IN MOURNING – The Bleeding Veil

Titolo: The Bleeding Veil
Autore: In Mourning
Nazione: Svezia
Genere: Progressive Metal
Anno: 2021
Etichetta: Dalapop

Formazione:

Tim Nedergård – Chitarra
Björn Pettersson – Chitarra, voci
Tobias Netzell – Voce, chitarra
Sebastian Svalland – Basso
Joakim Strandberg Nilsson – Batteria


Tracce:

1. Sovereign
2. At The Behest Of Night
3. Solitude And Silence
4. Thornwalker
5. Blood In The Furrows
6. Lights On The Mire
7. Beyond Thunder


Voto del redattore HMW: 9/10
Voto dei lettori: 6.0/10
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The Bleeding Veil è il sesto album da studio degli svedesi In Mourning; un lavoro costruito con grande consapevolezza, di sole sette canzoni della durata media di sei minuti, per un totale di poco meno di cinquanta minuti di ascolto. 

Lo stile degli In Mourning è definito e piace nel suo essere eterogeneo e omogeneo allo stesso tempo, grazie alle qualità molto peculiari dei membri del gruppo. The Bleeding Veil aggiunge un livello di complessità alla composizione andando a limare gli elementi che costituiscono il loro stile.

La produzione è moderna ma tuttavia priva della pomposità che caratterizza alcuni dischi patinati degli ultimi anni: nonostante le tre chitarre e il variegato portfolio di voci, gli strumenti non si sovrastano mai tra di loro e se ne riescono ad apprezzare tutte le sfumature.

“Sovereign” è un pezzo potente e lascia trasparire già dai primi secondi la linea armonica dei giri che fanno da cornice alla voce viscerale e malinconica; qui come nel resto dell’album gli assoli sono inseriti nella composizione con grande maestria e senza forzature.

I sei prendono il largo verso le terre ricche e in parte inesplorate del progressive, con un risultato davvero interessante.

“At The Behest Of Night”, primo singolo uscito, “Lights On The Mire” e “Beyond Thunder” hanno dei giri accattivanti e travolgenti, tratti dal metal estremo, che mescolano a sonorità post-rock di un altro pianeta. In “Solitude And Silence” è particolarmente evidente questo botta e risposta tra le due anime dell’opera, senza che una prevalga mai sull’altra. 

“Thornwalker”, secondo singolo uscito, è forse il brano più estremo di questa scaletta, con il suo blast-beat martellante, e la sua voce corrosiva destabilizza l’ascoltatore quando entra in collisione con la quiete eterea del ritornello.

“Blood In The Furrows” è quasi una ballata per questo album ma non per questo si distacca stilisticamente dalle altre. Ha una potenza straordinaria ed è stato fatto un dosaggio particolarmente accurato degli elementi e degli strumenti.

A fine ascolto possiamo dire che la copertina è lo specchio di questo lavoro; proprio come possiamo osservare, in The Bleeding Veil si scontrano, si fondono e coesistono bianco e nero. La sua varietà compositiva può essere un punto di forza nel trovare il favore della critica e qualche nuovo ascoltatore che si avvicina all’una o all’altra sonorità.

 

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