W.F.R. NIGHT: Vision Divine + Drakkar + Aexylium + Calico Jack


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26-02-2022 – W. F. R. Night
VISION DIVINE + DRAKKAR + AEXYLIUM + CALICO JACK

Lo Slaughter di Paderno Dugnano riapre le porte per una nuova serata organizzata da Marco Genitoni e la sua WFR-WE FUCKIN ROCK – Support The Underground.

Questa sera vanno in scena ben quattro gruppi di assoluto livello, a cominciare dai milanesi Calico Jack.

La particolarità della serata sta nel fatto che la stessa si svolgerà all’insegna della multilateralità musicale, come già avrete capito dal titolo dell’articolo.

Si parte quindi verso rotte sconosciute grazie ai Calico Jack che vedono nel cantante Giovanni Casini il capitano della ciurma pronta a solcare i Sette Mari. Il loro folk metal di stampo piratesco cattura gli astanti già presenti in buon numero e li coinvolge fin da subito in headbanging furiosi come il suono da mare tempestoso che sprigiona dalle loro casse.   Il primo brano presentato è l’inedita “Broadside Attack”. Il suono è compatto e i giri delle chitarre sono taglienti come lame affilatissime, il violino accompagna la ciurma all’arrembaggio e brani come “Where Hath Th’rum Gone?”, “Haul away Joe” e l’inedita “Marauder” scatenano la platea nella danza tipica dei mari delle Antille, el pogo de rhum!!! dopo aver solcato le acque salate la Calico Jack attracca sulle note di “Queen Anne’s Revenge” lasciando la nave ed andando all’assalto delle osterie del porto.

FORMAZIONE
Caps: batteria
Melo: chitarra solista
Toto: chitarra
Dave: violino
Giggi: basso
Giò: voce

SCALETTA
Broadside Attack
Devil May Care
Where Hath Th’Rum Gone
Marauder
Grog Jolly Grog
Haul Away Joe
Straits Of Chaos
Queen Anne’s Revenge

Ma, per una nave alla banchina, ce n’è un’altra che si appresta a salpare ed è l’Aexylium, con il suo carico di storie di pirati, tesori nascosti e mostri marini da combattere ad ogni costo! Ed allora si spieghino le vele e si parta per questa nuova avventura marina. I baldi marinai della Aexylium preparano i loro strumenti e lanciano la prima salva di cannone con “The Bridge” ed il colpo va a segno in tutta la sua potenza. Le successive “Immortal Blood” ed ”Yggdrasil”, per citarne un paio, proseguono il cannoneggiamento sonoro sulla sala e sui presenti con veemente prepotenza. La chitarra del nuovo acquisto Talia e quella di Fabio scatenano i sette venti, mentre il violino ed il flauto di Federico e Leandro ricamano con costanza le melodiche narrazioni cantate da Steven, Gabriele ed Alberto (nuovo arrivo) formano una base ritmica sostanziosa che aiuta il nostro cantore nel dipingere tutti gli scenari creati dai testi. Verso la fine del concerto viene chiamata sul palco Arianna, diafana figura che con Steven presta la voce su “Mountains” e “The Fifth Season”, i brani che riconducono in porto il galeone dei Varesotti dove poco prima dello sbarco intonano il brindisi vichingo buono per ogni stagione ed occasione. E allora non resta che brindare alla ciurma della Aexylium urlando tutti insieme « Skal »!!!

FORMAZIONE
Gabriele Cacocciola: basso
Fabio Buzzago: chitarra solista
Steven Merani: voce
Stefano Colombo: tastiera
Federico Bonoldi: violino
Leandro Pessina: flauto
Alberto Mezzanotte: batteria
Talia Bellazecca: chitarra

SCALETTA
The Bridge
Immortal Blood
Vinland
Yggdrasil
Mountains
The Fifth Season
Skal

Approdati a terra, lasciamo l’isola dei pirati ed addentriamoci nel mondo power metal dei DRAKKAR!

Sulla breccia dal 1995, Davide Dell’Orto e compagnia bella sono attesi sul palco da una sempre più numerosa schiera di metallari. Metallari che sono subito ripagati infrangendo il muro del suono con una doppietta devastante! Una vera mazzata colpisce in pieno la platea e fin da subito si scatena un pogo indiavolato: “Chaos Lord” e “Horns Up” colpiscono forte ed il popolo metal apprezza e ricambia.

