DEATH SS – Ten

Titolo: Ten
Autore: Death SS
Nazione: Italia
Genere: Horror Metal
Anno: 2021
Etichetta: Lucifer Rising Records

Formazione:

Steve Sylvester (the Vampire) – Voce
Al DeNoble (the Zombie) – Chitarra
Freddy Delirio (the Phantom) – Tastiere
Glenn Strange (the Mummy) – Basso
Mark Lazarus (the Werewolf) – Batteria
Dhalila (the Witch) – Performance


Tracce:

1. The Black Plague
2. Zora
3. Under Satan’s Sun
4. Rebel God
5. Temple Of The Rain
6. Ride The Dragon
7. Suspiria
8. Heretics
9. The World Is Doomed
10. Lucifer


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 7.6/10
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Il nuovo disco dei Death SS, intitolato Ten, è ricco di significati. Decimo album della storica horror metal band italiana, dieci canzoni e – a detta del loro leader Steve Sylvester – un numero non scelto a caso, ma che va a simboleggiare la perfezione, come anche l’annullamento di tutte le cose. Per quanto riguarda l’occultismo e la cabala, siamo assolutamente certi che Steve se la cavi senz’altro meglio di noi, quindi da questo punto di vista lasceremo a voi lettori l’improbo compito di trovare tutti i riferimenti del caso all’interno del disco.

Prima di soffermarci sulla musica è necessario però approfondire anche l’aspetto grafico: la splendida copertina è opera di Alex Horley (illustratore di Rob Zombie, Dark Horse Comics, DC Comics) e nella prima tiratura di Ten sarà disponibile un fumetto inedito di ventiquattro pagine che farà la gioia dei collezionisti. Steve Sylvester ha sempre ammesso di essere stato profondamente influenzato dai fumetti erotici degli anni ’70 e ’80 come Zora ed ecco che, come quadratura del cerchio, oltre al primo singolo del disco (qui il video), Steve comparirà nella nuova serie del fumetto nei panni del demone Sylvestrus. Musica e fumetti qui vanno davvero a braccetto, come testimoniato anche dalla presenza di Luca Laca Montagliani, che oltre ad essere il proprietario della casa editrice di Zora qui in Ten lo troviamo ospite a suonare la fisarmonica. Insomma, qui tra tutti questi intrecci rischiamo di perderci ma era necessaria questa introduzione per capire come Steve Sylvester e i Death SS non siano solamente “musica” ma che con la loro presenza artistica lavorino anche in altri campi.

E la musica? Bella, ricca, dinamica. Guarda al passato ma non si dimentica del presente. Ten ha dei brani in classico stile Death SS, con atmosfere horror dense di heavy metal come l’apripista “The Black Plague” o “Under Satan’s Sun”, ma ha anche tanta varietà, con le prestazioni sugli scudi di Freddy Delirio, che con le sue tastiere (e anche in veste di produttore) impreziosisce brani come “Zora”, “Temple Of The Rain” (con le sue atmosfere alla Type O Negative) e “The World Is Doomed”. Nei Death SS milita da anni (in veste di zombi putrefatto) anche l’ottimo Al DeNoble, chitarrista dal gusto melodico e neoclassico (condiviso con i Secret Sphere) che qui dà il meglio in “Rebel God”, in “Suspiria” e nella curiosa “Ride The Dragon”, che pare un brano power metal portato alla corte di Steve. Proprio Steve si fa sentire con “Heretics”, un brano con un’interpretazione sublime, un vero e proprio inno agli eretici, a coloro che non credono e che non vogliono farsi influenzare (un tema senza dubbio d’attualità). E a proposito di essere diversi ed essere ribelli, cosa che i Death SS hanno cominciato a fare oltre quarant’anni fa, la conclusiva “Lucifer” non poteva che essere dedicata al principe delle tenebre, a colui che ha osato sfidare Dio. Qui Steve Sylvester ci mostra il suo grande amore per l’hard rock e per Alice Cooper, concludendo il disco con un pezzo dinamico e quadrato. Del resto se i Death SS hanno conquistato i cuori dei fan (non solo italiani, dato che sono stati confermati di nuovo al Wacken Open Air 2022), lo hanno fatto perché si sono sempre sentiti ribelli e non si sono mai piegati alle mode. L’horror metal non è nato con loro, ma hanno avuto il merito di portarlo avanti sempre, senza compromessi, esplorando anche nuovi suoni, inserendo l’elettronica per un certo periodo e portando avanti aspetti visivi (anche nei concerti) sempre in linea con il loro credo.

Ten è senza dubbio un ottimo disco, migliore dei precedenti, che cresce ascolto dopo ascolto e che ha il merito di “prendere” subito grazie ai brani orecchiabili e alla loro varietà. Una delle cose più belle sarà il confrontarsi con gli altri fan e chiedere qual è la canzone che preferiscono. Tutti ve ne nomineranno una diversa, a dimostrazione che i Death SS hanno fatto centro ancora una volta. Lasciamoci travolgere dagli incubi, diamo la nostra anima a Zora la Vampira e al demone Sylvestrus, siamo metallari, vorremo mica finire in un noiosissimo paradiso??

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