CAP OUTRUN – High On Deception

Titolo: High On Deception
Autore: Cap Outrun
Nazione: Svezia
Genere: Rock Progressivo, Rock Melodico
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

FORMAZIONE UFFICIALE
Chandler Mogel – voce
Andrée Theander – chitarra e cori
Linus Abrahamson – basso
Johan Ludvig Rask – batteria e percussioni
André Egbo – tastiera

MUSICISTI SULL’ALBUM
Chandler Mogel – voce principale e cori
Andrée Theander – chitarra, cori e basso aggiuntivo in “As Long As You Believe”
Erik Gafvelin Wiss – tastiere e programmazione
Linus Abrahamson – basso
Carl Tudén – batteria e percussioni
Hugo Lundwall – basso in “Run Before We Walk”
Sebastian Freij – violoncello in “Our Brightest Day”


Tracce:

01. Crazy Enough
02. High On Deception
03. Disaster Mindset
04. In The Shade Of The Masquerade
05. Shadows On The Wall
06. Our Brightest Day
07. My Destination
08. Run Before We Walk
09. As Long As You Believe
10. Dopamine Overflow


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 10.0/10
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Indovinate dove si formò questo gruppo di prog rock. Ma naturalmente nella prolifica e super-attiva Svezia, nel lontano 2007. Fu creato dal chitarrista Andrée Theander e dal tastierista Erik Gafvelin Wiss mentre studiavano musica e produzione sonora a Skara/Skövde. Il gruppo pubblicò nel 2008 un EP autoprodotto, Influence Grind, prima di prendersi una lunga pausa. Theander diventò poi insegnante di chitarra e turnista, mentre dirigeva i suoi Theander Expression. Wiss costruì un proprio studio e produsse, tra gli altri, gente come Arctic Rain, Cruzh e Creye; cosa che lo ha portato, in tempi recenti, a lavorare con l’etichetta italiana Frontiers Music. Andrée ed Erik hanno deciso di resuscitare i Cap Outrun e realizzare il debutto, sebbene Wiss non abbia infine preso parte alla formazione. Il posto di tastierista è stato preso da André Egbo; con alla voce Chandler Mogel (Outloud), al basso Linus Abrahamson (ex Constancia), alla batteria Johan Ludvig Rask (oltre al già menzionato Andrée Theander alla chitarra). Lo stile è un connubio tra l’AOR, il rock progressivo e il prog metal, con piccole venature fusion e una voce solista da brividi che si adatta facilmente alle armonie dei Cap Outrun.

“È fantastico lavorare con Frontiers e non vedo l’ora di sentire cosa diranno i fan dell’etichetta a proposito del nostro album”, afferma Theander. “Da quando i Mr. Big, che sono tra i miei preferiti di tutti i tempi, pubblicarono What If…, seguo le uscite della Frontiers e sono colpito e grato di quello che stanno facendo per la scena musicale rock odierna. Sono entusiasta di unirmi a loro, con i Cap Outrun, e vale lo stesso per tutti gli altri ragazzi!”.

Si parte alla grande con la tecnicamente impegnativa “Crazy Enough”: arrangiamenti impressionanti, gusto sonoro AOR, melodie accattivanti e un ottimo lavoro solista di chitarra. Lo stesso si può dire della seconda, “High On Deception”. Puntualizzo comunque che tutte le canzoni, al di là del fatto che possono essere classificate come rock melodico, mostrano una grande versatilità e un certo coraggio nel mischiare generi diversi. Ne sono un buon esempio la progressiva “In The Shade Of The Masquerade”, dove si contraddistingue la tastiera ossessiva e inquietante di Egbo, e l’americana “Shadows On The Wall”, introdotta da una chitarra acustica incisiva e, in generale, caratterizzata da un tocco di jazz-fusion che, con i giri cadenzati della chitarra di Theander, colpisce in positivo già dal primo ascolto.

In alternanza, l’opera offre anche brani dal suono più robusto, come la movimentata “My Destination” o la bella “As Long As You Believe”, dove si ascolta una miscela di rock melodico e di rock progressivo molto vicina allo stile dei leggendari Toto. Il pianoforte e la chitarra acustica aggiungono poi tanto romanticismo a una formula già congestionata da generi diversi. La ballata “Disaster Mindset” con il suo sdolcinato piano e la voce pulitissima di Mogel è un lento sofisticato e romantico, con una parte centrale guidata dalla tastiera progressiva di André e la chitarra elettrica di Theander. Il violoncello è la ciliegina sulla torta del brano “Our Brightest Day”, un altro ottimo lento orchestrato con gusto e in cui Mogel canta divinamente. Segnalo infine il rock melodico ottantiano di “Run Before We Walk”, dal ritornello parecchio accattivante e la sei corde sempre sugli scudi. Chiude in modo eccezionale la strumentale e virtuosa “Dopamine Overflow”, dai tanti cambi di tempo e lungo la quale gli scandinavi mettono in mostra tutte le loro qualità e la loro estrosa tecnica, non perdendo mai di vista la melodia e generando un altro episodio interessante di questo riuscitissimo album.

High On Deception è un disco singolare e coraggioso di rock progressivo e melodico dal tipico stile americano degli anni ’80.  Tanta creatività, una buona personalità (anche se i leggendari Boston fanno capolino nei vari solchi del disco) e un pizzico di follia musicale ammaliano e incuriosiscono dal primo ascolto. Gli svedesi, al momento, sono inclassificabili in un genere specifico, per via delle tante contaminazioni musicali proposte, ma sono molto affascinanti, indipendentemente dal tipo di musica che si ama di più. È nata una stella nell’immenso universo musicale terrestre? Il futuro e il secondo disco ci diranno sicuramente di più!

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