Lo spettacolo si rivela infuocato per tutta la propria durata, con Simone e Daniele (rispettivamente basso e batteria) che stendono un tappeto sonoro impressionante, iu cui trovano terreno fertile le chitarre di Dario e Marco che sostengono la ritmica scambiandosi gli assoli come fossero bruscolini! Un’accoppiata vincente che convince compagni di palco e spettatori con un’esibizione incredibilmente efficace. E poi…. e poi c’è lui: Davide. Davide incarna in pieno lo spirito power metal: voce potente, presenza e carisma sul palco come pochi, con la sua voce esalta in toto le partiture del gruppo. Senza di lui i DRAKKAR sarebbero ben altra cosa e sicuramente non nel senso buono. Vedere la risposta del pubblico durante “Revenge Is Done” e “Run With The Wolf” è impressionante. Sulla prima Davide fornisce un’ esecuzione vocale di altissimo livello, sulla seconda si uniscono ai cori i convenuti di questa serata. Dopo due esibizioni convincenti da parte di chi li ha preceduti, i Drakkar innalzano ulteriormente il livello fino ad arrivare al cuore del drago, la conclusiva “Dragonheart”, con la quale salutano tutti e danno appuntamento ai prossimi concerti del gruppo.

FORMAZIONE
Davide Dall’Orto: voce
Dario Beretta: chitarra
Simone Pesenti Gritti: basso
Daniele Ferru: batteria
Marco Rusconi: chitarra

SCALETTA
Chaos Lord
Horns Up!
Dragon ship
Eridan Falls
Revenge Is Done
Run With The Wolf
Invincible
Dragonheart

E giunge l’ora dei Vision Divine, il gruppo principale della serata targata W.F.R.

Siamo giunti al culmine e di certo non saranno i toscani a deludere le aspettative. Cominciamo col segnalare che alla batteria, da pochi giorni peraltro, siede Mattia Peruzzi. Il resto non ha bisogno di presentazioni, credo, quindi diamo il via alle danze descrivendo con parole e sensazioni quello che questo gruppo oramai mitico ci propone. Si parte a mille con “26th Machine”, preceduta da “Insurgent”: il brano esplode in tutta la sua potenza riversando sulle prime file un fiume sonoro che spazza via ogni titubanza. I Vision Divine dopo due anni di clausura son tornati e non ce ne sarà per nessuno. Olaf e Federico padroneggiano le sei corde come fossero un’estensione stessa del loro corpo, e quanto ne esce è impressionante per tecnica e precisione. Giri che affettano l’aria e penetrano nelle orecchie come bisturi diretti al cervello. La voce di Ivan Giannini colpisce per potenza, estensione e colore. Entra nell’anima e la sconvolge grazie alla capacità di modularsi alla bisogna. È la prima volta che sento Ivan dal vivo e vi assicuro che non ha nulla da invidiare ai suoi predecessori: anche quando la scaletta proponi i brani storici come “The Perfect Machine” o “The 25th Hour” la sua estensione si rivela granitica. Un ottimo acquisto, senza dubbio. Andrea e il già citato Mattia, nonostante le poche prove alle spalle, si rivelano molto ben assemblati; le linee di basso di Andrea sembrano sposarsi perfettamente con le massicce rullate di Mattia, che percuote le pelli con ferocia quando serve ma è anche dotato di una certa sensibilità che sfoggia all’occorrenza. Chi invece sorprende ogni volta di più è Alessio Lucatti: armato della sua tastiera, riesce ad unire, ispessire ed esaltare le melodie proposte e che lui stesso sottolinea con sapienza musicale sopraffina. Mattia ad un certo punto, forse per dimostrare ulteriormente di non essere da meno di Mike Terrana, si produce in un assolo dove unisce il bastone e la carota di cui sopra, con una padronanza tale da infiammare ulteriormente la sala ed i suoi occupanti. Il concerto prosegue con altri brani che han fatto del gruppo power-prog una delle realtà italiane più seguite ed amate in patria (e non solo). Si chiude con l’immancabile “La vita Fugge” durante la quale i proseliti della Divina Visione fanno sentire, ancora una volta, tutto il calore che il gruppo riversa dal palco e che ad esso è stato restituito, partendo dai dati del botteghino che certificano il tutto esaurito della serata.

 

FORMAZIONE
Olaf Thorsen: chitarra
Andrea “Tower” Torricini: basso
Federico Puleri: chitarra
Alessio Lucatti: tastiera
Ivan Giannini: voce

SCALETTA
Insurgent
The 26th Machine
3 Men Walk On The Moon
The Secret Of Life
When All The Heroes Are Dead
Violet Loneliness
The 25th Hour
Message To Home
Assolo di batteria
Breve introduzione – The Perfect Machine
Were I God
La Vita Fugge

  • *Piano Voce + Send Me An Angel + Outro non eseguite per motivi “tecnici”.

Non ci resta quindi che ringraziare il personale dello Slaughter e quello di We Fuckin Rock – Support The Underground per una serata da tramandare ai posteri.

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