MEGALITH LEVITATION – Void Psalms

Titolo: Void Psalms
Autore: Megalith Levitation
Nazione: Россия / Russia
Genere: Doom
Anno: 2021
Etichetta: Aesthetic Death e Pestis Insaniae

Formazione:

KKV: basso
PAN: batteria
SAA: chitarra, voce

Anton Maximov (ospite): saxofono baritono in “Last Vision”
S. (ospite): voce aggiunta in “Datura Revelations / Lysergic Phantoms”
[non indicato]: oratore e relativa campionatura in “Temple Of Silence / Pillars Of Creation”


Tracce:

01.   Phantasmagoric Journey
02.   Datura Revelations / Lysergic Phantoms
03.   Temple Of Silence / Pillars Of Creation
04.   Last Vision


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 10.0/10
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Ancora non si erano posati gli intossicanti fumi liberati dall’albo a metà coi connazionali Dekonstruktor *, che già gl’intestatarî di quella prima facciata erano al lavoro su Void Psalms, ora pronto a corroborare le estrosità lisergiche e le lunghe boccate oniriche di chi abbia sempre stretta a sé, disperata, l’esigenza di spericolate e fallaci fughe da un’indecantabile realtà.

I tre Russi mantengono immutati stile, suono e larga parte della catena di produzione non artistica. Lo stile è il loro tipico doom ossessivo ed opprimente, imperniato su giri lavici, regolari – con una voce che salmodia di fantasie alchemico-cosmo-mitologiche e un impianto percussivo scarno e ben asservito ai componimenti.  Il fonico è di nuovo il fido Memphis (al basso nei citati* conterranei) e il suono è sì grasso ma un po’ troppo tagliato, con la batteria a soffrirne in misura spesso maggiore degli altri strumenti.  Il confezionamento: audiocassette in mano alla Pestis Insaniae (qui lo zampino è invece del batterista; dei soliti*) e dischetti in policarbonato in mano all’Aesthetic Death.

In dirittura d’arrivo, un bel saxofono baritono dona ulteriore spazialità con uno dei pochissimi interventi solisti dell’intera opera.

Ora chiudete porte e finestre, fatene su due e reclinate la testa all’indietro. Tra poco – tra molto poco – la pietra che vi insiste sullo stomaco parrà un po’ più leggera e allora forse, chissà, il monòlito starà davvero levitando.

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