BETWEEN WORLDS feat. Ronny Munroe – Between Worlds

Titolo: Between Worlds
Autore: Between Worlds feat. Ronny Munroe
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Ronny Munroe – voce

Alessandro Del Vecchio – tastiera e cori

Pete Alpenborg – chitarra ritmica

Jack Frost – chitarra solista

Alex Jansen – basso

Michele Sanna – batteria

John Lee Middleton – basso in “No Escape”

Joel Hoekstra – chitarra solista in “Soul Chaser”

Chris Caffery – chitarra solista in “Angel” e “No Escape”


Tracce:

01. Between Worlds

02. These Walls

03. Life Enough For Me

04. Times Of Change

05. No Escare

06. Soul Chaser

07. Scent Of An Angel

08. Beautiful Disaster

09. Flip The Script

10. Beneath The Surface

11. Calm Before The Storm


Voto del redattore HMW: 6,5/10
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Il conosciuto cantante Ronny Munroe (One Machine, ex Trans-Siberian Orchestra, ex Metal Church) per l’occasione viene ripescato dall’italiana Frontiers con un progetto di metal melodico dal titolo, purtroppo banale, Between Worlds, quando si sarebbe invece potuto usare direttamente il nome dell’artista (ma qui entro nel campo del marketing, che non mi compete e di cui ho poche conoscenze). Detto questo, Ronny ha ancora una grande voce, emozionante e vigorosa, messa soprattutto in mostra nei dischi incisi con i grandi Metal Church, con i quali potrebbe addirittura ritornare dopo la prematura morte dell’eccezionale Mike Howe. Munroe ha pure cantato per il progetto prog rock di Kurdt Vanderhoof, Presto Ballet, mostrando ulteriormente il suo talento vocale, e nel 2011 si è unito alla potente Trans-Siberian Orchestra, esperienza che ha ulteriormente evidenziato il suo talento vocale e ha portato la sua voce presso un pubblico più vasto. Dopo una pausa forzata dalla musica, per via della perdita della moglie (dopo una lunga battaglia contro il cancro), lo Statunitense è entrato nel 2019 nella band di Steve Smyth (Forbidden, Nevermore), gli One Machine, prima di iniziare a lavorare al progetto Between Worlds insieme all’uomo fidato della Frontiers Alessandro Del Vecchio.

“Quando Ale mi ha contattato e mi ha chiesto se volevo scrivere alcune canzoni con lui, ho colto al volo l’opportunità perché ho molto rispetto di lui come musicista, scrittore, produttore e ingegnere. Lui fa tutto e lo fa molto bene! Ho sempre scritto della mia vita e delle cose che ho vissuto. Lo trovo catartico e ho molto da dire, sia dal punto di vista lirico che musicale. Non vedo davvero l’ora di costruire sulle fondamenta che abbiamo avviato”. (Ronny Munroe)

Infatti l’album è scritto e prodotto da Ronny in collaborazione con il nostro instancabile musicista (che qui suona anche le tastiere), cosa che ha portato alla creazione di un sound classic rock/power metal di stampo americano, incentrato sulle capacità vocali e compositive dello stesso Ronny. La chitarra solista è affidata a Jack Frost dei Seven Witches, la chitarra ritmica a Pete Alpenborg, il basso ad Alex Jansen e la batteria a Michele Sanna. Gli ospiti importanti del disco sono John Lee Middleton (TSO) al basso sul pezzo “No Escape”, Joel Hoekstra (Whitesnake) alla chitarra solista su “Soul Chaser” e Chris Caffery (TSO, Spirits Of Fire e Savatage) alla chitarra solista su “Scent Of An Angel” e su “No Escape”. Naturalmente lavorare per l’etichetta italiana richiede un approccio diverso perché il suono è molto melodico e con Del Vecchio non poteva essere altrimenti. Sinceramente, in alcuni brani il vocalist americano sembra fuori posto perché non tutte le armonie si adattano alla sua voce possente e determinata. Non fraintendetemi, perché il disco merita ed è discreto nel complesso. Le linee vocali sono comunque accattivanti e si sente un grande lavoro di tutti gli esperti musicisti coinvolti, come nella prima canzone power metal in scaletta, “Between Worlds”, che porta sia il nome della band che quello dell’album. Dopo un inizio relativamente calmo con le tastiere in sottofondo e la bassa voce di Ronny, il brano accelera con la sezione ritmica e con dei riff, quasi in pieno stile power metal americano, tipici comunque degli anni Ottanta.

Sul singolo, Munroe afferma che “la canzone parla di come si verificano cambiamenti inaspettati nella vita, come è successo a me e alla mia defunta moglie. Ti ritrovi a non sapere cosa fare perché sei perso nella nebbia e non sai davvero cosa succederà dopo. Quindi, fondamentalmente, sei intrappolato tra i mondi”.

Idem per “These Walls” che ha la stessa base ritmica e si trova tra il power metal e l’hard rock: qui il grande senso melodico, sviluppato dalla tastiera, dalla chitarra e dalla potente voce da tenore di Munroe, è messo in primo piano. Dopo due canzoni quasi uguali, che avrei inserito sinceramente alla fine della scaletta, si continua ancora con la stessa armonia in “Life Enough For Me” con Frost che si esibisce bene con la sua chitarra solista ma sempre con alle spalle una tastiera molto calzante, guidata dall’onnipresente Del Vecchio e dalle melodie lineari di Alpenberg. Il frontman statunitense si esibisce bene in un brano lontano dai suoi standard e che a tratti sfiora l’AOR più tradizionale di band come i Journey, per fare un paragone importante.

Confesso che è piacevole ascoltare la voce aspra di Munroe su canzoni hard rock e metal più orientate al commerciale, ma è nella traccia più metal che l’artista si fa apprezzare, così come nella successiva “Soul Chaser” – in questa interessante traccia si percepisce l’impronta dei vecchi Metal Church di Munroe, anche grazie al supporto dell’ottimo chitarrista Joel Hoekstra. La canzone seguente, una ballata dal titolo di “Scent Of An Angel”, è pure un momento fondamentale del disco perché possiede un buon ritornello ed emana, grazie alla pacata voce del cantante e ai riff leggeri delle elettriche, molta serenità e speranza.

Il disco a tratti sembra guidato dalla chitarra dell’eccezionale Jack Frost e dell’altrettanto bravo Pete Alpenborg, ma in realtà non è proprio così perché le tastiere limitano l’azione dei chitarristi e conducono verso atmosfere più leggere e prevalentemente AOR. Avrei preferito una raccolta con sonorità più dure per un’opera di power metal melodico trascinante e adrenalinico. Per fortuna sembro essere ascoltato alla fine, negli ultimi tre brani, che per potenza e velocità esecutiva andavano forse inseriti ad inizio scaletta. La terzultima “Flip The Script” svolta l’andamento del disco, risvegliando le menti e i cuori grazie al suo robusto sound a base di hard rock melodico che ipnotizza per il suo ritmo, dando vigore ai due pezzi finali: la poderosa “Beneath The Surface” e la potente “Calm Before The Storm” mettono finalmente la tastiera quasi in secondo piano, dando più spazio alle sei corde e ad una sezione ritmica di tutto rispetto.

Between Worlds è tecnicamente perfetto e ben prodotto, data la presenza dei musicisti coinvolti ma, con un cantante come Ronny Munroe, che ha una voce autorevolissima, ci si aspettava più robustezza nei suoni e più cattiveria. Nonostante tutto, l’Americano canta bene avviando così la sua attesissima rinascita musicale. Ben tornato, Ronny!

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