GROUNDBREAKER – Soul To Soul

Titolo: Soul To Soul
Autore: Groundbreaker
Nazione: Regno Unito
Genere: AOR
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Steve Overland – voce, chitarra solista in “Wild World”
Sven Larsson – chitarra
Nalle Pahlsson – basso
Herman Furin – batteria
Alessandro Del Vecchio – tastiera


Tracce:

01. Standing On The Edge Of A Broken Dream
02. Soul To Soul
03. Captain Of Our Love
04. Evermore
05. Wild World
06. Carrie
07. Fighting For Love
08. It Don’t Get Better Than This
09. There’s No Tomorrow
10. When Lightning Strikes
11. Til The End Of Time
12. Leap Of Faith


Voto del redattore HMW: 7/10
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I Groundbreaker sono uno dei tanti progetti melodici della Frontiers. Nato nel 2018 con l’omonimo debutto che ha visto protagonisti dei buoni musicisti come Steve Overland (Wildfire, The Ladder, Shadowman), cantante dei famosi FM, il chitarrista Robert Säll (Work Of Art e W.E.T.) sostituito in questo secondo album da Sven Larsson (ex Street Talk), Nalley Pahlsson al basso, Herman Furin alla batteria e Alessandro Del Vecchio (Hardline, Lionville, Revolution Saints) alle tastiere. Overland è uno di quei cantanti che non hanno bisogno di presentazioni, perché dotato grande estensione vocale e, nonostante sia alla guida di uno dei migliori gruppi AOR mondiali, tiene in piedi diversi altri gruppi – proponendo comunque sempre lo stesso stile musicale. Ora con i suoi Groundbreaker è al secondo album e, appunto, produce il consueto rock melodico sdolcinato, grazie anche all’apporto dell’infaticabile Del Vecchio e alla classe di Sven Larsson, Pahlsson e Furin che mettono in atto tutte le loro abilità.

Soul To Soul è ancora una volta incentrato sulle corde vocali di Steve, sostenuto dalla buona produzione. Il pezzo d’apertura è un perfetto biglietto da visita: “Standing On The Edge Of A Broken Dream” parte in quarta con una efficace introduzione di tastiera e una linea vocale accattivante, il tutto spinto dal ritmo forsennato della sezione ritmica. Nell’album poi ci sono una serie di momenti importanti. “Wild World”, che non è il brano di Cat Stevens bensì un pezzo più pacato e con un bell’assolo di chitarra eseguito dal cantante stesso; canzone di classe, un po’ commerciale ma impreziosita da un tocco blueseggiante. Un altro momento importante è “Carrie”, anche questa  è una cover degli Europe bensì un bellissimo brano del famoso Michael Bolton, dal ritornello pazzesco sostenuto da una bella linea di pianoforte, dall’ugola di Overland sempre sopra gli scudi e da riff particolari di chitarra che culminano in un brillante assolo di Larsson.

La successiva, “Fighting For Love”, è una ballata discreta, zuccherosa ma non tanto originale nella sua benché armoniosa struttura. Meritano invece una citazione la seconda e la terza in scaletta, ovvero “Soul To Soul” e “Captain Of Our Love”, che sono ballate profonde e trascinanti, soprattutto per merito di una voce armonica ed inappuntabile da tutti i punti di vista. La prima è un rock melodico con venature progressive e con una fantastica tastiera di supporto. La seconda è invece più atmosferica, per un lento di puro AOR con un pianoforte morbido, un assolo di chitarra piuttosto incisivo e un interessantissimo ritornello che difficilmente si toglie dalla mente. L’energia e il ritmo riprendono con la smorfiosa “Evermore”, dallo splendido e chiarissimo coro alla FM.

Segnalo la rilassante “There’s No Tomorrow”, traccia AOR in stile anni Ottanta, alla Bad English per intendersi, con la voce e le note musicali unite in una combinazione vincente, col culmine rappresentato dal ritornello, ben riuscito e spinto dalla chitarra e dalla dirompente tastiera di Alessandro. “When Lightning Strikes” è un pezzo carino e radiofonico, guidato divinamente dalle corde vocali uniche e riconoscibili di Steve che rafforzano un ritornello super orecchiabile, buona da canticchiarsi in ogni momento della giornata. Bella pure l’atmosferica in “Til The End Of Time”, dal grande pathos e dall’ottimo ritmico melodico, sostenuta dalla voce ferma di Steve, dai fraseggi di tastiera e dalla sei corde zuccherosa di Larson. L’ultima, “Leap Of Faith”, dal tocco moderno, non brilla in originalità perché sembra semplicemente uscita da un qualunque disco degli FM.

Quest’opera non lascia il segno per originalità né è tantomeno un capolavoro di rock melodico, ma piace per le sue fini melodie e per il buon gusto di tutte le undici tracce che la compongono. L’eroico e bistrattato AOR è ancora vivo e vegeto, grazie anche ad artisti come questi che portano alta la bandiera dei versanti europei. Insomma nulla di nuovo per Overland che, nonostante abbia tanti gruppi contemporaneamente, canta e suona sempre allo stesso modo e sinceramente non so se sia un limite o un punto di forza: a voi il verdetto. Prima però ascoltatevi queste belle canzoni dei Groundbreaker, perché non ve ne pentirete.

Un commento su “GROUNDBREAKER – Soul To Soul”

  1. Buona recensione :) Sono un fan di Overland naturalmente (sto fremendo per l’uscita imminente del nuovo FM !) ma questo album, seppure con un buon songwriting, è bypassabile anche dagli stessi fan secondo me. Non aggiunge nulla alla fantastica carriera di Overland inoltre suona come “castrato” dalla produzione davvero ovattata e piatta di DelVecchio credo, anche il primo album a nome Groundbreaker non brillava per produzione ma almeno includeva un pezzo super fichissimo come “WillItMakeULoveMe” !

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