LAND OF GYPSIES – Land Of Gypsies

Titolo: Land Of Gypsies
Autore: Land Of Gypsies
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Hard Rock
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Terry Ilous – voci
Serge Simic – chitarra solista e ritmica
Fabrizio “Fab” Grossi – basso
AJ Morra – batteria e percussioni
Eric Ragno – Hammond, Wurlitzer e Rhodes

Jeff Northrup – chitarra aggiuntiva su “Somewhere Down The Line”

 


Tracce:

01.  Believe
02.  Shattered
03.  Trouble
04.  Give Me Love
05.  Somewhere Down The Line
06.  Rescue Me
07.  Ordinary Man
08.  Run Away
09.  Long Summer Day
10.  Rambling Man
11.  Get It Right


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 4.0/10
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I Land Of Gypsies nascono dai resti dei Gang Of Souls, di Los Angeles, come super-gruppo formato dall’esperto Terry Ilous (fondatore degli XYZ ed ex componente dei Great White), il produttore e bassista Fabrizio Grossi (Glenn Hughes, Supersonic Blues Machine, Eric Gales), il noto Eric Ragno alle tastiere, il chitarrista Serge Simic (The Slam, Supersonic Blues Machine) e Tony Morra alla batteria. Dal punto di vista sonoro, i nostri propongono del sincero hard rock con venature funk e blues, prendendo spunto dagli anni ’70 e da formazioni come i Deep Purple e i Led Zeppelin, per citare i più famosi. I riff sono attraenti, le melodie graziose e l’aggiunta della tastiera è la ciliegina sulla torta che dà un tocco di classe nel fornire emozioni e passione.

“Non ci saranno fronzoli e dolcezza in quest’album ma un sacco di ritmo, chitarre rumorose e melodie soul”, afferma Grossi.

In prima linea c’è la bellissima voce di Terry Ilous, cantante che impreziosisce con le sue tonalità la maggior parte dei pezzi. Il sentimento che emana dalle sue corde vocali si nota soprattutto nella tirata “Shattered”: brano dall’andamento così spesso che sprigiona energia positiva dal primo ascolto, grazie anche al possente assolo di Simic. La stessa cosa si nota nella calda e rock-blues “Ordinary Man” dove, a parte il cantato sdolcinato e rauco, si mette in evidenza l’ottimo Eric Ragno con il suo fedele Hammond sostenuto da una sei corde strepitosa. A parte la penultima, “Rambling Man”, pienamente ispirata ai Thin Lizzy, il resto dei pezzi è una dichiarazione d’amore a gruppi di rock melodico come i Whitesnake, i Foreigner o i più recenti The Dead Daisies, ma con una produzione molto moderna. I cinque artisti hanno trascorso molto tempo durante la prima serrata pandemica a lavorare sul proprio stile in modo da personalizzarlo il più possibile, ma ci sono riusciti solo in parte perché nel complesso è solo la voce forte e profonda di Ilous a risultare originale.

Terry afferma: “Tutta la mia carriera è consistita nel creare la migliore musica possibile per i fan. I Land Of Gypsies mi permettono di concentrarmi sulla musica e di crescere come artista, oltre che di espandere il mio lavoro a livello sia nazionale sia internazionale. Sono estremamente onorato di unirmi a un gruppo così straordinario di talenti e non vedo l’ora che il disco sia pubblicato. Aspettatevi di ricevere parecchie notizie in futuro da me e dalla Frontiers”.

Segnalo il buon blues di “Give Me Love”, ricchissimo di armonia, e il bel ritmo rock di “Somewhere Down The Line”, una delle migliori canzoni in scaletta, con un ottimo ritornello e un’indovinata melodia in pieno stile americano. Bella pure la strappalacrime ed acustico-elettrica “Rescue Me”, ballata che sembra uscita dalla creatività giovanile di David Coverdale (Whitesnake). Insomma, gli statunitensi si basano sul rock classico settantiano ma sono al contempo ancorati all’hard rock melodico della scuola ottantiana. I giri sono forti e decisi, senza mai esagerare, e la sezione ritmica produce un groove profondo guidato da linee di basso molto valide, la tastiera e l’Hammond avvolgono il tutto di sonorità blues e la voce soul di Terry chiude bene il cerchio con una perfetta esibizione.

Fabrizio Grossi aggiunge: “Sono davvero entusiasta di lavorare con i miei amici Serge, Tony e Terry in questa nuova avventura chiamata Land Of Gypsies. Terry è il fulcro e sono sicuro che farà girare la testa più di quanto ha ammirevolmente fatto sin dall’inizio dei suoi XYZ e quando era con i Great White. È un cantante straordinario e una persona davvero divertente. Sono contento che il pubblico abbia la possibilità di conoscere quest’altro suo lato”.

La fresca “Runaway” ha un ritornello interessante, un bel coro e un ritmo più incalzante e moderno, con un finale robusto anche per via dell’ottimo assolo di Simic.  La successiva “Long Summer Day” ne riprende le sonorità e in più contiene un ritornello super melodico e commerciale. L’ultima “Get It Right” riprende invece l’hard rock-blues delle prime tracce in scaletta, riproponendo quindi quella formula sonora più sicura e collaudata che indubbiamente ha funzionato ma che, a tratti, sembra un po’ troppo legata ad un passato lontano.

Questo è un buon disco, consigliato ai veri amanti del genere e soprattutto realizzato da musicisti preparati che meritano tutto il nostro supporto.

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