KRAEMER – All The Way

Titolo: All The Way
Autore: Kraemer
Nazione: Finlandia
Genere: Hard Rock Melodico
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Erik Kraemer – voce

Andrea Seveso – chitarra

Alessandro Del Vecchio – basso, tastiera e cori

Michele Sanna – batteria


Tracce:

01. Moment For Me
02. All The Way
03. The King Will Come
04. Eat Your Heart Out
05. Tonight
06. Take Me Back To
07. How Can I Survive
08. Cold Spell
09. Loving A Stranger
10. I’m In Love Again
11. Forever


Voto del redattore HMW: 6,5/10
Voto dei lettori: 7.0/10
Please wait...

Visualizzazioni post:234

I Kraemer sono una nuova realtà hard rock, dallo stile scandinavo, assemblata dall’italiana Frontiers, stavolta per supportare il cantante finlandese Erik Kraemer (Simulacrum). Il gruppo è composto anche da Alessandro Del Vecchio (Edge Of Forever, Hardline, Jorn) al basso e alle tastiere, Andrea Seveso (Robin McAuley) alla chitarra e Michele Sanna (Brother Against Brother) alla batteria. Le undici canzoni sono state scritte da Del Vecchio, Marco Sivo, Pete Alpenborg (ex Arctic Rain), Kristian Fyhr (Seventh Crystal), Jan Akesson (Infinite & Divine), Ulrick Lönnqvist, Fabio Dessi e Carmine Martone e la produzione è opera di Del Vecchio stesso.

Erik, una delle voci più interessanti del panorama del metal melodico, ha collaborato con Timo Tolkki al progetto Infinite Visions dello stesso chitarrista e, più recentemente, al progetto Circus Of Rock ideato dal batterista finlandese Mirka Rantanen. La sua avventura musicale iniziò all’età di otto anni, quando la madre prese a portarlo alle prove corali nella cattedrale di Turku, cosa che lo spinse in seguito a prendere lezioni di pianoforte. Non amando troppo la musica classica, si buttò nell’hard rock e nell’heavy metal per poi laurearsi nel 2013 all’Università di Scienze Applicate di Turku con una laurea in servizi sociali e, come musicista, al Conservatorio di Turku nel 2016. Recitò in molte produzioni teatrali e forse il suo ruolo più noto è l’interpretazione del leggendario cantante finlandese Rauli Badding Somerjoki.

I pezzi dell’opera sono interessanti e di facile ascolto. Lo dimostrano le iniziali e semplici “Moment For Me”, dalla chitarra graffiante e l’anomalo cantato (quasi stonato) di Karl, e “All The Way”, canzone ritmata e segnata da una batteria e un basso molto incisivi. Entrambe sono percorse da bei disegni di tastiere melodiche.

La successiva “The King Will Come” è possente ed energica, con un bel ritornello melodico.   La cadenzata chitarra elettrica di Seveso introduce la trascinante “Eat Your Heart Out”, una delle migliori canzoni dell’album, dove Erik si esibisce con degli acuti altissimi e convincenti.

Interessanti sono poi i cambiamenti di melodia all’interno di “Take Me Back To” e di “Cold Spell”, con tastiera e sei corde sempre in primo piano. I brani completati dall’ottima prestazione di Kraemer. Due dei pezzi rock in stile anni ottanta, dotati di bei ritornelli molto orecchiabili.

Segnalo la leggera e fresca “Tonight”, con in evidenza un’ugola passionale, bei cori, il funambolico assolo e un ritornello gioioso che tira su il morale stampandosi direttamente in mente.

Naturalmente in un buon disco di hard rock non può mancare la ballata e così il nostro Alessandro tira fuori dal cilindro la bellissima “How Can I Survive”, che con il suo malinconico e struggente pianoforte esalta le emozionanti corde vocali di Erik.

L’ultima in scaletta, il lento strappalacrime “Forever”, chiude in bellezza grazie all’atmosfera emozionante resa in particolar modo dal pianoforte e dall’ottima voce di Kraemer; c’è anche uno stupendo assolo di Andrea Seveso.

L’album dei Kraemer, o disco solista di Erik che sia (scegliete voi come chiamarlo), è essenzialmente un lavoro pensato per mettere in luce le buone qualità dell’artista finlandese, anche se tutti i musicisti coinvolti brillano tutti di luce propria e sono tecnicamente indiscutibili. L’hard rock del gruppo è ben eseguito e ben prodotto ma manca qualcosa, perché nel complesso non convince come dovrebbe. In giro ci sono troppi gruppi che suonano le stesse cose ma con più personalità e stile, ed è forse questo che manca ancora a Erik & soci. Non gridiamo quindi al miracolo e non è il capolavoro dell’anno, ma constatiamo che sono state poste le basi per una ricerca d’identità artistica capace di distinguere il gruppo da chi ha invece lasciato segni indelebili nel genere melodico. Apprezzabile e di gusto, piacerà anche a chi ama l’AOR e il metal melodico.

 

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.