POWER PALADIN – With The Magic Of Windfyre Steel

Titolo: With The Magic Of Windfyre Steel
Autore: Power Paladin
Nazione: Islanda
Genere: Power Metal
Anno: 2022
Etichetta: Atomic Fire

Formazione:

Atli Guðlaugsson – voce
Ingi Þórisson – chitarra
Bjarni Þór Jóhannsson – chitarra
Kristleifur Þorsteinsson – basso
Einar Karl Júlíusson – batteria
Bjarni Egill Ögmundsson – tastiere


Tracce:

1. Kraven The Hunter
2. Righteous Fury
3. Evermore
4. Dark Crystal
5. Way Of Kings
6. Ride The Distant Storm
7. Creatures Of The Night
8. Into The Forbidden Forest
9. There Can Be Only One


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori: 3.0/10
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Aspettarsi un disco così arioso e melodico da qualcuno proveniente dalla cupa e distante Islanda è abbastanza insolito. D’altronde, se si presenta un gruppo che si chiama Power Paladin, la via è tracciata. Con un solco ben definito e fatto probabilmente da una spada. Magica.
Come magico è il fatto che questi sei ragazzi di Reykjavík pubblichino il primo album sotto la neonata etichetta Atomic Fire, che nient’altro è se non una nuova incarnazione della Nuclear Blast da parte dei fondatori dell’etichetta metal stessa.

Dove risiede il successo di questa compagine dell’isola nord-europea? Nella capacità dei ragazzi di non prendersi sul serio e di divertirsi nel proporre il loro concentrato di musica power metal. Il tutto è ben evidenziato dallo scanzonato video di “Kraven The Hunter”, in cui gli effetti speciali a bassissimo costo danno un tocco ironico ad una canzone di stampo heavy classico. Il riferimento ai fumetti Marvel di Spiderman, anzi, dell’Uomo Ragno, poi, oltre al nome dello storico Villain dell’arrampicamuri, vengono esplicitati nel video.

La musica è dominata principalmente dalle chitarre di Ingi Þórisson e di Bjarni Þór Jóhannsson, che pagano un pesante tributo ad Helloween, HammerFall e Iron Maiden, donando un suono molto ottantiano alle composizioni. Le tastiere di Bjarni Egill Ögmundsson ci sono e sono sempre ben posate e mai invadenti, senza così creare troppi rimandi ai nostrani Rhapsody; eccezion fatta per “Ride The Distant Storm”, dove il power di stampo fantasy dal passo veloce e le orchestrazioni la fanno da padroni. Il risultato è però uno dei migliori brani del disco, memorabile ed epico, in cui si ritrovano anche richiami agli svedesi Twilight Force.

In “Way Of The Kings”, canzone di stampo power alla HammerFall, Atli Guðlaugsson sfrutta tutta l’estensione della sua voce in sovracuti devastanti, che risultano quasi finti in alcuni frangenti.
Ecco, forse solo la voce risulta un pelo meno incisiva rispetto al resto del lavoro, che gode comunque di una buona produzione con missaggio ad opera di Haukur Hannes, al Mastertape Studio, e masterizzazione per mano di Frank De Jong, allo Hal5 Studio.

Tutto l’album possiede una grande carica e si sente in ogni nota la passione dei musicisti coinvolti, sebbene il difetto principale sia la completa dipendenza compositiva dai nomi del passato (e presente) cui il gruppo si ispira. Ma se il genere proposto è nelle vostre corde, troverete dell’ottimo pane per i vostri denti.

Un buon inizio per la neonata Atomic Fire e un ottimo debutto per questi giovani Islandesi di Reykjavík.

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