ZELBO – In My Dreams

Titolo: In My Dreams
Autore: Zelbo
Nazione: Norvegia
Genere: AOR
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Dag Selboskar – tastiera
Ken Ingwersen – chitarra
Frode Vassel – voce
Sturla Nøstvik – batteria


Tracce:

01. In My Dreams
02. Fortune & Fame
03. Phoenix Rising
04. Head’s Down
05. Wild Young And Free
06. Get Up Get Over It
07. Beautiful Flyaway
08. Next Flight To Venus
09. Small Town Girl
10. Waiting For The End
11. Every Little Thing


Voto del redattore HMW: 7,5/10
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Il tastierista norvegese Dag Selboskar non fu fortunato nel lontanissimo 1987 quando creò i Da Vinci, pubblicando in totale due bei dischi (Da Vinci nello stesso anno e Back In Business due anni dopo) prima di finire nel dimenticatoio e chiudere i battenti. Inaspettatamente, nel 2017 gli scandinavi ritornarono e dettero alla luce, tramite la nostra Frontiers, il nuovo disco Ambition Rocks, sontuoso nei suoni e molto commerciale. Oggi questo stile è riproposto da Dag con armonie più curate e profonde in questo nuovo progetto intitolato Zelbo. Fanno parte di questa nuova creatura di rock melodico l’amico e chitarrista Ken Ingwersen (Evenrude,Rags, Street Legal e Uriah Heep), il cantante Frode Vassel e il batterista Sturla Nostvik.

Selboskar è un abile musicista che ha costruito attorno alla sua tastiera e ai sintetizzatori un gruppo in cui per fortuna non prevale solo il suo strumento. Infatti il tastierista, essendo innamorato di musica AOR ed avendo a disposizione un chitarrista come Ingwersen, riesce a legare perfettamente i propri assoli con quelli della sei-corde elettrica del compagno. Le canzoni di In My Dreams sono ricche di melodia, grazie alla chitarra, alle convincenti linee vocali e ad un andamento AOR costruito principalmente dalle tastiere.

Di puro rock melodico è impregnata l’elegante “In My Dreams”, dalle venature prog e con Frode Vassel sopra gli scudi grazie alla sua voce soave e rassicurante. Il pezzo successivo, il singolo “Fame And fortune”, è un rock super melodico sostenuto da una tastiera progressiva e un ritornello micidiale che rimane da subito in testa. Si prosegue con l’AOR sognante di “Phoenix Rising”, dal bel ritornello, per passare poi ad “Head’s Down” e al suo suono hard rock più robusto e sempre melodioso, dove la sei corde si intreccia benissimo con gli assoli di Dag. Nella parte centrale dell’album ci si rilassa con la ballata “Wild Young And Free”, le cui atmosfere ed armonie ricordano gli Yes o il tipico suono ottantiano del sud degli Stati Uniti, ma sempre con un’anima nordeuropea.  Un altro bel lento è “Beautiful Flyaway”, dove il pianoforte e la tastiera elettrica si alternano suscitando grandi emozioni. Il resto lo fanno l’assolo di chitarra e le corde vocali di Vassel, che sono la ciliegina sulla torta di questa composizione molto orecchiabile. La quasi progressiva “Next Flight To Venus” è pura adrenalina, con questa volta al centro la precisa sezione ritmica e il tecnicismo di tutti i musicisti.

La terzultima in scaletta, “Small Town Girl”, è un’altra ballata, in cui però la melodia non spicca per originalità ma propone pur sempre un buon rock melodico, simile a quello degli svedesi Work Of Art. Anche qui il ritornello è emozionante grazie alla voce calda e pulitissima di Frode che plasma bene questa semplice canzone di poche pretese. Si va verso la fine con un pezzo lento e coinvolgente, “Waiting For The End”, dove Ingwersen si sbizzarrisce in un assolo portentoso ed in giri più numerosi rispetto agli standard dell’opera, e l’ultima e dinamica “Every Little Thing”, ulteriore lento romantico che trova nella tastiera e in una voce determinata i perni trascinanti della propria riuscita. Squisiti i cambi di ritmo, le leggerissime distorsioni di chitarra e il ritornello armonioso e studiato nei piccoli particolari, per una bella e tenue chiusura.

Album ben prodotto, fresco e convincente sotto molti punti di vista e che rallegra e riscalda i cuori in questo freddo inverno. Consigliato. Nell’attesa che i vichinghi Zelbo facciano il salto di qualità definitivo e sbaraglino la concorrenza ben agguerrita in questo genere musicale, In My Dreams merita attenzione anche se è un disco poco personale.

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