IRO HAARLA ELECTRIC ENSEMBLE – What Will We Leave Behind: Images From Planet Earth

Titolo: What Will We Leave Behind: Images From Planet Earth
Autore: Iro Haarla Electric Ensemble
Nazione: Finlandia
Genere: Jazz Rock
Anno: 2021
Etichetta: Svart Records

Formazione:

Iro Haarla: Pianoforte, tastiere, arpa
Jukka Orma: Chitarra
Sami Sippola: Sassofono
Ulf Krokfors: Basso
Aniida Vesala: Batteria


Tracce:

01. A Song We Loaned From Our Children
02. Led By The Wind
03. A Seafloor Scene
04. The Spirit Bear
05. Hot Dogs, Hot Dogs!
06. The Lake Of Birds
07. Standing Rock
08. Amazonia
09. Deep In The Eye Of The Whale
10. The Arctic Is Burning
11. …And The Mountains Thundered…
12. What Will We Leave Behind


Voto del redattore HMW: 8/10
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Iro Haarla è una pianista e arpista finlandese attiva da quattro decenni: se per circa vent’anni ha affiancato il marito Edward Vesala (noto batterista della scena jazz nordeuropea), dopo la morte di questi ha intrapreso una carriera solista.

Dopo la pubblicazione di una decina di album con diversi organici, tra cui un paio di incisioni per la prestigiosa ECM, Haarla decide di affrontare nuove sonorità servendosi di un ensemble decisamente più elettrico.

L’album in questione è un omaggio alla natura tramite un magma sonoro che non può non ricordare il pioneristico jazz-rock del Miles Davis di Bitches Brew: se alcuni brani sono brevi improvvisazioni elettriche dal sapore quasi noise, altre composizioni rasentano lidi progressive-rock, grazie soprattutto all’operato del noto chitarrista Jukka Orma, che caratterizza non poco l’intera opera.

La leader si alterna tra tastiere e arpa, spaziando da atmosfere quasi new-age a esplosioni elettriche e squarci free.

Tra gli highlight si segnalano “Led By The Wind”, cacofonica orgia tra il Miles Davis elettrico e i Santana più sperimentali, “Hot Dogs, Hot Dogs!”, affine al jazz-progressive britannico dei ‘70 di band quali Soft Machine e Nucleus, “Standing Rock”, che, a dispetto del titolo, risulta il brano meno rock, caratterizzato da un drammatico sax memore della lezione di Gato Barbieri e la conclusiva quasi title-track, emozionante epilogo che mette in mostra un incredibile bagaglio melodico.

Un lungo e tortuoso inno alla natura e alla sua bellezza, un’opera cangiante che mostra un sorprendente lato artistico di questa incredibile musicista.

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