CYNIC – Ascension Codes

Titolo: Ascension Codes
Autore: Cynic
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Progressive Metal
Anno: 2021
Etichetta: Season of Mist

Formazione:

Paul Masvidal: chitarra, voce, testi
Dave Mackay: basso-sintetizzatore, tastiere
Matt Lynch: batteria

Ospiti:
Codici artefatti di chitarra: Dark
Codici vocali di attivazione: Anrita Melchizedek
Collettivo rettiliano: Max Phelps
TWO Soloscape: Plini
Attivazione contenitore di cristallo: Michael Devin
Insegnanti della lingua delle luci: Amy Correia ^ Joshua Leon
DLB MetaTerrestrial: Ezekial Kaplan


Tracce:

1. Mu-54*
2. The Winged Ones
3. A’-va432
4. Elements And Their Inhabitants
5. Ha-144
6. Mythical Serpents
7. Sha48*
8. 6th Dimensional Archetype
9. DNA Activation Template
10. Shar-216
11. Architects of Consciousness
12. DA’z-a86.4
13. Aurora
14. DU-*61.714285
15. In A Multiverse Where Atoms Sing
16. A’jha108
17. Diamond Light Body
18. Ec-ka72

Durata totale: 49:09


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 8.8/10
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Visualizzazioni post:150

Parto subito con una doverosa e sentita menzione a due grandi artisti che tanto hanno dato e tanto altro avrebbero potuto dare al mondo della musica: Sean Reinert e Sean Malone. Rest In Power…

Ascension Codes è il quarto album degli ormai assorti a status di leggende Cynic, album che oggi più che mai fornisce alla caleidoscopica storia del progressive un nuovo punto di arrivo/partenza. Basta dare un ascolto al singolo “Mythical Serpents“, disponibile da alcuni mesi in rete, per comprendere che il successore di Kindly Bent For Us, pubblicato nel 2014, ha preso spunto da quest’ultimo soltanto per quanto riguarda la decisione di osare ed avventurarsi ancora più innanzi e a fondo negli innumerevoli piani della realtà e del multiverso che solo le menti più libere possono comprendere e trasporre in suoni.

Le canzoni vere e proprie sono otto, delle quali una strumentale, “The Winged Ones“, dinamica e divertente nella sua progressione, tra affascinanti scambi di protagonismo tra chitarre e tastiere, abili nel creare una melodia che non sfigurerebbe come colonna sonora di certe avventure videoludiche (leggi Final Fantasy, senza che ciò sia in qualche modo un insulto, anzi). Le tracce restanti, ben dieci, sono intermezzi strumentali o contenenti recitativi che stanno ad indicare, per l’appunto, i codici di ascensione di quello che sembra essere un fantascientifico viaggio nelle profondità del cosmo, così scientifico ma così simbolico (alla moda degli scrittori decadenti, si intenda) da risultare in fin dei conti semplicemente onirico.

Elements And Their Inhabitants“, di floridiana memoria perlomeno nel titolo, ci permette di toccare per l’ultima volta la concretezza di un ambiente a noi comprensibile poiché tangibile ma già con l’arrivo di “6TH Dimensional Archetipes” comprendiamo come tutto ormai per noi sia solo immagine rinchiusa nelle nostre menti e suono che sgorga dai recessi del nostro essere. “Aurora” e “In A Universe Where Atoms Sing” lastricano l’ultimo tratto di strada prima dell’autentica sublimazione nella luce che “Diamond Light Body“, come una catarsi, proietta nello e sull’universo.

Tentare di descrivere a parole un così potente e flebile flusso di note sarebbe riduttivo ed ingiusto per chi l’ha visto sgorgare da sé e per sé; la necessità di vivere questa esperienza è però perfettamente comprensibile e consigliabile da chi come me ha avuto il piacere di farlo in anteprima.

Si scrive Cynic ma si legge Musica.

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