BUFFALO REVISITED – Volcanic Rock Live

Titolo: Volcanic Rock Live
Autore: Buffalo Revisited
Nazione: Australia
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Ripple Music

Formazione:

Marcus Fraser: batteria
Steve Lorkin: basso
Troy Scerri: chitarra
Dave Tice: voce


Tracce:

.01   Sunrise (Come My Way)
.02   Freedom
.03   Till My Death
.04   The Prophet
.05   (I) Intro: Pound Of Flesh
.        (II) Shylock


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 6.0/10
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« Sì ma conta chi lo fa meglio, non chi lo fa prima », disse la mia amica mentre reimbustava Arc Of A Diver, di Steve Winwood. Dipende anche dalla lettura di quel “conta”, sì, tuttavia non fui d’accordo allora e non lo sono adesso. Poi, sappiamo che lungo i millenni popoli diversi, in luoghi diversi e senza contatti gli uni con gli altri sono arrivati a conclusioni tecniche simili o identiche.

È mentre questi pensieri mi si accalcano nella mente e gira il primo lavoro dal vivo dei Buffalo che mi sento come una di quelle tenere nonnine che, poste a dura prova dai ricordi di una vita e dalle sue bordate, soffocano un sussulto d’incertezza alle parole della nipote che nomina il fidanzato a cena senza farsi premura di presentarlo per la sesta volta. Chi sono, già, i Buffalo? Erano di… dove? Di QUANDO? Maledette (amate!) scansie traboccanti di dischi in ogni formato e foggia!

Dicevamo – il blues è il blues e nei territori occidentalizzati del pianeta in qualche maniera e misura ci è arrivato. La svolta al suono degli Head (classe 1968, Brisbane) andò di pari passo col cambio di nome da Head a Buffalo. Allora via e briglia sciolta a John Baxter, chitarrista digiuno di blues ma che nondimeno si trovava a manovrare la materia col taglio giusto: popoli diversi, conclusioni identiche.
Un altro singolo per la Philips, uno stile intatto sino alla partenza dello stesso Baxter e poi lo scioglimento avvenne nel 1977, non prima che Peter Wells salutasse per co-fondare i Rose Tattoo (scusate se è poco). Dopodiché non se ne fece più nulla sino al 2013 allorché Tice decise di portare sul palco quei pezzi, con strumentisti nuovi e nome del gruppo ritoccato.

Volcanic Rock Live è una riproposizione ordinata dell’intero Volcanic Rock (luglio 1973) – parte del trittico dorato composto (singoli ed EP esclusi per l’appunto) anche da Dead Forever… (giugno 1972) e da Only Want You For Your Body (giugno 1974) – occorsa il 6 giugno 2018 sul palco del pub-albergo The Bald Faced Stag, a Sydney.
Salvo che si tratti di doppio gioco, è una registrazione genuina: quattro uomini, dei microfoni, un nastro. Una testimonianza. Semplice? Semplicissimo.

Apre “Sunrise (Come My Way)”: rustica e trascinante, con una parte centrale bruciata di psichedelia e di blues, assolo incluso, e sulla quale è già evidente l’assonanza Tice-Cornell. Si procede con l’ipnotica “Freedom”, turbata da un basso magnetico oltremisura. Poi “Till My Death”: blues, splendidamente negra, fino in fondo, testo, assolo, voce tirata, tutto.     È marciume e sporcizia hard rock con “The Prophet” – significativa di ciò che non ha bisogno di diecimila etichette ed inesistenti sottogeneri ipotizzati da fisime mediatiche (vi si invita a lunga riflessione, durante e dopo il suo ascolto). Durante l’intera “(I) Intro: Pound Of Flesh  (II) Shylock”, se non fosse per l’assolo un po’ esterno allo stile di papà Tony, occorrerebbe un minimo di sangue freddo per persuadérsi che, no, non è farina dei quattro di Birmingham.

In questo preciso momento, nel cuore di una notte troppo calda, non ricordo più quale fosse l’argomento di discussione con la mia amica – so però che i Buffalo lo fecero bene… e lo fecero per tempo.

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