PROFANE DESECRATION – Abysmal Stillness

Titolo: Abysmal Stillness
Autore: Profane Desecration
Nazione: Stati Uniti D'America (Massachusetts)
Genere: Death Metal
Anno: 2021
Etichetta: Godz Ov War

Formazione:

B: basso, voce
K: chitarra
M: batteria


Tracce:

01.   Dead Planet
02.   Leave No Trace
03.   The Reaper Is Waiting
04.   At Midnight
05.   Forest Graves
06.   Abysmal
07.   Stillness
08.   The Drowning Temple


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 6.9/10
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Quando l’ostinazione è tale da esser ribadita nel concetto stesso di “­dissacrazione profana” e l’esigenza è, insopprimibile, di scatenare astio e furore, allora è death metal. Luridi, iracondi, incivili; diabolici. QUESTO è il Death Metal. QUESTO è Spaccare Tutto. Questo è risollevare la gloria del vecchio e bestiale metallo della morte del Nuovo Mondo.

Con la fede a distanza / traviato / Il sole sospeso / inizia a svanire / La luce torturata / Una battaglia inutile / La fine di tutto / La disfatta di questo mondo / spezzato e violato / infranto e distrutto / Un mare di aridità / Gli alberi in fiamme / Il prescelto / morto e sepolto / Un male che sconfigge / il sole / Il cielo ora è rosso / I morti viventi / non risorgeranno mai / Paura globale „. Questo l’untuoso biglietto da visita dei Profane Desecration e dei loro trentadue minuti di macello senza soluzione di continuità.

Qui tutto è grezzo e rovinoso. Qui tutto è morte e spietatezza. Abysmal Stillness è il parto di tre belve al servizio del genere estremo per definizione. Era da SeroLogiikal Scars (Vertex Of Dementiia) degli Khthoniik Cerviiks che del death metal recente non infiammava talmente il covo.

“At Midnight”, esiziale thrash da messa nera, “Stillness”, l’assassinio della grazia, e la seconda parte di “The Drowning Temple” ci informano che l’inaccettabile ed opprimente putridume ritiene la propria carica insalùbre anche sollevando il turbo dallo sfinimento. Non che il resto sia supersonico come, che so?, Rebaelliun od Origin, no, l’effetto è piuttosto come se Krisiun ed Angelcorpse si sfidassero in un magazzino di periferia, armati di asce, martelli e carta vetrata.

Mai avremmo pensato di riporre un titolo – recente – di questo rilievo sullo scaffale del death metal. Nel caso che non fosse chiaro, questo è death metal. Death metal. Death metal.

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