POWER PALADIN – Ingi Þórisson e Atli Guðlaugsson


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Freschi di debutto sotto la nuova etichetta Atomic Fire, formata da ex dipendenti di Nuclear Blast, i Power Paladin vengono dalla lontana terra d”Islanda. Abbiamo avuto la fortuna di poter scambiare due parole con il chitarrista e capo Ingi e il cantante Atli al riguardo  dell’album “With The Magic Of Windfyre Steel” .

Buongiorno ragazzi, benvenuti sulle pagine di Heavymetalwebzine.it.
L’album “With The Magic Of Windfyre Steel” è disponibile da un mese circa, che responsi avete ricevuto dalla stampa e dai fan?

INGI – È stato forte vedere le reazioni della gente al nostro album! Abbiamo ricevuto voti molto alti e posizioni in classifica in Giappone e Germania, fatto che mai nella vita ci saremmo aspettati, tant’è che ogni tanto ci dicevamo “quando saremo famosi in Giappone…”, frase generalmente seguita da grasse risate per l’assurda idea che saremmo mai arrivati da qualche parte, peggio che mai in Giappone. Ora non sono sicuro di cosa significhi essere famosi però… attenzione a quello su cui si scherza!

Power Paladin - With The Magic Of Windfyre Steel

Come ci si sente a debuttare con Atomic Fire, un’etichetta nuova benché costituita da persone con una grande esperienza nella scena metal?

INGI – È fantastico! I ragazzi dell’etichetta ci hanno aiutato tantissimo attraverso la “foresta mistica” che è diventare un gruppo con una casa discografica e con un approccio internazionale. Siamo praticamente delle tele bianche nel campo burocratico della musica e loro sono stati estremamente comprensivi. In più, conta che essere nella stessa etichetta di gente come Helloween, Meshuggah, Opeth, Sonata Arctica ed Amorphis è decisamente forte!

L’Islanda è così lontana dal nostro mondo che non abbiamo idea di come sia vivere nella vostra patria. Come vivete la scena metal essendone l’unico gruppo power?

INGI – Semplicemente suoniamo insieme a gente che vuole suonare con noi o vederci, dai gruppi rock fino a quelli death/black metal. L’anno scorso ci hanno chiamato a suonare all’Andkristni 2021, un festival black metal in un locale di Reykjavík, e abbiamo accettato sereni. È stato molto divertente, alla fine non ci hanno neanche ucciso, il che è molto importante!

Come funziona il vostro processo compositivo?

INGI – Generalmente tutto parte da me o Atli. Noi strutturiamo le idee su Guitar Pro, idee che vengono portate in sala prove dove studiamo poi i dettagli. Una volta che tutti hanno aggiunto le proprie influenze, cerchiamo di registrare un demo per poter poi assemblarlo con calma, anche se nel caso del nostro album le canzoni non erano ancora complete prima degli ultimi passi per registrare. Diciamo che i riff principali erano pronti, ma molta dell’atmosfera è nata dopo, con le parti orchestrali e i cori.

Avete deciso a tavolino di suonare questo genere di metal o è stata una scelta naturale fra i componenti del gruppo?

INGI – È un po’ come l’uovo e la gallina, diciamo che i membri sono stati scelti perché volevano suonare power metal!

Quali sono quindi le principali influenze dei membri dei Power Paladin?

INGI – Iron Maiden

ATLI – Maiden, certo, ma anche Helloween, Gamma Ray, Rhapsody, HammerFall. Tutti gruppi eccezionali!

Ascoltando “Ride The Distant Storm”, sono chiari i richiami alle sonorità dei nostri Rhapsody: concordate? Chi si è occupato degli arrangiamenti orchestrali?

INGI -Ahahah, non ti sbagli affatto! Quella è la canzone che chiamiamo “Rhapsody Song”, per ovvie ragioni. Siamo tutti loro grandissimi fan. Le parti orchestrali sono state scritte principalmente da Bjarni Egill, mentre io ho creato le linee di clavicembalo. Le tracce dei cori sono state fatte da me, Bjarni, Egill e Atli.

Come avete gestite la fase di registrazione del disco? Avete missato in Svezia ai Mastertape Studio con Hakur Hannes. Potete raccontarci dell’esperienza?

