EDGE OF PARADISE – The Unknown

Titolo: The Unknown
Autore: Edge Of Paradise
Nazione: Stati Uniti d'America
Genere: Metal
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Margarita Monet – voce e tastiera

Dave Bates – chitarra

Jamie Moreno – batteria

Ricky Bonazza – basso


Tracce:

01.   Digital Paradise
02.   My Method Your Madness
03.   Tidal Wave
04.   The Unknown
05.   Believe
06.   False Idols
07.   You Touch You Die
08.   One Last Time
09.   Leaving Earth
10.   Bound To The Rhythm
11.   My Method Your Madness (industrial remix)


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Gli statunitensi Edge Of Paradise hanno impiegato bene e giudiziosamente i lunghi periodi di blocco da pandemia e creato canzoni buone ed interessanti, inserite in questo nuovo disco intitolato The Unknown. Questo grande ritorno, a distanza di due anni, vede ancora protagonista la stupenda cantante Margarita Monet ma non solo, perché in formazione troviamo il buon chitarrista Dave Bates, il bassista Ricky Bonazza e il batterista Jamie Moreno. La band è nata nel 2011, a Los Angeles, per mano dalla giovane cantante/tastierista e dal chitarrista, circondati poi da validi e talentuosi musicisti che li hanno accompagnarli fino ai giorni nostri. Le dieci canzoni filano lisce come l’olio e sono fortemente influenzate da sonorità industriali, elettroniche e dal tradizionale classic metal.

The Unknown è il quarto album in studio dei californiani ed arriva sulla scia del loro precedente e ben accolto debutto in Frontiers, Universe. Inoltre il nuovo album è stato prodotto da Howard Benson (Halestorm, Seether, Black Stone Cherry) che, insieme a Mike Plotnikoff (Halestorm, Three Days Grace) e Neil Sanderson (Three Days Grace), ha aiutato il gruppo a realizzare uno dei migliori loro dischi della loro carriera. Al mixaggio e alla masterizzazione troviamo il famoso Jacob Hansen (Amaranthe, Volbeat, Pretty Maids). Lo stile della band varia poco dalla propria formula musicale, che si è comunque notevolmente evoluta continuando sempre su basi sinfoniche e metal ma aggiungendo un forte elemento industriale e pop, grazie all’uso particolare della tastiera. Comunque, senza dimenticare le loro radici metal e hard rock, il chitarrista Bates sforna dei discreti assoli di chitarra che mantengono la formazione americana entro sonorità robuste.

Nel complesso, la nuova fatica discografica è un concept basato sullo spazio e sul mondo digitale del futuro; la voce inconfondibile della bravissima cantante statunitense alterna dei toni aggressivi e pacati, mettendo in mostra tutte le sue abilità vocali. L’album si connette subito con l’ascoltatore, grazie a “Digital Paradise”, canzone moderna che affronta il tema di scoprire cosa ci sia nell’aldilà grazie all’aiuto dell’evoluta tecnologia. Il ritmo è vibrante e tipico dello stile industrial ed elettronico, infarcito di un bel ritornello pop, supportato da una splendida tastiera. La successiva e fantascientifica “My Method Your Madness” è un vortice sonoro e melodico strutturato sempre sui sintetizzatori che, insieme alle tonalità vocali della brava Monet, ipnotizzano al primo ascolto grazie anche alle sei corde ossessive di Bates. “Tidal Wave” è semplicemente un symphonic metal straordinario e dal forte impatto, grazie anche alla voce di Margarita che guida con i suoi acuti l’orecchiabilissimo ritornello.

La voce sensuale e forte della bella Monet introduce la splendida titletrack, una ballata in cui la band evidenzia la positiva e matura crescita sinfonica costruita nel corso degli anni. Questa è una delle tracce più riuscite, dove l’ottima Margarita è attorniata da un’orchestrazione sbalorditiva. La cantante descrive la canzone come “Dinamica e cinematografica, intrecciata con testi significativi e intimi che provengono dalle profondità dell’anima della band. Per noi è il pezzo forte dell’album. Fragilità, attorcigliata ad una forza incredibile, per consegnare un messaggio potente: trovate la forza dentro di voi e scegliete la speranza, non la paura”.

“Believe” è un altro lento che continua con una sottile armonia e un ritornello carino, caratterizzato dagli acuti altissimi della Monet. Per fortuna, il prosieguo sonoro si irrobustisce con l’energica “False Idols”, un bel veloce singolo di metal melodico, dove la precisa sezione ritmica e la chitarra tagliente e cupa di Dave si trovano finalmente in primo piano dettando legge sugli altri strumenti. La semplice ma allo stesso tempo trionfale “One Last Time” è un altro pezzo di metal sinfonico nel quale la sei corde elettrica si fonde brillantemente con le tonalità altissime della straordinaria cantante. Anche la penultima, “Leaving Earth”, merita attenzione per via delle sue melodie allegre e lo stile elettronico. Infine, l’eroica e cadenzata “Bound To The Rhythm”, adrenalinica e dal robusto e futuristico groove, chiude benissimo un buon lavoro, che lascia l’ascoltatore soddisfatto ed appagato.

Colpisce in generale l’equilibrio tra gli strumenti e la singolare voce della Monet, che, nonostante sia giustamente in primo piano, non copre gli altri musicisti e non toglie loro visibilità e potenza. Originali quanto basta per avere uno spazio importante nel metal del futuro!

 

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