CUSTARD – Imperium Rapax

Titolo: Imperium Rapax
Autore: Custard
Nazione: Germania
Genere: Power Metal
Anno: 2021
Etichetta: Pure Steel Records

Formazione:

Oliver Strasser – voce
Stefan Absorber – chitarra
Carsten “Oscar” Reichart – chitarra
Markus Berghammer – basso
Chris Klapper – batteria


Tracce:

1. Imperium Rapax
2. Children Of The Wolf
3. In Umbra Aquilae
4. Res Publica
5. Blessed By Baal
6. Blood And Sand
7. The First Emperor
8. Gloria Aegypti
9. The Goddess Of Magic And Death
10. Cornua Mortis
11. Furor Teutonicus
12. Ode To The Flames
13. Morituri Te Salutant
14. Quo Vadis


Voto del redattore HMW: 6.5/10
Voto dei lettori: 7.3/10
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A quattro anni dal precedente “A Realm Of Tales”, i tedeschi Custard tornano a pubblicare nuova musica grazie al nuovo album “Imperium Rapax”, settimo atto discografico sulla lunga distanza nonchè il terzo rilasciato sotto l’egida di Pure Steel Records.

Ve lo dico subito: se già conoscete la band e ne apprezzate la proposta potete fermarvi qui e procedere all’acquisto di questo disco, poichè sapete che con il quintetto della Renania Settentrionale-Vestfalia non si corre il rischio di incappare in radicali cambi di genere. Al contrario, se siete poco avvezzi – o non la conoscete affatto – alla musica dei Nostri, vi occorre sapere che i Custard sono autori di un power metal di teutonica forgia (Helloween, Grave Digger, Rage) in cui converge anche una certa venatura britannica dai rimandi Judas Priest: rispetto al precedente disco, “Imperium Rapax” si attesta prevalentemente su solidi ritmi mid tempo e presenta una maggiore quantità di atmosfere solenni e battagliere, in linea con le tematiche legate all’impero romano sviluppate nei testi.

C’è anche qualche momento un pizzico più ricercato e non manca, ovviamente, una generosa dose di melodie accattivanti, debitamente sottolineate anche dalla buonissima prova vocale offerta da Oliver Strasser, non un fuoriclasse del microfono ma un cantante decisamente in gamba. Non ho apprezzato i suoni delle chitarre, meno puliti rispetto alla release antecedente: mi sono serviti un po’ di ascolti per abituare l’orecchio, ma devo pur ammettere che qui subentra il gusto personale, come anche per le tre strumentali “In Umbra Aquilae”, “Gloria Aegypti” e “Cornua Mortis” che non mi sono sembrate particolarmente efficaci.

Detto ciò, i pezzi dei Custard risultano di ascolto piacevole e complessivamente piuttosto buoni in termini di qualità: segnalo le evocative “The First Emperor”, “Blood And Sand”, “Morituri Te Salutant” e “Res Publica” tra i miei brani preferiti per la loro capacità di coniugare solidità e passaggi emozionali, oltre ad una massiccia “The Goddess Of Magic And Death” che ospita le vocals di Marta Gabriel.

Le cosiderazioni finali su “Imperium Rapax” non sono molto diverse da quelle relative a “A Realm Of Tales”: la musica dei Custard è materializzata con padronanza – esecutiva e compositiva – e trabocca di sana passione, per un disco dai contenuti sinceri e molto godibili. Attraverso “Imperium Rapax” i Custard si confermano, ancora una volta, come una certezza per chi si nutre di power metal teutonico!

 

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