MASTODON – Hushed And Grim

Titolo: Hushed And Grim
Autore: Mastodon
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Progressive Metal
Anno: 2021
Etichetta: Reprise Records - Warner Music

Formazione:

Troy Sanders   – basso, tastiere, voce
Brann Dailor   – batteria, voce
Brent Hinds   – chitarra, voce
Bill Kelliher  – chitarra, voce


Tracce:
  1. Pain With An Anchor   05:01
  2. The Crux                         04:59
  3. Sickle And Peace           06:17
  4. More Than I Could Chew         06:51
  5. The Beast                       06:03
  6. Skeleton Of Splendor 05:04
  7. Teardrinker                   05:20
  8. Pushing The Tides       03:29
  9. Peace And Tranquility 05:55
  10. Dagger                            05:12
  11. Had It All                       05:25
  12. Savage Lands                04:24
  13. Gobblers Of Dregs       08:34
  14. Eyes Of Serpents          06:49
  15. Gigantium                      06:54

Voto del redattore HMW: 8,5/10
Voto dei lettori: 9.0/10
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I Mastodon sono un gruppo senza bisogno di presentazioni. Sono una di quelle band che, sin da principio, hanno sempre avuto un largo numero di fan, hanno sempre raccolto a piene mani tutto quello che era meritevole che raccogliessero. Quelle realtà che nel giro di pochi anni sono state capaci di diventare qualcosa di globale, unanimemente riconosciute come valide, quasi senza peccato, senza punti deboli.

Magari esagerando un po’. Perché alla fine, con tutto il bene del mondo, non si può mica tirar fuori dal cilindro sempre capolavori.

A loro è riuscito quasi di farcela, dato che fino a Crack The Skye non c’è stata una singola nota fuori posto. Poi un cambio di stile e di direzione, con il “dittico” con venature psichedeliche (The Hunter e Once More ‘Round The Sun) e, infine, l’ultimo Emperor Of Sand che non si può certo dire che sia brutto ma che, personalmente, non ha preso più di tanto. L’ho trovato una sorta di compitino, qualcosa nelle loro corde, perché è gente di un certo spessore tecnico e artistico, ma che non ha smosso quel qualcosa che servirebbe per far gridare al popolo quanto bello sia ciò che sto ascoltando in cuffia o nello stereo. Insomma, è un po’ rimasto lì e non mi viene voglia di tornarci.

Pur avendo amato gli altri lavori, ammetto che ritornare a metter su uno qualunque dei succitati album è sempre strano. Perché nessuno dei dischi dei Mastodon si può definire “ad alta digeribilità”, come il latte senza lattosio (che porcata, ma rende l’idea).

Il loro è sempre stato un metal ad ogni uscita sempre più pregno del progressive a tutto tondo, la cui assimilabilità è subordinata ad un gran numero di ascolti e ad una notevole forza di volontà. Lo dico anche pensando alle nuove generazioni, per cui pare che il concetto di soglia di attenzione sia sempre più concetto utopistico e non una normale caratteristica in quanto esseri umani (senza offesa per nessuno).

Hushed And Grim non fa eccezione. Un’ora e mezza per quindici tracce di mastodontica bellezza. Un monolito che farebbe paura a chiunque, primo della lista il sottoscritto.

Con una certa dose di riluttanza, mi tuffo nel doveroso ascolto.

Dopo queste lunghe e noiose premesse, giungo al punto: che album! Che prestazione! Che sound! Che ispirazione!

Siamo di fronte ad un tipico album dei Mastodon ma con le debite proporzioni, questo è l’album più progressivo della loro discografia. Questa vena del loro stile è stata semplicemente cavalcata più possibile, ma fortunatamente senza le sbrodolate tipiche del prog che uno collega al metal (vedansi Dream Theater come capostipiti) e il risultato è entusiasmante.

L’altra componente che mi ha fatto adorare questo album è il fatto che sia stata messa da parte la necessità di voler essere metal a tutti i costi e che le parti più aggressive, fini a sé stesse, siano state relegate a completamento del gusto, dell’intimità, delle parti dilatate e melodiche.

È un disco intimo, con molte tracce in cui la delicatezza e, appunto, l’intimità la fanno da padrone. Esempio pratico è “Skeleton Of Splendor”, un pezzo semplicemente magnifico. Apparentemente semplice, delicato, toccante, ma tutto condito dal marchio di fabbrica Mastodon.

In una band dove tutti, di fatto, cantano (un po’ alla Beatles, alla Kiss, no i Pooh è meglio non nominarli, ma l’idea è quella), gli intrecci tra chitarre, voci, rullate di batteria che Brann Dailor rende uniche da più di dieci anni, tutto si amalgama quasi alla perfezione. Ogni cosa è al servizio delle atmosfere, delle melodie, degli assoli, dell’ascoltatore.

Un viaggio notevole, impegnativo, ma notevolmente appagante. Attraverso una miriade di stati d’animo e di sfaccettature emozionali, i nostri ci accompagnano fino all’ultima traccia, senza preoccuparsi di annoiare o di strafare, perché ogni elemento è lì con un ruolo preciso, a compimento di un’opera matura e bellissima.

Dopo la doverosa nota riguardante una produzione assolutamente in linea con lo status della band, una grafica molto evocativa (anche se non tra le meglio riuscite, ma torniamo nel campo dei gusti personali), non mi resta che consigliare vivamente l’ascolto a chiunque abbia due orecchie e un cuore per apprezzare lo splendido lavoro che questi quattro signori hanno sfornato.

Fatelo vostro.

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