ISOLATED – The Enemy Of Reason

Titolo: The Enemy Of Reason
Autore: Isolated
Nazione: Polonia, Regno Unito
Genere: Death Metal
Anno: 2015 / 2021
Etichetta: Godz Ov War

Formazione:

Broda: chitarra
Halley: chitarra, voce
Kriss: batteria
Thanay: basso


Tracce:

01.   Devilish Verses
02.   Distorting Mirror
03.   For Nothing
04.   I’m Your Cancer
05.   The God Must Be Dead
06.   Confession Of Evil
07.   Possessed Invocations


Voto del redattore HMW: 6/10
Voto dei lettori: 7.5/10
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Vicenda un po’ articolata, quella di The Enemy Of Reason: registrato nel 2012, diffuso in rete a metà del 2015, poi stampato nel 2021 dalla Godz Ov War. Il gruppo stesso si è manifestato al mercato discografico solo sporadicamente, con un mini-album nel 1999 (The Cursed Earth), un album nel 2001 (Descent On The Cross), un EP/mini-album nel 2005 (Demonss Conclave) e infine TEOR. Nel frattempo, dell’incarnazione originaria è rimasto il solo Michał Harlender e il cuore degli Isolated, da Tychy in Polonia che era, risulta ora pulsare in Inghilterra.

Lo stile degli Isolated –nome bellissimo– è tratteggiabile come una versione semplificata degli Immolation degli ultimi sei-sette album più i Brutality di In Mourning. Dei primi non hanno, tra le altre cose, la smisurata classe negli arrangiamenti né probabilmente la perizia tecnica (“semplificata”, appunto), ma condividono il generale schema compositivo e il taglio vocale. Di In Mourning non hanno la catastrofica pesantezza né l’impeto, ma ne ricordano certi allunghi percussivi. Proseguendo nell’esercizio, sia anche detto che le cadenze di “I’m Your Cancer” strizzano più di un occhio al periodo D ÷ G dei Morbid Angel e che le linee vocali echeggiano occasionalmente (ma sto pensando soprattutto a “Possessed Invocations”) lo stile di Paul Speckmann.

Superfluo specificare che l’altro piccolissimo dettaglio in comune con gli Immolation del secolo in essere, e con altri diciassettemila, è il suono artefatto e pop della batteria – non che il resto emerga al massimo della naturalità, beninteso. Un peccato ancor più grave poiché Krzysztof Szantula è batterista provvisto di gusto e preparazione.

Per cui, carissimi, facendo il sunto dei due paragrafi precedenti e tenendo debito conto della nobilissima posizione anti-cristiana espressa a più riprese nell’album, tra copertina, titolo e testi (in un inglese spesso stentato e, avanti, non fatemi denunciare ancora una volta questo pietoso appiattimento culturale), direi che The Enemy Of Reason è un dischetto giovevole, quando si è in buona, per ascolti molteplici ma non eccessivi; e che tuttavia, secondo l’umile parere di chi scrive, non supera la sufficienza.

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