SCEPTOR – Rise To The Light

Titolo: Rise To The Light
Autore: Sceptor
Nazione: Germania / Stati Uniti d'America
Genere: Heavy Metal
Anno: 2021
Etichetta: Pure Steel Records

Formazione:

Bob Mitchell – voce
Torsten Lang – chitarra
Timo Nolden – chitarra
K. K. Basement – basso
Flo Bodenheimer – batteria


Tracce:

1. Past Reflections
2. Crown Of Nails
3. The Curse Of Orlac
4. Rise To The Light
5. Dissension
6. Beyond The Unknown
7. Sovereign
8. Armour Black
9. Spartacus
10. Powerhouse
11. Shadows In The Maze


Voto del redattore HMW: 6/10
Voto dei lettori: 9.3/10
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Ecco un ritorno che non mi aspettavo, ed il titolo del loro comeback album è quantomai azzeccato: con “Rise To The Light” torna alla luce il nome Sceptor, band di cui mi ero già occupato quando pubblicarono, nel 2010, i due pezzi contenuti nel 7″ “Introducing… Sceptor”.

Un paio d’anni dopo acquistai il debut album “Take Command!” (lavoro che ricordo come senza infamia né lode, con una punta di insipidità) ed altra acqua passò sotto i ponti sino allo split dei Nostri, avvenuto ad inizio 2014; dopo cinque anni di oblìo, il gruppo tedesco/americano decide di riprovarci ed il frutto delle loro fatiche corrisponde a questo secondo full length che viene pubblicato da Pure Steel Records, sia in CD che in vinile con tiratura di trecento copie.

Realizzato da una formazione a cui non manca certo l’esperienza – i nomi dei membri della band dovrebbero essere piuttosto familiari agli amanti delle sonorità più cassiche, avendo i musicisti dei trascorsi in band come Attacker, Sleepy Hollow, Ritual Steel, Ivory Night e molte altre – “Rise To The Light” gode di un suono pulito e ben definito, figlio dell’operato di Robert Romagna (già al lavoro con Crying Steel, Ritual ed Attika, tra gli altri), che riesce nell’intento di donare al disco un sound generale dal piglio più attuale senza stonare con la proposta degli Sceptor, ovvero un massiccio heavy metal tradizionalmente eighties in cui non manca qualche elemento power, dove si fondono matrici sonore teutoniche e d’oltreoceano.

L’heavy metal dei Nostri si articola su ritmi prevalentemente medi, con un guitarworking abbastanza incisivo e la voce potente di Bob Mitchell a completare il quadro: “Rise To The Light” è un disco complessivamente ben suonato, ma che ha il suo punto debole proprio in quelle vocals che avevo apprezzato ai tempi di “Introducing… Sceptor”. Non c’è la stessa grinta di allora (ascoltate le bonus track, ovvero i pezzi che componevano il 7″) e mi sembra che il cantante proceda su linee vocali un po’ forzate e limitanti in termini di espressività: questo accade soprattutto nella prima parte dell’album, dove ho avuto l’impressione che “Rise To The Light” stenti un po’ a decollare; il disco prende quota dalla poderosa “Dissension” in avanti, offrendo il meglio con “Beyond The Unknown”, brano dalle atmosfere vagamente Helstar, e con le più veloci “Sovereign” e “Spartacus”.

Non c’è molto altro da aggiungere se non che al disco va concesso qualche ascolto in più affinché possa manifestarsi per quello che è, ovvero un lavoro onesto e godibile anche se con qualche asperità nel comparto vocale. Personalmente, “Rise To The Light” non mi ha entusiasmato, pur trovandolo migliore rispetto al suo predecessore. A mio parere, come avrete intuito, non è un album da avere a tutti i costi, ma solo per amor di collezione.

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