JEFF SCOTT SOTO – The Duets Collection Vol. 1

Titolo: The Duets Collection Vol. 1
Autore: Jeff Scott Soto
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Jeff Scott Soto – voce e tastiera
Edu Cominato – batteria
Tony Dickinson – basso
Jorge Salan – chitarra
Howie Simon – chitarra
Leo Mancin – chitarra


Tracce:

01. Livin’ The Life (ROCK STAR) con Erik Martensson (Eclipse, W.E.T.)
02. Don’t Let It End (YNGWIE MALMSTEEN) – con Dino Jelusick (Animal Drive)
03. Mysterious (TALISMAN) – con Eric Martin (Mr. Big)
04. Believe in Me (JSS) – con Nathan James (Inglorious)
05. Coming Home (SOUL SIRKUS) – con Deen Castronovo (Revolution Saints, Journey)
06. I’ll Be Waiting (TALISMAN) – con Alirio Netto (Shaman, Queen Extravaganza)
07. Callin’ All Girls (EYES) – con Russell Allen (Symphony X, Allen/Lande)
08. Colour My XTC (TALISMAN) – con Renan Zonta (Electric Mob)
09. Warrior (AXEL RUDI PELL) – con Johnny Gioeli (Hardline, Axel Rudi Pell)
10. Holding On (JSS) – con BJ (SOTO, Spektra)
11. Again 2 B Found (HUMANIMAL) – con Mats Leven (Candlemass)


Voto del redattore HMW: 6/10
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In questa nuova uscita, che pensavo fosse una raccolta di inediti, troviamo invece ahimè delle canzoni pubblicate nel corso della lunga carriera di Soto, come cantante, nei suoi dischi solisti o per altre band e in progetti vari.  Però Jeff non ha voluto presentare la solita minestra riscaldata perché The Duet Collection Vol. 1, non è una raccolta dei suoi migliori successi, bensì è una serie di canzoni amate dall’americano, che ha voluto ri-registrarle e interpretarle con degli amici per dare così a queste tracce una nuova vita e una nuova ragione di esistere.

Non convince la scelta dei colleghi cantanti. Non fraintendetemi, perché non contesto che con questi artisti ci sia un grande legame personale, ma puzza il fatto che la maggior parte siano tutti appartenenti al catalogo della Frontiers Records, come se Jeff non avesse legami con altri vocalist sparsi tra le varie case discografiche del mondo. Mi sono posto molte domande, anche cattive, ma non ho voluto infierire per il grande rispetto e la stima che provo per questo Statunitense capace di cantare qualsiasi cosa e con uno stile inconfondibile. Quindi farò un piccolo sunto di quello che mi è passato per la testa e che mi porta a formulare dei leciti interrogativi. Questo disco è necessario alla sua enorme discografia? È un album per racimolare un po’ di soldi, data l’enorme perdita causata dalla pandemia? Allora, le risposte possono essere tante e anche legittime ma credo che questa pubblicazione non porti niente di nuovo o di più rispetto a quanto il buon vecchio Jeff abbia fatto fino ad oggi e, in effetti, se pur i pezzi sono ben registrati e ben interpretati nei vari duetti, preferisco le versioni originali che in molti casi sono delle vere proprie pietre miliari del rock.

Il titolare suona anche la tastiera ed è poi accompagnato dai fedelissimi Edu Cominato alla batteria, Pal Howie Simon Plus, Jorge Salan e Leo Mancini alle chitarre e al basso da Tony Dickinson. Gli ospiti al microfono sono Erik Martensson (Wet, Eclipse), Dino Jelusick (Animal Drive, Whitesnake), Eric Martin (Mr. Big), Nathan James (Inglorious), Deen Castronovo (Revolution Saints, Journey), Alirio Netto (Shaman), Russell Allen (Symphony X, Allen/Lande), Renan Zonta (Elettric Mob), Johnny Gioele (Hardline, Axel Rudi Pell), BJ (SOTO, Spektra) e Mats Leven (Candlemass).

Jeff dice: “Ho sentito il bisogno di avere uno sfogo creativo, per intrattenere le persone e aiutarli a dimenticare le difficoltà della pandemia”.

Certo, la scaletta da sola farà sicuramente la felicità dei supporter di JSS, meno purtroppo il risultato finale perché la versione originale delle canzoni è superiore e legata a momenti particolari della carriera artistica nel mitico cantante americano. Jeff Scott Soto non ha bisogno di aggettivi per descrivere la sua enorme bravura e la sua stessa persona sotto il profilo umano. Oltretutto è un veterano del genere metal, perché a soli diciotto anni ha debuttato come voce principale nel primo disco di Yngwie Malmsteen, Rising Force, e il successivo, Marching Out. Questo primo passo lo ha portato a una carriera che ha visto Jeff suonare e lavorare con un numero eccezionale di artisti. Dall’AOR degli Eyes e dei Journey, all’hard rock dei Takara e al metal melodico dei Talisman, di Axel Rudi Pell e dei Soul SirkUS. Soto ha anche mantenuto una carriera da solista negli ultimi decenni, mentre di recente si è unito al supergruppo progressive metal degli straordinari Sons Of Apollo.

Forse chi non ha mai sentito le versioni passate può essere attratto dalle superbe e coinvolgenti melodie di questo album, rimanendone piacevolmente colpito. Il titolo del disco preannuncia sicuramente anche un Vol. 2 sulla falsariga di questo e che sarà, come questo, solo un prodotto per i fan accaniti e nulla più.

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