HATE & MERDA – Ovunque Distruggi

Titolo: Ovunque Distruggi
Autore: Hate & Merda
Nazione: Italia
Genere: Noise Indipendente
Anno: 2022
Etichetta: Dio Drone, Toten Schwan, Breathe Plastic

Formazione:

UNN2: chitarre, voce
UNN27: batteria

[non dichiarato]: ambientazioni sonore, effetti, campionamenti

diodrone@mail.com


Tracce:

01.   Il Lungo Addio
02.   Zoster
03.   Andrà Tutto Muori
04.   Ovunque
05.   Un Coltello Sotto Il Letto Divide Il Dolore In Due
06.   Peculiar Cerbero
07.   Cardioide
08.   Sotto Voce
09.   Incontrovertibile


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 7.5/10
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Avvicinarsi con circospezione agli Hate & Merda fu ed è un atto istintivo (homo sapiens non ha istinti, ma concedetemi la figura). Come gestire qualcosa che, fin dal nome, è sempre parso ostentato e capzioso? Come scrostarsi eccezionalmente di dosso un po’ della cronica diffidenza? E poi, in fondo, chi diamine sono mai gli Hate & Merda per meritarsi tante attenzioni?
Il primo passo è stato scovarne le parole in rete (le parole sono importanti), il secondo frugar cupidamente nel nostro reparto «NOISE E INDIPENDENTE VARIA» quindi farne un ripasso (i dischi sono importanti). È spuntato solamente La Capitale Del Male – be’, poco? male: è comunque una buona porzione del loro catalogo.

Sono scorsi i giorni… poi altri giorni… fino a che… d’accordo… d’accordo, maledetti bastardi, mi avete convinta. Più vi conosco e più sono sicura che stiamo dalla stessa parte.

In Ovunque Distruggi, penetrante paronimia fondata sul settimo capolavoro del Vinicio nazionale, una scabra coppia tenta con le unghie e con i denti di esorcizzare l’astio e l’indecenza, la nausea interrelazionale e il baratro interiore, il tradimento. La palude di un presente che annaspa nel deserto del futuro (« I tronchi spezzati degli alberi […] Va tutto a fondo […] È troppo tardi, è tardi, è troppo tardi »). Un fascio enorme ed asciugato di Grinch, Massimo Volume, Cop Shoot Cop, OvO, Godspeed You! Black Emperor, Helmet e Suicide (chi ho tralasciato?) si illude di sfogare speranze infrante sul nascere, il dolore di una vita a senso unico (« Dove credi di andare? Non c’è uscita »).

“Zoster”, “Un Coltello Sotto Il Letto Divide Il Dolore In Due” … e soprattutto “Peculiar Cerbero” e “Cardioide” sono episodi forse apicali di un disco aperto da una (ulteriore) bellissima copertina e chiuso da un motto di rejezione forse tanto a senso unico quanto una vita che non conosce condoni: « o tutto o niente ».

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