DUST MOUNTAIN – Hymns For Wilderness

Titolo: Hymns For Wilderness
Autore: Dust Mountain
Nazione: Finlandia
Genere: Folk Rock
Anno: 2021
Etichetta: Svart

Formazione:

Henna Hietamäki: voce​ principale​
Toni Hietamäki: chitarre, mandolino, tastiere
Pauliina Lindell: chitarre, voce
Riku Pirttiniemi: basso
Jukka Rämänen: batteria, percussioni


Tracce:

01.   Harvest Maiden
02.   Under My Spell
03.   Margaret
04.   Village On Fire
05.   Holy Equinox
06.   Apollo
07.   Bird Hymns


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 6.0/10
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A seconda del contegno che vogliamo darci o non darci, trovo rispettivamente sconfortante o pagliaccesco che, ogni qualvolta sono presentati artisti che non fanno ricorso a maschi, o non solo a maschi, per il ruolo vocale, le cartelle promozionali suggeriscano paralleli con gruppi fronteggiati da femmine. PUBBLICITÀ PROGRESSO.

Dust Mountain. Hymns For Wilderness. Svart.   Sogno.   Questo album è un sogno, un fluttuare, un miraggio, una piuma, un incantesimo, una visione; la seduzione, la malìa.
La voce, le voci: un elemento ultraterreno quasi paralizzante. Il suo dolce impatto vi farà vacillare per pochi secondi. Ma c‘è di più… Come nei veri gruppi rock, basso e batteria cooperano – e qui lo fanno come Madrenatura comanda – alla creazione di un tutt’uno. Tutt’uno che è un fondamento che dà corpo, dà sostegno, segna un passo concreto, incalzante; ma senza strafare, senza ingombri inutili (lo capirete quando sarà il turno di “Holy Equinox”). Ed è rimarchevole il nitore delle chitarre nell’evocare atmosfere che sanno di paganesimo, di ritualità pre-cristiana. La Natura. La Natura. Lo stregonesco – bianco. Morbidi arpeggi, accordi puliti, giri folk e soliste elettriche che intessono trame magnetiche (sentitevi “Village On Fire”). Persino le distorsioni sono educate, prive di spavalderie grossolane (che ne dite di “Apollo”?). E quando la mano su “Bird Hymns” parrà appesantirsi, niente paura, è solo l’esplosione della Natura. Un’esplosione che vi gonfierà di una gioia profonda della quale non vorre(s)te più fare a meno.

Un disco per le notti in cui il c+++o di mondo finge di essersi spento e vi lascia un po’ di respiro. Il respiro del buio, della quiete. Di quella umida magia di ore in cui siete di fronte a uno specchio impietoso e la vista delle vostre guance cadenti vi lascia l’amarezza necessaria a rifugiarvi, sornioni, nella follia dei sogni. Sogni che i Dust Mountain sapranno intessere, poi accompagnare con grande grazia.

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