LORDS OF BLACK – Alchemy Of Souls Part II

Titolo: Alchemy Of Souls Part II
Autore: Lords Of Black
Nazione: Spagna
Genere: Heavy Metal
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Ronnie Romero – voce
Tony Hernando – chitarra elettrica e acustica. Synth aggiuntivi e Lapsteel
Dani Criado – basso
Jo Nunez – batteria


Tracce:

01. Prelude (Alchimia Confessio 1458 A.D.)
02. Maker Of Nothingness
03. What’s Become Of Us
04. Bound To You
05. Before That Time Can Come
06. Mind Killer
07. Death Dealer
08. Prayers Turned To Whispers
09. In A Different Light
10. How Long Do I Have Now
11. Fated To Be Destroyed
12. No Hero Is Homeless
13. Sympathy


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 10.0/10
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In questo fervente 2021 pieno di speranze e voglia di rivivere, ritornano i maggiori esponenti del prog power metal, i Lords Of Black, con il seguito della storia di Alchemy Of Souls Part I uscito l’anno scorso. Il nuovo Alchemy Of Souls Part II dimostra una ritrovata maturità musicale e non delude le aspettative dei fan più esigenti. Usando i tempi morti di inattività per via della pandemia, il gruppo spagnolo si è preparato a sfornare tredici potenti canzoni per confermarsi ancora una volta come una delle migliori band metal in circolazione. Le influenze sonore sono quelle classiche di formazioni importantissime come i Judas Priest e gli Iron Maiden, aggiungendo però un tappeto di sintetizzatori che rendono le composizioni orientate verso un leggero progressive metal. La formazione è sempre quella dell’album precedente, con a capo il chitarrista Tony Hernando seguito dallo straordinario Ronnie Romero (Rainbow, Sunstorm, The Ferrymen) dietro al microfono, da Dani Criado al basso e Jo Nunez alla batteria. Agli esordi i musicisti volevano avvicinarsi a un sound moderno combinato ad armonie attraenti e melodiche, ma adesso hanno irrobustito il loro suono aggiungendo un pizzico di progressive.

“Questo album è stato ovviamente influenzato dal periodo inconsueto che stiamo vivendo, quindi l’intento di ogni canzone è cercare di essere significativa e potente e di far provare meraviglia ed entusiasmo. Questo è il nostro obiettivo finale”. (Ronnie Romero).

Si parte subito con “Preludio (Alchimia Confessio 1458 d.C.)”, pezzo strumentale e soprattutto orchestrale combinato con la chitarra elettrica che si aggancia alla seconda traccia di power metal “Maker Of Nothingness”, dove le limpide e robuste note di Tony Hernando dettano legge, formando un’ottima base perché Ronnie scateni la sua voce melodica che aumenta costantemente di tono e potenza. Quando l’assolo di chitarra prende la scena e mostra tutta la sua tecnica, si capisce subito perché i Lords Of Black siano uno dei migliori gruppi in circolazione. Il ritmo riprende dopo, con forza, nell’orecchiabile e secondo singolo “What’s Become Of Us”, trascinato da una sezione ritmica velocissima e con Hernando protagonista di un grande assolo. Un altro bel singolo è “Bound To You”, dall’andatura cadenzata e minacciosa ed impreziosito da possenti sintetizzatori e dall’ugola rauca di Romero. Si continua poi con il primo singolo, “Before That Time Can Come”, caratterizzato da un iniziale ed intermittente suono di chitarre e sintetizzatori, che lasciano il posto al pianoforte e alle corde vocali del fantastico Cileno. “Mind Killer” è il pezzo più duro e crudele dell’album. La cattiveria esce subito dalla bocca di Ronnie accompagnata da una tastiera sinistra che introduce ad una atmosfera di puro horror.

La malvagità e la velocità strumentale aumentano in “Death Dealer”, mettendo in mostra le doti delle quattro corde di Criado e ancora una volta la bravura dolce e spietata di Hernando. In tutti i solchi del disco le sue creazioni melodiche ed esecuzioni sonore sono assolutamente perfide, ma le emozioni che riesce ad emanare sono sempre passionali e da pelle d’oca. Robusti accordi di basso e di synth introducono il metal tenebroso di “Prayers Turned To Whispers” per un altro capolavoro sonoro fornito da Dani e Jo Nunez alla sezione ritmica. L’opera cresce di intensità nelle successive tracce, come nella fresca e moderna “A Different Light” e nella melodica e riflessiva “How Long Do I Have Now”, entrambe imbottite di un prog metal di classe e senza sbavature.

La terzultima “Fated To Be Destroyed” è il pezzo più thrash dell’intera scaletta e riesce comunque ad equilibrare melodia e potenza. Sembra di sentire i Metallica dei vecchi tempi, come se gli spagnoli volessero omaggiare la band di San Francisco per quanto fatto in carriera. Semplicemente devastante e con la chicca del mostruoso assolo chitarristico dell’abilissimo Tony. La penultima e ancora thrash “No Hero Is Homeless” neppure scherza ma, rispetto alla precedente, è guidata e sostenuta dalle tonalità melodiche del Sudamericano.

L’ultima in scaletta, “Sympathy”, è una cover degli Uriah Heep: un legittimo tributo ad una delle band pilastro degli anni ’70 e che ha messo le fondamenta all’intramontabile metal che tutt’ora apprezziamo e amiamo. La canzone è egregiamente eseguita dai Lords Of Black, con Ronnie che si sbizzarrisce ad eseguire acuti a ripetizione con la sua voce pulita e quasi irriconoscibile. Sebbene il disco sia molto simile al suo predecessore, la varietà sonora e lo sforzo creativo sono maggiori e sempre alla ricerca di una maggiore personalità artistica. Ottimo e gradito ritorno da parte di questi maestri del Metal.

“Anche se si dice che le seconde parti non sono mai buone come le prime, penso onestamente che questo disco sia un’eccezione a questa regola”, afferma Hernando. “Questa è una raccolta di canzoni forti con una varietà di elementi che, nel complesso, rendono questa seconda puntata familiare ma diversa.”

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