ELDER & KADAVAR – Eldovar A Story Of Darkness & Light

Titolo: Eldovar A Story Of Darkness & Light
Autore: Elder & Kadavar
Nazione: Germania, Stati Uniti D'America
Genere: Rock
Anno: 2021
Etichetta: Robotor Records

Formazione:

Simon Bouteloup: basso
Michael Risberg: chitarra, tastiere
Nick DiSalvo: voce
Cristoph “Lupus” Lindemann: voce, chitarra
Cristoph “Tiger” Bartelt: batteria
Georg Edert: batteria


Tracce:

01 – From Deep Within
02 – In The Way
03 – El Matador
04 – Rebirth Of The Twins
05 – Raspletin
06 – Blood Moon Night
07 – Cherry Trees


Voto del redattore HMW: 8/10
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Carissimi amici e navigatori di Heavy Metal Webzine, sono prontissimo e felicissimo di recensire questo CD frutto della collaborazione tra i tedeschi Kadavar, che annoverano tra le loro file il cantante e chitarrista Christoph Lindemann, il batterista Christoph Bartelt e il bassista Simon Bouteloup, e degli statunitensi Elder, formati dal cantante Nick DiSalvo, dal bassista Jack Donovan, dal chitarrista e tastierista Michael Risberg e dal batterista Georg Edert. Il risultato di questa collaborazione è questa splendida ed emozionante raccolta pubblicata sotto l’etichetta Robotor e di cui mi accingo a darVi conto.

Siamo dinnanzi ad un lavoro che fonde sonorità che vanno dal rock alla psichedelia, al prog, all’hard rock ed addirittura in alcuni momenti alla fusion.

Il viaggio in questo mondo incantato inizia sulle note di “From Deep Within”, brano che alterna momenti melodici e trascinanti che toccano i lidi del folk ad altri che riportano alla mente l’heavy metal di matrice maideniana per poi ritornare su sonorità psichedeliche. Si prosegue alla grande con “In The Way”, traccia in cui si tocca il country miscelato con momenti folk ed heavy di stampo anni ottanta.

Una citazione a parte la meritano sicuramente “El Matador”, traccia atmosferica e folk dai sognanti ed emozionanti duelli tra batteria e chitarre, e le psichedeliche ed allucinanti “Rebirth Of The Twins” e “Raspletin”, impreziosite da arrangiamenti di chitarra piuttosto accattivanti.

La chiusura è affidata a “Blood Moon Night”, che sembra un tributo ai Black Sabbath, e a “Cherry Trees”, un bel brano introdotto da tastiere oniriche che fanno da tappeto allo splendido cantato.

Non posso che fare i complimenti a questi due gruppi per aver realizzato un piccolo capolavoro che farà felici molti, in quanto al suo interno si miscelano talmente tanti stili da render difficile scontentare chi si riconosce nei generi succitati.

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