THE GRANDMASTER – Skywards

Titolo: Skywards
Autore: The Grandmaster
Nazione: Brasile, Germania
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Nando Fernandes – voce

Jens Ludwig – chitarra

Alessandro Del Vecchio – basso, tastiera e cori

Mirkko De Maio – batteria


Tracce:

01. Lunar Water
02. The Tempest
03. Someday Somehow
04. Dead Bond
05. Cannot Find The Way
06. Song Of Hope
07. Skywards – Earthwards
08. True North
09. Surrender
10. Turn The Page
11. The Source


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori: 7.5/10
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In attesa del un nuovo album degli Edguy, band power metal in letargo già da molto tempo, la Frontiers Music pensa bene di creare un nuovo progetto artistico chiamato The Grandmaster, con il chitarrista tedesco Jens Ludwig (Edguy) e il cantante brasiliano Nando Fernandes (Sinistra), apparso in un’altra uscita quest’anno sempre per l’etichetta italiana, con il gruppo dei Brother Against Brother, dove canta in duetto con il connazionale Renan Zonta (Electric Mob). Toglietevi subito dalla testa le sonorità classiche dei famosi Edguy perché in quest’opera se ne sentono di diverse benché sempre robuste e legate al power, al classico heavy e all’hard rock di buona fattura. L’instancabile produttore e in questa occasione anche tastierista e bassista, Alessandro Del Vecchio, fornisce camion di melodia aiutato dalla sua tastiera e da sintetizzatori efficacissimi che vanno a mitigare il robusto groove dei pezzi.

“Ho sentito le canzoni “True North” e “Lunar Water” e mi hanno fatto venire voglia di partecipare immediatamente”, afferma Ludwig, aggiungendo che “questo album contiene canzoni diverse e potenti con un cantante eccezionale. Mi sentivo davvero come se avessi un grande legame con tutte le persone coinvolte, in particolare con Alessandro. Il momento giusto, il posto giusto, le canzoni giuste, la squadra giusta… sembrava giusto farne parte. Ed era giunto il momento per me!”.

L’eccezionale cantante carioca Nando Fernandes ha una timbrica che ricorda grandi come Ronnie James Dio, Jorn Lande e Russell Allen ma cerca sempre, in ogni composizione, di imporre una propria personalità che si evince nell’ottima interpretazione dei pezzi in scaletta.

Fernandes spiega che “mi sono ispirato alle composizioni, in particolare alle melodie vocali, e dal primo ascolto ho potuto vedere che la mia voce si abbinava perfettamente ad ogni canzone. Mi sono davvero commosso durante il processo di registrazione poiché alcuni dei testi erano davvero toccanti e hanno contribuito a rendere la mia performance più reale, mentre la qualità dei musicisti coinvolti ha anche aiutato a rendere il mio lavoro molto più semplice. Questo album racchiude hard rock e metal tradizionale con elementi di progressive e melodic metal che lo rendono un ascolto estremamente vario, e mi piacerebbe ascoltarlo io stesso se non ne facessi parte. Per chi ama ascoltare canzoni con interpretazioni forti e assoli emotivi con un tocco aggressivo, questo è un piatto completo!”.

La pomposa “Lunar Water” apre con dei giri trascinanti accompagnati dalla melodiosa tastiera di Del Vecchio e dalla voce rauca del cantante. “The Tempest” e Truth North” sono le migliori del lotto, con la prima caratterizzata dalla chitarra elettrizzante e sofisticata di Ludwig e da un ritornello molto accattivante; la seconda invece ha un bel ritmo cadenzato, una perfetta sezione ritmica e un refrain melodico quanto basta a catturare l’attenzione dell’ascoltatore più distratto. Le successive sono imperniate su una musicalità impressionante, con grandi arrangiamenti e sottili orchestrazioni che trasmettono, purtroppo, poca emozione. Basta ascoltare “Someday Somehow”, dall’atmosfera ipnotizzante con un grandissimo assolo di Jens ma poco trascinante e la più massiccia “Cannot Find The Way”, dove si nota la grande autorità e capacità vocale del Sudamericano. Segnalo il palpitante lento di “Skywards – Earthwards”, uno straordinario brano che acquieta l’anima e rallenta il ritmo del disco. Qui Nando sprigiona degli acuti intensi che scuotono il cuore grazie anche alla formidabile chitarra del teutonico Ludwig, mentre il power metal trascinante della forte “True North”, citata prima, vale il costo dell’intero album.

Per il resto, le canzoni finali sembrano dei riempitivi, armonicamente sufficienti, che non aiutano un prodotto comunque interessante e promettente soprattutto nelle prime tracce. In conclusione, quest’album è un lavoro massiccio e allo stesso tempo melodico, interpretato benissimo a livello vocale e strumentale, grazie anche al contributo alla sezione ritmica degli esperti Del Vecchio e De Maio.

“Immagino che lo definirei metal melodico con tutti gli elementi che questo genere ha da offrire. Canzoni diverse e potenti con un cantante eccezionale”. (Jens Ludwig)

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