ENUFF Z’NUFF – Enuff Z’Nuff’s Hardrock Nite

Titolo: Enuff Z’Nuff’s Hardrock Nite
Autore: Enuff Z'Nuff
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Chip Z’Nuff – voce e basso
Tony Fennell – chitarra
Tory Stoffregen – chitarra
Daniel Benjamin Hill – batteria


Tracce:

01. Magical Mystery Tour

02. Cold Turkey

03. Eleanor Rigby

04. Live And Let Die

05. Dear Prudence

06. Helter Skelter

07. Jet

08. Revolution

09. Back In The U.S.S.R.

10. With A Little Help From My Friends


Voto del redattore HMW: 6/10
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Non amo le cover perché preferisco sempre le versioni originali, tranne casi eccezionali. Tuttavia, nonostante la diffidenza iniziale, devo ammettere che la rock band americana degli Enuff Z’Nuff è riuscita bene ad interpretare le proprie canzoni preferite degli amati beniamini. Finalmente con Enuff Z’Nuff’s Hardrock Nite gli statunitensi omaggiano la leggendaria pop band britannica dei Beatles, con un pizzico di originalità e delle sonorità nel complesso azzeccate. Fondati a Chicago in Illinois (USA) dal bassista Chip Z’Nuff e dal cantante Donnie Vie nel lontanissimo e fecondo 1983, pubblicarono nel 1989, tramite Atco/Atlantic Records, l’omonimo album di debutto che fu l’apripista per un successo che li travolse poi nei primi anni ’90 e in occasione del quale il gruppo cambiò completamente immagine ed abbandonò lo stile glam che li aveva caratterizzati agli esordi. Vennero acclamati dalla critica come la cosiddetta next big thing, eredi dei Beatles e dei Cheap Trick, adattati al panorama musicale hard rock americano della fine degli anni ’80.

Dopo alti e bassi, tragedie e lutti improvvisi che hanno coinvolto il gruppo, la nostra Frontiers è riuscita a ripescarli qualche anno fa e riproporli sia per i vecchi fan ma anche a chi ama semplicemente il rock. Ora incentrati sul bassista e cantante Chip Z’Nuff, dopo l’abbandono dell’altro membro fondatore Vie, gli Enuff Z’nuff continuano a offrire il solito pop rock mischiato ad un classico hard rock di matrice americana. Completano la formazione l’ottimo Tony Fennell alla chitarra (ex Ultravox), Tory Stoffregen all’altra chitarra, (ex BulletBoys) e Daniel Benjamin Hill alla batteria, che hanno rafforzato la qualità generale aggiungendo talento ed esperienza.

Tanto rock and roll già all’inizio in “Magical Mystery Tour”, rivisitata con le armonie tipiche degli Enuff e con un assolo finale da brividi. Idem nel classico “Cold Turkey”, canzone solista del compianto John Lennon, sostenuta da epiche chitarre rock e dal loro inimitabile ritmo martellante.  Quindi non solo The Beatles ma anche brani solisti scritti dai loro membri, come la mitica “Live And Let Die” di Paul McCartney, con le prime note molto malinconiche che poi esplodono in una parte più dura. “Eleanor Rigby” piace per la sua pesantezza, la voce rauca di Chip e l’enorme disordine sonoro delle sue caotiche e melodiche sei corde. La nostalgica “Dear Prudence” è fedele all’originale fino a quando i quattro rocker non la trasformano con un taglio elettronico e psichedelico. Bella pure la rilettura della vigorosa “Helter Skelter”, dove non si apprezza del tutto la voce troppo filtrata di Chip, che sinceramente non è un grande cantante ma se la cava nonostante la sua estensione vocale non sia molto ampia. I brani “Revolution” e “Jet” (Paul McCartney) sono un po’ senza mordente e quelli meno riusciti del lotto. Molto meglio le versioni originali, che contengono tutta la passione e le emozioni di quel lontano contesto storico e musicale. Infine si riprende velocità con le finali “Back In The U.S.S.R.”, dal robusto rock and blues, e “With A Little Help From My Friends”, dall’inizio triste e mesto ma rivitalizzata da un fantastico coro e da un ottimo ritornello che il quartetto statunitense plasma bene con il proprio personale suono.

I sostenitori degli Enuff Z’Nuff, e non solo, apprezzeranno sicuramente queste rivisitazioni di alcuni classici dei britannici Beatles, grazie anche agli ottimi arrangiamenti e ad una spettacolare produzione che rende tutte le canzoni fresche e maledettamente moderne. Non credo che Enuff Z’Nuff’s Hardrock Nite sia solo un omaggio ai quattro scarafaggi inglesi bensì anche un atto d’amore che Chip Z’Nuff e soci sentono dal profondo del cuore perché gli anglosassoni sono stati per loro fonte di grade ispirazione e allegria. Per il resto rimane solo un album di cover che non aggiunge nulla di nuovo al vastissimo panorama musicale e che per certi aspetti potrebbe sembrare una buona iniziativa commerciale dovuta alle magre di questi incredibili tempi.

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