INGI – L’album è stato registrato da me e Bjarni Egill in quello che si può definire uno studio mobile e che chiamiamo Windfyre Studio. Abbiamo viaggiato in vari posti, fra cui la mia stanza da letto, il posto dove lavorano Atli e Bjarni Egill, una casotta in mezzo al bosco…. Tutti luoghi dove potevamo trovare tempo per lavorare, spazio e mettere a frutto la nostra creatività.
Riguardo al missaggio, Hakur Hannes abitava in Svezia ma i Mastertape sono praticamente il suo studio personale. Per via della pandemia, abbiamo sostanzialmente missato nella sua stanza da letto, con noi dietro di lui seduti sul letto dove dorme. Visto il risulta

Power Paladin

to finale del suono dell’album, ti puoi rispondere da solo sul perché abbiamo scelto Hakur, oltre al fatto che è un nostro caro amico. In pratica quindi l’album è una grossa produzione fatta in casa, ma credo proprio che non avrebbe potuto essere altrimenti, perché affittare uno studio impiegando il tempo che ci abbiamo messo cazzeggiando durante le registrazioni ci avrebbe prosciugato di ogni risparmio!

Nei testi di “With The Magic Of Windfyre Steel” ci sono un sacco di riferimenti al fantasy e alla cultura fumettistica. Siete appassionati dei fumetti Marvel (riferendomi in particolare alla canzone “Kraven The Hunter” da Spiderman) e al classico stile di gioco alla Dungeons & Dragons?

ATLI – Ah, assolutamente sì, sono un patito di fumetti e di fantasy. Sono tra le mie passioni più grandi, quindi è normale che influenzino anche l’aspetto musicale.

I vostri video sono davvero stravaganti e sono chiaramente fatti da persone che amano la loro musica e si divertono a suonarla. Come sono andate le riprese? Avete creato voi stessi i video?

INGI – Il nostro primo è stato un video in cui viene mostrato come suonare il pezzo “Righteous Fury”. Fu registrato originariamente per essere un classico video coi sottotitoli, ma abbiamo aspettato perché ci sembravano delle riprese molto buone. Peraltro lo abbiamo filmato dopo quattordici ore di riprese per il video di “Kraven”, il che vi spiega il basso livello di vitalità che dimostriamo nel video, ahahaah.

Per Kraven abbiamo sostanzialmente scritto la storia il giorno prima delle riprese, tenendo presenti gli oggetti e le cose che avevamo a portata di mano nel luogo in cui registravamo.
Per “Creature Of The Night” invece abbiamo dato alla squadra di animatori l’idea di base, ovvero noi che entriamo in una città spettrale e infestata dai lupi mannari e lentamente veniamo uccisi uno dopo l’altro. Gli studenti dello studio di animazione RMIT ha fatto tutto il resto!

Cosa puoi dirci al riguardo della copertina di “With The Magic Of Windfyre Steel”?

ATLI – Avevo perfettamente idea di come volevo che fosse la copertina, così mi sono messo a cercare in rete degli artisti che potessero dar vita a questa mia visione. James Child ha fatto un lavoro magnifico.

State programmando delle date o un tour? La pandemia vi sta creando problemi?

INGI – Abbiamo una data programmata in Islanda ma non abbiamo altro in vista per ora, soprattutto fuori dall’Islanda. I voli esteri sono estremamente costosi e, se dovesse venire cancellato un concerto, sarebbe un colpo devastante per le nostre finanze. 

So che è troppo presto, ma state già considerando un nuovo album?

INGI – In effetti, sì. Stiamo buttando giù delle idee e stiamo già pensando al prossimo album!

Bene, siamo in chiusura: a voi le ultime parole per i lettori di Heavymetalwebzine.it

INGI – Correte a sentire il nostro album, se vi piace il power metal! Non cerchiamo di reinventare nulla ma speriamo di offrirvi cinquantun minuti di divertimento e spensieratezza e, se proprio lo odiate, dite a tutti sul nostro canale YouTube di come e quanto abbiamo plagiato gli Iron Maiden! Ne saremo contenti in ogni caso!

 

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