TRENCHANT – Commandoccult

Titolo: Commandoccult
Autore: Trenchant
Nazione: Stati Uniti D'America (Texas)
Genere: Death Metal
Anno: 2022
Etichetta: Godz Ov War ed Headsplit

Formazione:

GRA: batteria
NRS: chitarra, voce
TND: basso, cori

Bob Vigna (ospite): assolo di chitarra in “Commandoccult”
Dyingnysus (ospite): assolo di chitarra in “Burning Spires Of Mercury” e in “Yellow Cross Orison”

blasphomet@gmail.com


Tracce:

01.   Commandoccult
02.   Burning Spires Of Mercury
03.   Darkwater Graves
04.   Yellow Cross Orison
05.   Trumpets Of Jericho
06.   Atrocity Vision
07.   Wardrivers
08.   Pyre At The Tarn
09.   In The Fires Of Night


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 8.5/10
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Visualizzazioni post:267

Troppi promotori e troppe etichette ammorbano incessantemente il pubblico con dettagli nettamente minori entro l’economia della catena produttiva di un disco. Video insulsi, compartecipazioni a livelli secondarî di Tizio, interminabili curricula di Caio, propositi di Sempronio falliti in partenza; esemplari umani ancor più superflui della media e per lo più pagati per esserci  – più spesso, solo dei poveri fessi portati in palmo di mano per aver servito da bere a Markus Großkopf trent’anni fa in un pub di fuori Březnice. Per fortuna di tutti, non è questo il caso della Godz Ov War. Né dei Trenchant. Semmai, diciamo che è oggettivamente difficile ignorare che due membri su tre di questo gruppo sono stati scelti pochi anni fa da Dave Herrera per suonare negli Imprecation (riformatisi nel 2009, per la cronaca), che Equitant ha fatto il favore di scarabocchiarne il logo, che da qualche parte c’è un assolo di nientepopodimeno che Robert Vigna e che si è avuta la splendida idea di rifare un pezzo dei Molested dell’introvabile Stormvoid. Non è un tipico caso di abito & monaco, piuttosto uno di vecchi metallari & indizî preziosi, da annusarsi e cullarsi.

Qui si corre parecchio. Lo si fa con la testa e lo si fa con soluzione (di continuità). Roba all’americana – cruda, sregolata, arrangiata sì ma senza strafare né rinunciare all’assortimento – e con una densa vena nordeuropea. Che poi è il taglio che li ha avvicinati ai Molested. Tolte “Atrocity Vision” e “Darkwater Graves”, è decisamente adeguato bollare Commandoccult come disco approvato dall’ADR, l’«Associazione Dei Death-metallari Riuniti».

Il passato sistema di votazione avrebbe probabilmente aggiunto il segno meno al numero lì sopra.

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