OVERSENSE – Egomania

Titolo: Egomania
Autore: Oversense
Nazione: Germania
Genere: Modern Melodic Metal
Anno: 2021
Etichetta: Dr. Music Records

Formazione:

Danny Meyer: voce, chitarra, tastiere
Jasmine “Jassy J” Pabst: chitarra
Marco Volpert: basso, voce
Patrick Lippert: batteria, voce


Tracce:

01. Toast To The Devil
02. The Longing
03. Be (feat. Herma Sick)
04. My Eden
05. Tear Me Down
06. Love
07. Faith (feat. Ulli Perhonen)
08. Rave In Hell
09. Antisocial
10. Memories
11. Extinction

Durata totale: 53:37


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 9.5/10
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Secondo album per i tedeschi Oversense, sensazione del panorama heavy europeo ed autori di una forma moderna di metal melodico inclusivo di sonorità pop, come la moda indica da qualche anno a questa parte.

Quasi tutte le tracce riescono a lasciare il segno nell’ascoltatore, soprattutto grazie alla buonissima capacità dei musicisti di creare trame semplici ma varie e poco scontate, arricchendole con gradevoli ritornelli e cori, indirizzando le undici canzoni sulla via di piccoli ma divertenti anthem, fruibili in diversi contesti, dallo stereo del metallaro più incallito fino alla festa tra amici ascoltatori di generi vari.

Giunto a quattro anni di distanza dall’esordio The Storyteller, Egomania dà la carica sin dall’apripista “Toast To The Devil“, ammiccante agli Avenged Sevenfold, seguita dalla corale The Longing” e dal singolo “Be” ospitante la cantante Herma Sick. “My Eden” e “Tear Me Down” proseguono la serie di bei brani a metà tra un approccio metallizzato all’hard rock e un melodic metal ricco di tastiere e altri strumenti; sicuramente un’ottima produzione ha permesso un miglioramento non indifferente al prodotto finale, esaltato se posto su un impianto di ascolto ad alta qualità.

Faith“, che vede la partecipazione dell’ospite Ulli Perhonen, rasenta il power sinfonico ed è la mosca bianca del disco, parecchio differente dall’impostazione generale su cui esso si fonda, ma comunque riuscita ed esaltante. Il terzo singolo, “Love“, invece tenta di rendere più intimi e tragici i toni ma, anche per via del suo reiterato ritornello, tende a stufare e apparire più simile ad una lamentela che ad una malinconica declamazione. Le conclusive “Antisocial” ed “Extinction“, intervallate dalla ballata “Memories“, non convincono allo stesso modo delle altre e rendono un po’ impervio l’ultimo tratto del percorso di ascolto.

Per gli Oversense si tratta ad ogni modo di un lavoro riuscito e ben ideato, il quale lascia intravvedere spazio di manovra per un’ulteriore crescita musicale e compositiva.

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