ASGAARD – What If…

Titolo: What If...
Autore: Asgaard
Nazione: Polonia
Genere: Dark Metal / Gothic Metal
Anno: 2022
Etichetta: Szataniec, WormHoleDeath

Formazione:

Przemysław ‘Quazarre’ Olbryt – Voce
Bartłomiej ‘Hetzer’ Kostrzewa – Chitarre
Wojciech ‘Flumen’ Kostrzewa – Sintetizzatore, campioni, effetti; programmazione batteria elettronica

Przemysław Nowak – Basso
Alvern – Batteria


Tracce:

01.  Sisyphus 03:43
02.  Creeping Miss Lunacy 04:24
03.  Sny Na Jawie 04:49
04.  Horizon Upside Down 04:10
05.  What If… 05:00
06.  Blind Man’s Buff 05:03
07.  W Sercu Nieswiata 05:23
08.  Not Ever Again 02:33
09.  Sny Na Jawie (radio edit) 04:14
10.  W Sercu Nieswiata (radio edit) 03:55


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 10.0/10
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Settimo album per il trio polacco Asgaard. Il gruppo nasce nel 1994 e, se osserviamo la loro discografia, scopriremo una tempistica bizzarra. Il primo disco infatti vide la luce solo nel 1998 a distanza di tre anni dalla prima demo. Noteremo poi che rimasero piuttosto produttivi nel primo decennio degli anni duemila, per poi fermarsi al 2004 con l’album EyeMDX-tasy. Si fecero attendere dunque fino al 2012 per l’ultimo. Stairs To Nowhere, e poi silenzio fino ad oggi.

A dieci anni tornano improvvisamente con questo What If…, un disco arrivato un po’ dal passato. E, come ai buoni vecchi tempi, me lo sono trovato nella cassetta delle lettere, spedito direttamente dall’etichetta. Segno che la stessa Szataniec crede molto in questo nome e in questa uscita discografica, tanto da investire nella promozione come ormai è raro vedere. Ammetto che un nome o un disco come questo sarebbe potuto facilmente rimanere nella lista dei redattori e non essere notato. Non a tutti viene in mente di chiedere di recensire un album presentato come “transgressive dark rock” dalla Polonia, di un gruppo fermo da ormai dieci anni.

Tutto quello che arriva in fisico viene ascoltato come da nostra politica interna, valutato e inviato al redattore perfetto per la possibile recensione, con tutti i rischi del caso (le stroncature sono dietro l’angolo). Onestà innanzitutto e anche il fisico non riceve favoritismi per il voto finale. Però è innegabile che l’usufrutto della musica (e dei contenuti) è certamente più facile. Per cui inserisco e ascolto, riascolto… riascolto. Bello. Molto. Devo riordinare le idee per poterne parlare.

In scheda, tra i nomi dei gruppi attinenti troviamo Katatonia, Amorphis, Moonspell, Opeth, Anathema. Ecco, io ci aggiungerei senza ombra di dubbio i Novembre. Senza nulla togliere agli Asgaard stessi e alla loro personalità. Il sintetizzatore e i sample, gli effetti e la batteria programmata danno quel tocco originale che non sempre si trova in un genere che definirei, a grandi linee e giusto per avere un’idea, tra il dark e il gothic metal.

La scelta di cantare tre brani in lingua madre alimenta l’interesse verso un prodotto che si presenta con un bellissimo vestito: una copertina oscura, dal sapore retrò, con i testi scritti a mano e il marchio di varie etichette responsabili di produzione e distribuzione fanno capire quanto interesse ci sia stato dietro questo album e quanto sia stato curato nei minimi dettagli.

Anche la musica è stata prodotta e registrata davvero alla perfezione. Ogni strumento si sente ben distinto e gli effetti sono evidenti, senza che si venga mai distolti dal trio principale. La voce suadente e decadente di Quazarre è il fiore all’occhiello di un amalgama ben riuscito dei tre elementi. Le chitarre di Hetzer non sovrastano mai l’eclettico e ottimo lavoro di Flumen, padrone di tutti gli effetti e suoni articolati che si sentono in questo What If…. Il trio viene completato dalla sessione ritmica di membri non ufficiali che corrispondono ai nomi di Przemysław Nowak, al basso, ed Alvern, alla batteria. Anche in questo caso le registrazioni sono sublimi e il tocco impeccabile.

All’ascolto, mi sono ritrovato più di una volta in una città qualunque della Polonia e potrebbe essere proprio Lewin Brzeski (la città da dove arrivano gli Asgaard)? Magari sulle sponde di un fiume, in autunno, tra nebbie e lieve pioggia in un clima freddo e torbido, tipico dell’Est Europa, plausibilmente di vent’anni fa. Sto passeggiando in una città che non conosco, sorseggio una birra locale da una lattina pagata pochi centesimi in un alimentari del villaggio vicino. La sera mi aspetta un concerto in un club locale per nulla famoso. Suoneranno gli Asgaard e nella mia solitudine, anche se sovrastato da un po’ di malinconia, sono felice.

Traccia preferita: Sny Na Jawie

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