WOLVESPIRIT – Change The World

Titolo: Change The World
Autore: WolveSpirit
Nazione: Germania
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: Iron Will

Formazione:

Debbie Craft: voce
Martin The Animal: batteria
Marco Tullius: basso
Oliver Wolfhart: tastiere, Leslie
Rio Wolfhart: chitarra


Tracce:

01.   Don’t You Know
02.   Hell’s Bells Are Ringing
03.   Change The World
04.   Thunder And Lightning
05.   Strong Against The Wind
06.   Drown You Down
07.   Fallen
08.   Time Is Running
09.   Over The Rainbow
10.   I Belong To You
11.   Crazy


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 7.3/10
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Lancerò presto una petizione contro copertine di questo tipo, gravemente contrapposte all’idea di bellezza e buon gusto. Di decenza, oserei dire. Ma non disperate, i WolveSpirit sono un buon gruppo. Dedito ad un hard rock di matrice anni settanta rivisto a volte in chiavi più recenti ed appaiato ove necessario con blues-rock sudista, boogie e/o cantato heavy metal nonché saltuariamente fuso con la parte psichedelica dell’hard rock (filone volgarmente definito « stoner » ed imperdonabilmente scambiato per metal). C’è persino un vero Leslie – cosa chiedere di più?
Un bell’album; sinceramente.     Ma con dei difetti. Con un ombrell(in)o di difetti. Ombrell(in)o sotto il quale stazionano veleni intenzionati a rendere Change The World un prodotto prima ancora che un’opera. Intento che va a parziale buon fine servendosi di una produzione un tantino pompata (assassinata, al solito, la batteria), trovate vocali commercialotte, un lavoro di forbici che non è stato fatto e testi piuttosto sciocchi.

Don’t You Know” viene al dunque con un giro terremotante (Spiritual Beggars?), uno svolgimento impeccabile sino in fondo e una prestazione vocale pienamente all’altezza; si fa frequente uso di un bel vibrato, che lungo l’album richiamerà uno stilema heavy del decennio buono. Brano notevole.     “Hell’s Bells Are Ringingè una delle gemme: un giro blues irrompe, furioso, poi entran gli altri e il primo impulso è di rovinare addosso a quaranta mucchi di pelle e sudore davanti al palco di un localaccio di periferia. La voce sale sempre più, i ponti modulanti sono eccellenti, gli assoli da urlo, i cambi nemmeno a dirlo. Una bomba di pezzo.     “Change The World” inizia bene con quel boogie pesante ma finisce per essere uno degli episodi che sporcano un po’ il disco. Non avrei mai creduto di dirlo, ma è quasi migliore la versione del video-singolo, più corta e priva anche della lungaggine finale. Troppa ruffianeria. Minore.     Organo e acustica introducono “Thunder And Lightning”, poi presa da una successione di giri decisi a scuotere i muscoli. Tra riff in stile funKravitz, linee vocali di stampo HM inglese e gustose porzioni soliste, si confeziona una canzone tuttavia discreta e nulla più.     Rock and roll moderno, hard rock psichedelico e voce tra l’heavy metal e l’hard rock è quanto si ascolta su “Strong Against The Wind”.     Nell’hard-rock-psichedelica “Drown You Down” fanno nuovamente capolino i cori da arena un po’ fuori posto, ma il tutto è altrimenti più che valido.

“Fallen” è una ballata acustico-sudista sciapa che lascia davvero il tempo che trova.     “Time Is Running“: altra gemma, incalzante, irresistibile – e come spingono quelle quattro note d’organo! Peccato che, una volta di più, il ritornello insista oltre regola.     “Over The Rainbow” è episodio curioso: un pop-dark con linee vocali à la Wayne Hussey e gola sempre troppo invadente.     Procedendo, si scrive “I Belong To You” ma si legge “Rifiuto Secco”.     E chiude la più bianca tra le mosche del lotto, “Crazy“, garage da sballo corroborante e ballo conturbante. Un fulmine inaspettato. Entusiasmante e nulla di meno.

Fate i bravi, WolveSpirit. Abbiamo fiducia in voi.

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