GIANT – Shifting Time

Titolo: Shifting Time
Autore: GIANT
Nazione: Stati Uniti d'America
Genere: AOR
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Kent Hilli – voce
John Roth – chitarra
Mike Brignardello – basso
David Huff – batteria


Tracce:

01. Shifting Time
02. Let Our Love Win
03. Never Die Young
04. Don’t Say A Word
05. My Breath Away
06. Highway Of Love
07. It’s Not Over
08. The Price Of Love
09. Standing Tall
10. Anna Lee
11. Don’t Wanna Lose You
12. I Walk Alone


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 6.8/10
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Il nome dei Giant non ha bisogno di presentazioni, perché alla fine degli anni ’80 e agli inizi dei ’90 la formazione americana lasciò il segno con due dischi strepitosi che sono diventati delle pietre miliari per l’AOR mondiale. In pochissimo tempo, il gruppo dei fratelli Huff, con Dann alla voce e alla chitarra e David alla batteria, fece bingo prima con l’esordio Last Of The Runaways del 1989 e poi con Time To Burn del 1992, entrambi con la stessa formazione. Con i due Huff, pure Alan Pasqua alle tastiere e Mike Brignadello al basso. Dopodiché sparirono dalla circolazione per essere poi ripescati solo nove anni dopo dalla nostra Frontiers, specializzata in resurrezioni artistiche, la quale propose ai quattro musicisti di pubblicare un terzo album. Alan Pasqua aveva nel frattempo lasciato e nel 2001 pure Dann gettò la spugna, in quanto ormai impegnato come produttore e cantautore, ma optò per collaborare con gli ex colleghi in qualche brano. Il sostituito al microfono divenne Terry Brock (Strangeways) per la pubblicazione di Promised Land, mentre John Roth si occupò della sei corde. Oggi i Giant, dopo circa dieci anni, sono ritornati a sorpresa con un nuovo cantante, Kent Hilli (degli svedesi Perfect Plan). Il gruppo scandinavo fece una cover di “Stay” nel 2019 e ciò mise in luce le ottime qualità vocali di Hilli, portando i Giant e l’etichetta italiana a decidere di puntare su di lui come nuovo cantante (Kent è anche protagonista di un bel lavoro solista di puro AOR uscito l’anno scorso, The Rumble).

“Sono rimasto molto colpito dalla voce di Kent quando l’ho sentito! È stata una scelta naturale con il nostro stile e siamo entusiasti di averlo con noi”, dice del nuovo cantante il batterista David Huff.

Purtroppo Shifting Time è un lontano parente dei due primi dischi del gruppo americano, dischi che li consacrarono nell’Olimpo dell’hard rock melodico internazionale. Queste nuove canzoni sono comunque di classe, belle e ben eseguite. Si sente ancora la mancanza di Dann, cosa che i fan storici non hanno ancora digerito del tutto; né il bravo John Roth (Winger, Starship) alla chitarra è riuscito a sostituire completamente il suo predecessore. Forse un cambio di nome da parte dei quattro musicisti avrebbe giovato a lasciare un bel ricordo del passato ma le strategie di mercato sono importanti e questo nome attrae ancora tantissimi appassionati del genere melodico. Lo stile dei quattro è, come sempre, un classico hard rock melodico con ricche ed orecchiabili parti AOR, con un buon ritmo e ottimi assoli di chitarra. L’album è stato mixato e masterizzato da Alessandro Del Vecchio, che ha contribuito alle composizioni insieme a Kent Hilli, Kristian Fyrth, Pete Alpenborg, Michael Palace e Jonas Eriksson.

“Abbiamo lavorato molto duramente e siamo molto felici ed orgogliosi di questo disco insieme a Dann”, afferma David Huff.

Il fratello Dann ha dato il suo consenso al prosieguo del gruppo con questa formazione e ha partecipato con l’assolo del singolo “Never Die Young”. Il suono, rispetto al passato, risulta un po’ più robusto in brani come Let Our Love Win e “Standing Tall”, tutte canzoni di tradizionale hard rock con piccolissime influenze AOR e assoli al fulmicotone, ma mantiene sempre delle buone trame melodiche. La terza, “Never Die Young”, influenzata fortemente dal suono dei Perfect Plan, ha tutti i requisiti per essere un classico del gruppo, con un ritornello coinvolgente e il bell’assolo di chitarra di Dann. Le successive “Don’t Say A Word” e “My Breath Away” sono molto più melodiche ed hanno ritornelli accattivanti e orecchiabili che si stampano immediatamente in testa. Il romanticismo del marchio Giant si percepisce immediatamente nel groove cadenzato di “Highway Of Love”, brano dal gusto blues, e nel ritmo martellante della batteria di “Standing Tall”, sostenuta da cambiamenti di tempo caratterizzati dalla chitarra acustica e tanto cari alle sei corde del Dann Huff degli esordi. Fantastica la ballata “It’s Not Over”, dove Hilli è grande protagonista dalla prima all’ultima nota, emanando dalle sue passionali corde vocali una fortissima sensazione di benessere. Un altro picco si trova nel secondo lento, “Anna Lee”, brano con bei cori e un ritornello che fa sognare ad occhi aperti, grazie ancora ad una voce strepitosa. Il rock riprende con “Don’t Wanna Loss You” e la pelle d’oca torna con “I Walk Alone”, con Kent sempre sugli scudi e Roth assoluto protagonista con uno degli assoli più riusciti del disco; i due musicisti dimostrano di essere in perfetta sintonia tra di loro. Semplicemente fantastici! Tutte le canzoni sono piacevoli e di una qualità impressionante, grazie anche al missaggio di Alessandro che riesce benissimo a differenziare il suono di tutti gli strumenti e ad esaltare la voce.

“Siamo entusiasti già al semplice pensiero che la gente ascolterà Shifting Time! È passato troppo tempo tra gli album dei GIANT e speriamo che sia valsa la pena di aspettare. Grazie a tutti, alla Frontiers ed in particolare ai fan del loro eterno supporto ai Giant!! Ci piacerebbe continuare con alcune date dal vivo nel 2022, se lo vogliono i fan, quindi speriamo di poterci vedere! (David Huff)

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