovi membri: alla chitarra Billy Taylor (ex-Inglorious) e alle pelli Pete Newdeck (Nitrate, Midnite City). Non potendo andare in tournée dopo l’uscita di “Grit Your Teeth” dello scorso anno, i britannici hanno usato i tempi di inattività imposti dalla pandemia per scrivere belle e consistenti canzoni.

“Come al solito, le canzoni sono iniziate con me, Tom e James che scrivevamo e registravamo”, dice Workman. “Poi sono arrivati ​​Billy e Pete e, per la prima volta, abbiamo coinvolto tutta la band nella scrittura delle canzoni. Le canzoni che avevamo scritto inizialmente erano ancora lì, ma con un’iniezione di steroidi e tocchi di produzione le abbiamo portate a nuovi livelli. Tutti hanno avuto una parte vitale per questo album, motivo per cui le canzoni sono tutte accreditate come scritte, eseguite e prodotte da noi sei. Come sempre, non avevamo scadenze quando in fase di scrittura, tuttavia volevamo che l’album avesse un suono davvero solido, che colpisse duramente e potesse far battere il cuore”.

Il nuovo disco mette ancora una volta in evidenza la classe del combo britannico che, pur non allontanandosi dal sound AOR tipico degli esordi, mostra una band orientata a un rock più robusto e incisivo. Oltre alle citate new entry, troviamo Nick Workman dietro al microfono, il chitarrista Marcus Thurston e i fratelli Martin, con James alla tastiera e Tom al basso. “Beautiful Lie” dà magicamente il via al loro particolare e divertente rock melodico. Il suono non è originalissimo ma gli artisti inglesi sanno cosa vogliono e riescono a mettere la loro impronta su tutti i pezzi. Anche la seconda in scaletta, “Sooner Or Later”, è un fuoco potente di hard rock con un fantastico ritornello, possenti chitarre, un micidiale assolo di chitarra e cori a iosa. Workman descrive giustamente questo potente e sfacciato singolo come “uno schiaffo in faccia di tre minuti” e aggiunge “Volevamo scrivere una canzone che fosse praticamente piatta dall’inizio alla fine. È una versione divertente delle persone false che vivono la loro vita nel fumo e negli specchi, ma anche sul fatto che a un certo punto della vita tutti noi dobbiamo passare attraverso cose brutte per arrivare alle cose buone”.

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, il resto del disco ne è una conferma e basta ascoltare “End Of The Fade”, classico brano AOR dal bel ritornello alla Vega, con la calda ugola del singer sugli scudi, sostenuta da soavi e ultra melodiche tastiere. L’energica “Ain’t Who I Am” ha delle melodie eccellenti, riff cadenzati e un’ottima sezione ritmica capeggiata dalla batteria di Newdeck. I cambi di tempo sono trascinati da un meraviglioso ritornello e da atmosfere sonore che rimangono in mente per un suono più metal rispetto all’inizio. “Welcome To Wherever” è un altro momento indovinato dell’opera, con un singolare refrain da cantare a squarciagola in ogni momento della giornata, caratterizzato da un ottimo assolo chitarristico e dalla forza trainante della chitarra ritmica. L’apice è la dura “Bring The Riot”, dal ritmo cadenzato con una batteria aggressiva, giri possenti di chitarra e l’ennesimo ritornello che si stampa in testa.  Non contenti, i Vega proseguono con un altro capolavoro: “Live For Me” sembra il solito lento inserito per portare un po’ di calma con il pianoforte e le sei corde acustiche ma in realtà, nonostante inizi per qualche secondo con le chitarre elettriche, si alterna tra sonorità prima leggere e poi robuste. Ottimi i cambi di tempo della traccia abbelliti dalla perfetta voce di Nick e da ipnotici assoli di tastiera.  Dopo ciò che si è sentito in precedenza, la ritmata e tranquilla “Kneel To You” non trasmette quella adrenalina emessa fino a questo punto nonostante gli ottimi riff e il carino ritornello che ricordano i connazionali Magnum. Segnalo verso la fine la piacevole “Glow”, dall’accattivante groove rock, e la commerciale “C’mon”, un po’ troppo pop per quest’album, sostenuta da un ruffiano ritornello e da un’armonia tipicamente americana. La penultima “Had Enough” attira l’attenzione grazie ai suoi tipici cori alla Vega con un tenebroso organo in sottofondo e un assolo di chitarra molto tagliente, tutto a discapito di un basso e una batteria purtroppo sotto tono. La conclusiva “2Die4” chiude benissimo l’opera grazie a un grande lavoro chitarristico, volutamente non orientato ai malinconici anni ’80 ma anzi basato su gusti attuali e più veloci.

“Anarchy And Unity” è ancora una volta un altro bel disco degli anglosassoni, ben prodotto ed eseguito, con un suono robusto in quasi tutti i solchi e ricco di ottime melodie che attraggono fin dal primo ascolto, combinando egregiamente il classico AOR all’hard rock contemporaneo.

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