INGLORIOUS – Heroine

Titolo: Heroine
Autore: Inglorious
Nazione: Regno Unito
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Nathan James – voce
Danny De La Cruz – chitarra
Dan Stevens – chitarra
Vinnie Colla – basso
Phil Beaver – batteria


Tracce:

01. Queen Of The Night (Whitney Houston)
02. Barracuda (Heart)
03.  Midnight Sky (Miley Cyrus)
04.  Nutbush City Limits (Tina Turner)
05.  Bring Me To Life (Evanescence)
06.  Fighter (Christina Aguilera)
07.  I’m With You (Avril Lavigne)
08.  I Hate Myself For Loving You (Joan Jett)
09.  I Am The Fire (Halestorm)
10. Time After Time (Cyndi Lauper)
11. Uninvited (Alanis Morissette)


Voto del redattore HMW: 4,5/10
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Odio le cover e non sopporto uscite commerciali inutili come queste che non hanno nulla a che vedere con l’essenza genuina di gruppi rock come quello degli inglesi Inglorious.  Non me ne vogliano i bravissimi amici britannici che, a distanza di qualche mese dal bellissimo “We Will Rise” (il loro primo disco con la nuova formazione), ritornano sorprendentemente con una raccolta di canzoni famose, senza senso come “Heroine”. Per carità, ognuno ha i propri gusti musicali ma la scelta di quasi tutti i brani non convince soprattutto perché orientata ad omaggiare alcune cantanti famose lontane però dall’hard rock e dal metal in generale. Il sospetto è che gli Inglorious vogliano farsi conoscere al di fuori del circuito dell’hard rock allargando il proprio pubblico ma non facendo i conti con quello che lo segue fedelmente dall’esordio. Certo il combo è più compatto e coeso, con l’ottima coppia chitarristica di Danny Dela Cruz e Dan Stevens e con la sezione ritmica di Phil Beaver e Vinnie Colla; Nathan James è sempre una certezza ma questa volta, pur cantando benissimo, pecca in alcuni casi di protagonismo interpretando brani famosissimi con lo stile originale dei suoi Inglorious anziché mantenersi sulle originali composizioni.

Sinceramente c’è poco da analizzare in questo disco. L’apertura con “Queen Of The Night” di Whitney Houston è pura noia. Forse “Barracuda” (Heart) riporta ad un minimo di lucidità ma, nel complesso, questo classico è stravolto nella sua essenza nonostante la formazione suoni benissimo. La successiva e mediocre traccia di Miley Cyrus, “Midnight Sky” è presentata in forma moderna e con dei freddi sintetizzatori, ma in fondo è nella media e non dà nessun brivido. Salvo “Nutbush City Limits”, della straordinaria Tina Turner e dal tocco blues, qui eseguita alla grande dal giovane quintetto inglese. Boccio la voce contraffatta di Nathan all’inizio della cover e nel continuo del brano degli Evanescence, “Bring Me To Life”, che risulta troppo diverso e fuorviante rispetto all’originale. Con “Fighter” di Christina Aguilera e “I’m With You” di Avril Lavigne purtroppo mi devo fermare a prendere fiato perché si tocca il fondo, anche se il rock and blues proposto da Nathan nella prima canzone a tratti non dispiace: nella seconda, la componente pop è troppo evidente e non si addice proprio a una band come quella di sua maestà la Regina d’Inghilterra.

Mi riprendo solo verso la conclusione, con il rock melodico degli americani Halestorm, ben interpretato da tutti gli elementi, e con l’ultimo pezzo, di Alanis Morrissette, nel quale l’eccezionale vocalist londinese emana finalmente una grande passione e un grande calore così come il resto della band, offrendo una superlativa performance per una delle pochissime cover riuscite.

L’unica cosa buona del disco è che una piccola parte del guadagno delle vendite sarà devoluto in beneficenza a “Women’s Aid”, fondazione inglese contro gli abusi domestici su donne e bambini. Troppo poco per salvare un album quasi inutile.

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