LITTLE PIECES OF MARMELADE – Hiroshima Mon Amour


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A distanza di due settimane rieccoci in pista sulla scena torinese dei locali di musica dal vivo! Se il’11/09 ci siamo regalati il primo concerto di grandi dimensioni (perlomeno del palco, e per importanza di nome) coi Nanowar allo Spazio 211 (qui il live report), è questo il turno dei più giovani ma decisamente affamati Little Pieces Of Marmelade, impegnati in queste settimane in un tour che lambisce tutto lo stivale e che per l’occasione passa dallo storico Hiroshima Mon Amour.


Si tratta di una delle ultime date della stagione estiva del locale, rinominato Hiroshima Sound Garden per i tre mesi più caldi dell’anno, in attesa di novità sulle riaperture per l’inverno (ammesso che chi di dovere esca dal palazzone a vedere che questo paese non si può fermare in eterno…) e la voglia di divertirsi è testimoniata dalla folla accorsa per questo intrigante duo marchigiano, autore di un hard rock ricchissimo di commistioni differenti tra generi, dai due autori definito “porn-punk-psychedelic-crossover”, ma qui semplicemente gradito come “fanno scapocciare quanto basta!”.


Alle 21:30 inizia il concerto in perfetto orario e già l’aria si satura di suoni incredibili, provenienti dalla rifornitissima pedaliera del chitarrista Francesco Antinori, protagonista assoluto nella creazione delle strutture e dei vincenti riff pieni di groove. Alla batteria di Daniele Ciuffreda è affidato il compito di martellarci le orecchie con foga ma anche con grande precisione oltre che a scandire il tempo ai versi cantati da quest’ultimo con genuina passione e dedizione.


La struttura del patio, dove tutti gli spettatori seduti hanno assistito all’esibizione, è coperta per metà da un tendone e si temeva un po’ che questo potesse causare problemi alla riuscita della canzoni, per via dell’effettistica applicata agli strumenti ed alla voce, invece i tecnici del suono sono riusciti a svolgere un buon lavoro limitando i possibili feedback indesiderati.

Un lato negativo che va riportato per completezza di recensione è stato lo scarso livello di coinvolgimento del pubblico da parte dei due ragazzi sul palco: purtroppo, rimanendo seduti per tutta la durata, vicina alla settantina di minuti, è fisiologico limitarsi a “guardare” il concerto come se fosse un film al cinema e perciò, per ovviare al problema, è necessario che dal palco giungano più segnali e una maggiore interazione. Va, comunque, puntualizzato che tutti i presenti sono rimasti soddisfatti e divertiti!

 

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