ROBLEDO – Wanted Man

Titolo: Wanted Man
Autore: Robledo
Nazione: Cile
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

James Robledo – voce

Alessandro Del Vecchio – basso e tastiera

André Hilgers – batteria

Francesco Marras – chitarra


Tracce:

01. Heart’s The Only Enemy
02. Wanted Man
03. Quicksand
04. Dreams Decieve
05. Hate Like You
06. Shelter From Pain
07. Alone Again
08. Higher Scope
09. The Good Will Rise
10. The Holy Book
11. Where Eagles Dare To Fly

 


Voto del redattore HMW: 7/10
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Ho molto apprezzato il lavoro discografico di debutto dei Sinner’s Blood intitolato “The Mirror Star”, dove Robledo si è fatto conoscere per la sua straordinaria interpretazione del metal melodico, ma in questo nuovo progetto solista noto qualcosa in più: emozione, passione e voglia di sfondare, per farsi conoscere soprattutto da un pubblico più ampio.

James è un cantante proveniente dal Cile che segue saggiamente le tracce del famoso e amico Ronnie Romero che lo sponsorizza all’italiana Frontiers Music. Da qui il passo è breve per entrare all’interno del suo catalogo, arrivando a lavorare con il produttore e musicista Alessandro Del Vecchio che seleziona i musicisti e scrive il materiale di questa interessante opera dalle influenze sonore di gruppi tedeschi famosissimi, come gli Helloween, i Bonfire e gli Edguy. Come scritto, oltre all’ottimo James Robledo (Sinner’s Blood), dietro alle pelli troviamo il veterano André Hilgers (Bonfire), alla chitarra Francesco Marras, dei Tygers Of Pan Tang, e Alessandro Del Vecchio alle quattro corde e alla tastiera. Il cantante cileno è apparso sulle grandi scene con la nuova band metal dei Sinner’s Blood insieme a Nasson, conosciuto per il suo lavoro con la cantante cilena Caterina Nix, entrambi dei Chaos Magic.

Ora, con Wanted Man, si sente ancora più fortemente il talento di questo meraviglioso cantante proveniente da una famiglia di importanti musicisti. Il risultato è un buon disco con un suono metal melodico che mette in mostra le grandi capacità vocali del Sudamericano, capace di interpretare, senza difficoltà, diversi generi metal, come nel caso della ballata “Alone Again”, accompagnata da un malinconico pianoforte e nella quale spiccano le sue calde e rauche corde vocali. Lo stesso si può dire nell’altra semi ballata dell’album, “Dreams Deceive”, dove un leggero piano apre le porte ad un turbine di giri elettrici che trascinano in un hard rock melodico e possente. Qui la voce del singer si eleva in superbi acuti sostenuti da un ritmo ossessivo guidato da una grande sezione ritmica e da un fantastico assolo di chitarra. Robledo ha uno stile vocale deciso e aggressivo ma anche molto melodico. Un esempio di questa commistione risiede proprio nel singolo “Wanted Man”.

James afferma che “Wanted Man parla di libertà. Sei l’uomo ricercato perché sei quello che sei e il mondo è tuo. In realtà, nessuno può catturare una persona libera. Attraverso le montagne, su tutta la terra, sei sempre libero, nonostante quello che ti viene detto. Questo instancabile inseguimento non dovrebbe portarti via dall’essere chi sei veramente, quindi segui il percorso dell’essere ricercato”.

Piace la potente “Quicksand”, un pezzo metal con ritmi furiosi, doppia cassa, arazzi di tastiera e armonie trascinanti che la voce di Robledo dirige benissimo con le sue portentose tonalità vocali. Lo stesso vale per “Higher Scope”, con le scariche elettriche della chitarra di Marras che trascinano una composizione heavy metal dall’ottima ed elaborata melodia.

La maggior parte delle canzoni sono up-tempo e anche molto robuste, con Robledo che tende a cantare con una timbrica simile a quella dell’eccezionale Russell Allen; e sinceramente la cosa non dispiace. Basta ascoltare la micidiale “The Holy Book”, con il cantante che indurisce l’ugola adattandosi benissimo al suono metal del pezzo, o gli umori sinfonici, martellanti e power dell’ultima, “Where Eagles Dare”, caratterizzata da un lavoro chitarristico del nostro Francesco veramente superlativo. Colpisce e lascia perplessi la moderna “The Good Will Rise”, dove i riff si spostano su coordinate più attuali che poco si addicono al sound generale dell’album e viene proposta una melodia che sa di già sentito. Un applauso va anche al bravissimo Alessandro Del Vecchio, che produce benissimo un disco carino e coinvolgente, bilanciando bene gli strumenti ed evitando così un suono freddo e piatto.

Riguardo allo stile musicale dell’album, Robledo aggiunge che “Io e Alessandro abbiamo parlato di fare un disco che potesse mostrare le qualità melodiche della mia voce, ma anche qualcosa di profondo e che spaccasse! Ha influenze che spaziano dagli Helloween ai Masterplan agli Edguy, anche se mirano ad un ibrido moderno di quel tipo di suono”.

In conclusione, “buona la prima” per questo sorprendente lavoro discografico dove il cileno Robledo, circondato da buoni e esperti musicisti , riesce a dimostrare tutte le sue qualità vocali ed interpretative. Se vi sono piaciuti i Sinner’s Blood e amate cantanti metal bravi ed emozionanti, allora questo disco fa per voi!

 

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