LEVERAGE – Above The Beyond

Titolo: Above The Beyond
Autore: Leverage
Nazione: Finlandia
Genere: Melodic Metal
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Kimmo Blom – voce
Mikko Salovaara – chitarra
Tuomas Heikkinen – chitarra
Sami Norrbacka – basso
Valtteri Revonkorpi – batteria
Marko Niskala – tastiera


Tracce:

01. Starlight
02. Emperor
03. Into The New World
04. Do You Love Me Now
05. Angelica
06. Under His Eye
07. Falling Out Of Grace
08. Galleria
09. Silence


Voto del redattore HMW: 7/10
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I Leverage sono una band nata nel 2002, proveniente dalla lontana Finlandia e che ha pubblicato fino ad oggi cinque album in studio: Tides nel 2006, Blind Fire nel 2008, Circus Colossus nel 2009, Determinus nel 2019 con il nuovo cantante Kimmo Blom (ex Urban Tale, Raskasta Joulua) che ha sostituito il vecchio Pekka Heino, e quest’ultimo lavoro discografico intitolato Above The Beyond. A distanza di due anni, sfornano questa nuova opera rimanendo quasi fedeli a sé stessi, per un power metal misto all’heavy metal e al rock melodico ma che ha perso quel pizzico di symphonic metal che li aveva caratterizzati agli inizi. L’opera soffre un po’ di mancanza d’identità perché contiene troppe contaminazioni sonore, che ad un primo ascolto spiazzano. I Leverage non incarnano al cento per cento tutti questi generi ma ognuno è presente in quantità variabile, con il risultato che l’equilibrio non viene sempre raggiunto né immediatamente recepito. Rispetto alle fatiche precedenti, in questa nuova raccolta la loro musica diventa più difficile da catalogare e allo stesso tempo ancora più facile da sentire dopo attenti ascolti, con un sound heavy rock contemporaneo che prende spunto dal passato settantiano e ottantiano.

“Siamo una band heavy rock e la nostra musica ha echi che risalgono fino agli anni ’70, come sempre”, afferma il chitarrista Tuomas Keikkinen. “In questo nuovo album quell’eredità si sente più forte e più chiara che mai. Ha tonnellate di chitarre, riff, cori e assoli. Ciò che rende il suono del nostro marchio di fabbrica è un mix di ombra e luce, semplice e complesso, antico e moderno. Penso che ora abbiamo perfezionato questo approccio con la formazione attuale”.

La personalità della formazione e la potenza esplosiva non mancano comunque, specie nelle canzoni iniziali. “Starlight” è un pezzo irrequieto di sentimentale rock celtico, dai riff rabbiosi e tanta velocità, ma contraddistinto anche da un inizio vocale e acustico molto leggero. Ma questo è solo l’inizio perché le emozioni continuano in “Emperor”, un brano metal dai riff massicci, dai suoni sinfonici grazie al violino e una maestosa melodia sostenuta dalle chitarre elettriche del duo Salovaara/ Heikkinen e dalla tastiera di Niskala.

Si prosegue con un ritornello folk combinato alle sei corde heavy in “Into The New World”, dove una voce pulita e determinata guida armonicamente l’intero componimento.  Sorprende in positivo il bell’AOR di “Do You Love Me Now”, caratterizzato da un ottimo refrain e che rallenta di molto i ritmi rispetto alle tre canzoni iniziali. La chitarra acustica annuncia la successiva “Angelica” con l’ugola super melodica di Blom che trascina l’intera ballata, per un pezzo molto influenzato da gente come i Rainbow e gli Alcatrazz dei tempi d’oro, dove le influenze folk aggiungono del buon gusto alla tantissima gamma di suoni e arrangiamenti. Purtroppo è impossibile evitare i confronti, in quanto i Leverage raccolgono troppe influenze musicali e la cosa continua ad essere evidente in “Under His Eye” e in “Falling Out Of Grace” dalle evidenti tematiche religiose e con un approccio melodico tipicamente americano, alla Tyketto per intenderci, ma con assoli chitarristici tipicamente metal.

A fondo scaletta lo stile si ammorbidisce ancora con “Galleria”, un rock leggero accompagnato all’inizio dalla chitarra acustica e dalla voce che poi prende slancio e forza con dei melodici riff chitarristici che fanno da apripista all’ultima ed epica “Silence”. Questa canzone è una degna conclusione, con i suoi nove minuti di metal prog alternato al classic metal, di un’opera che vede i finlandesi fare un notevole passo in avanti. Il brano alterna robustezza sonora a momenti di gracilità armonica con momenti riflessivi e delicati e presenta un grande coro. In definitiva, un album ingegnoso, contemporaneo, che non si accontenta di pescare dal passato ma si sforza di ricercare una propria personalità  e con una produzione impeccabile. I Leverage continuano però a non essere facilmente etichettati e non so se questo sia un bene o un male.

Sono felice e orgoglioso di tutto ciò che abbiamo fatto. Eppure in qualche modo questo nuovo album è molto speciale. Musicalmente, sento che abbiamo chiuso il cerchio e ci sento molte vibrazioni del nostro album di debutto Tides.”.

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