AGARTHIC – The Inner Side

Titolo: The Inner Side
Autore: Agarthic
Nazione: Italia
Genere: Heavy Metal
Anno: 2021
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Valeriano De Zordo – voce

Mattia Gosetti – basso e sintetizzatori

Jesai Fiabane – chitarra

Denis Novello – batteria

Voce ospite in “Negotiations Failed” di Fabio Lione

Assolo di chitarra su “Negotiations Failed” di Aldo Lonobile

Chitarre ritmiche di Federico Maraucci

Tutti i cori di Valeriano De Zordo, Mattia Gosetti, Marco Pastorino e Sonia Da Col


Tracce:

01. The Beginning Of All
02. The Ancient Secret Scroll
03. A Journey To The End Of The World
04. A Heaven Inside This Earth
05. Through The Mystical Forest
06. Message From The Gods
07. Back Home
08. Negotiations Failed
09. Escape To Antarctica
10. Last Journey
11. Illuminati’s Reign


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 4.3/10
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Album di debutto per gli italiani Agarthic, che hanno chiuso l’anno passato con The Inner Side. La formazione include il cantante Valeriano De Zordo, il bassista Mattia Gosetti (Sirgaus), il chitarrista Jesai Fiabane e il batterista Denis Novello. I nostri ragazzi hanno invitato alcuni ospiti famosi per lanciare il loro debutto: Fabio Lione dietro al microfono in “Negotiations Failed”, Aldo Lonobile all’assolo di chitarra nella stessa canzone, Federico Maraucci alla chitarra ritmica e, ai cori, Marco Pastorino con Sonia Da Col. Le menti sono Mattia e Valeriano, che hanno affidato il loro esordio alla produzione di Aldo Lonobile (Secret Sphere, Archon Angel, Timo Tolkki’s Avalon e Death SS). Mattia è un compositore di rock sinfonico le cui opere sono principalmente dedicate alla storia dei paesi alpini, narrazioni musicali che spesso presenta con scenografie teatrali. La sua profonda passione per il rock sinfonico è sempre stata evidente, soprattutto quando lui e sua moglie hanno vinto l’Élan Cover, concorso internazionale organizzato dai Nightwish.

“La mia più grande passione è scrivere storie musicali, creare colonne sonore per avventure romantiche e luoghi affascinanti. Sono davvero orgoglioso di essere stato notato da un’etichetta di successo come la Frontiers Music, nel cui catalogo ci sono tanti artisti famosi in tutto il mondo. L’entusiasmo per la firma del contratto e la collaborazione con Aldo Lonobile, artista che ho sempre stimato e ammirato, è stato fondamentale per la realizzazione di questo album di metal sinfonico. Sto vivendo un’esperienza artistica e una crescita che non avrei mai sperato, e non sarò mai abbastanza grato di tutto questo”, afferma Mattia Gosetti.

Lo stile degli Agarthic è un symphonic metal dalle venature prog, ispirato dalla natura e in particolare dalla bellissima catena montuosa delle Dolomiti. Il cantante veneto è stato membro, nel Bellunese, di diversi gruppi che lo hanno portato a ricevere riconoscimenti per la sua voce e per le sue capacità interpretative. Il nome Agarthic si riferisce ad Agartha, un regno mitico che secondo la leggenda si trova al centro della Terra.

“Da grande appassionato della musica rock e metal, ho sempre seguito con grande entusiasmo l’uscita di album per etichette che ammiravo. Ricordo di da bambino leggevo i libretti dei CD sognando di vedere il mio nome stampato lì sopra, un giorno… Chi avrebbe mai immaginato che sarebbe accaduto con una delle etichette più importanti di oggi?”, dice il cantante Valeriano De Zordo. “Da parecchi anni mi interesso di tutte le antiche leggende e i misteri della storia dimenticata del nostro pianeta, in particolare le teorie sulla terra cava. Ne sono sempre stato affascinato. E quando mi è stata offerta questa occasione di fare un album, il compito è stato abbastanza facile. Ho solamente dovuto unire le mie due grandi passioni e trasformare finalmente tutti questi temi in musica!”, conclude.

Quest’opera ha un filo conduttore unico, di cui purtroppo non ho molte informazioni (la discografica non ha fornito i testi). Quello che è evidente da subito è che si tratta di una buona e romantica colonna sonora che i quattro ragazzi sono riusciti a creare portandoci nel loro fantastico mondo. Apre le danze la strumentale “The Beginning Of It All”, sostenuta dal pianoforte, dagli archi e da una leggera orchestrazione che culmina con l’ingresso di De Zordo, il quale dà il via all’inizio epico della raccolta. Non siamo ai livelli dei Rhapsody, almeno dei tempi migliori, e si notano influenze soprattutto dei Nightwish. Niente di nuovo quindi, ma un metal abbastanza sinfonico, con tantissimi cori e che piace già dalle prime note, cosa che puntualmente accade con la successiva “The Ancient Secret Scroll” dove emergono la chitarra elettrica, una buona sezione ritmica e la solita orchestrazione che culmina, nella parte centrale del pezzo, in un’atmosfera orientaleggiante molto interessante. “A Journey To The World” è il classico brano sinfonico che si ama o si odia. Accattivante la progressione armonica di tutti gli strumenti ma meno quella di Valeriano; neppure i cori esaltano più di tanto.

Segue poi la ballata “A Heaven Inside This Earth” dall’armonia sottile e cruda, poco orchestrata ma in cui spiccano gli acuti del cantante. “Through The Mystical Forest” si basa fortemente sul basso, i sintetizzatori e il grande assolo di Jesai, ma il pezzo sembra non decollare come dovrebbe né arrivare ad un obiettivo ben preciso: troppo ripetitiva negli accordi benché interessante a livello strumentale per la tecnica profusa dai ragazzi. Si rallenta con “Message From The Gods”, che è un brano più leggero e sempre ricco di orchestrazioni, con un assolo da applausi e con in evidenza la chicca del ritornello cantato in italiano. Il suono si indurisce con la robusta “Back Home”, nella quale la voce cupa e una potente sezione ritmica guidano un brano che culmina ancora in un lungo assolo di chitarra. Segnalo “Negotiations Failed”, con l’impressionante Fabio Lione (Angra, ex Rhapsody Of Fire) che regala coi suoi acutissimi vocalizzi un tocco magico ad un brano sperimentale, ossessivo e malinconico. Da segnalare anche l’assolo di chitarra di Lonobile. Il ritmo riprende a salire con la più veloce “Escape To Antarctica”, dove De Zordo dimostra di essere non da meno rispetto all’amico Lione.

Al primo ascolto, le tracce sembrano essere un hard rock molto classico perché la struttura generale è sempre la stessa. Aumentando gli ascolti si sentono però quei tocchi sinfonici e progressivi che risultano ben amalgamati, senza mai saltare repentinamente da un genere all’altro come fanno adesso molte nuove leve.

Non manca poi la ballata corale, “Last Journey”, introdotta da una sottile chitarra e da un leggero sintetizzatore, che acquieta l’anima grazie alla tranquillizzante interpretazione di Valeriano. La chiusura è affidata alla drammatica “Illuminati’s Reign”, una saga di ben dieci minuti che inizia con un canto di stampo quasi gregoriano per concludersi poi in modo maestoso e confermare lo spirito progressivo degli Agarthic.

Buona la prima per questo primo album dei nostri quattro connazionali che iniziano un lungo viaggio, spero per loro, senza fine e ricco di soddisfazioni!

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