YES – The Quest

Titolo: The Quest
Autore: Yes
Nazione: Gran Bretagna
Genere: Progressive Rock
Anno: 2021
Etichetta: Inside Out

Formazione:

Jon Davison – voce
Geoff Downes – tastiere
Billy Sherwood – basso
Steve Howe – chitarra elettrica, chitarra acustica, cori
Alan White – batteria, percussioni


Tracce:

01 – The Ice Bridge
02 – Dare To Know
03 – Minus The Man
04 – Leave Well Alone
05 – The Western Edge
06 – Future Memories
07 – Music To My Ears
08 – A Living Island


 

01 – Sister Sleeping Soul

02 – Mystery Tour

03 – Damaged World


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 8.5/10
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Ladies and gentlemen, Vi chiedo un momento di attenzione in quanto sto per darVi conto dell’ultima fatica discografica di una delle icone del progressive rock mondiale. Sto parlando degli inossidabili ed inarrivabili Yes, super gruppo britannico che non smette mai di regalarci per le musicali di inestimabile valore impreziositi all’inverosimile da riff arditi e mai noiosi né tantomeno scontati, suite spettacolari ed altamente coinvolgenti; al tempo stesso dannatamente melodiche ed emozionanti. Ogni brano degli Yes è un viaggio fiabesco e sognante nei meandri della musica con la M maiuscola, quella che non ha tempo e che non invecchia mai.

Nonostante abbiano dovuto subire profondi cambiamenti a causa della fuoriuscita di due membri storici, del calibro di Rick Wakeman e Jon Anderson, ed alla morte della colonna portante del gruppo Chris Squire, il gruppo, sotto l’abile guida del chitarrista Steve Howe, è di nuovo tra noi e, grazie all’aiuto dell’etichetta Inside Out, ci ha regalato un’ulteriore gemma di inestimabile valore, impreziosita dalla presenza del batterista Alan White, del bassista Billy Sherwood al basso, di Jon Davison alla voce, senza dimenticare le preziose tastiere di Geoff Downes.

Siamo dinnanzi ad un lavoro pieno all’inverosimile di tutte le sonorità che sono, sin dagli esordi, il marchio di fabbrica della band. Si passa da brani del calibro di “The Ice Bridge”, che ci regala giri delicati e dannatamente coinvolgenti e splendidi intrecci strumentali, a degli autentici gioielli che richiamano i vecchi fasti come la preziosa “Minus The Man”, le meravigliose e fiabesche ballate “Future Memories” ed “A Living Island”. Il gruppo non disdegna ottime dimostrazioni di tecnica, come nel caso di “Dare To Know”, brano che mette in chiara luce tutta la classe innata del gruppo. Alla quadratura del cerchio collaborano gli splendidi arrangiamenti curati in maniera maniacale da Steve Howe, l’ottima sezione ritmica guidata dal metronomo dietro le pelli che risponde al nome di Alan White e dal basso del talentuoso Billy Sherwood, la magistrale prova vocale di Jon Davison ed i preziosissimi ricami tessuti dalle tastiere di Geoff Downes. Ma la vera ciliegina sulla torta è la presenza, sul secondo CD, di tre autentici gioielli: l’atmosferica “Sister Sleeping Soul”, “Mystery Tour”, un vero e proprio tributo ai mitici Beatles, e “Damaged World”, brano dedicato al problema dell’ecologia ed ai problemi del nostro pianeta.

Non resta che fare nuovamente i complimenti agli Yes, per averci regalato un capolavoro che senza dubbio sarà una delle migliori uscite discografiche del 2021. Sarebbe un sogno riuscire a rivederli, almeno un’ultima volta, dal vivo e poter intraprendere, nuovamente, un viaggio onirico tra i meandri della loro musica senza età.

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