CORPSEGRINDER – Corpsegrinder

Titolo: Corpsegrinder
Autore: Corpsegrinder
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Death Metal
Anno: 2022
Etichetta: Perseverance Music Group

Formazione:

George “Corpsegrinder” Fisher: voce

Charlie Bellmore: chitarra e basso
Nick Bellmore: batteria
Erik Rutan: chitarra su “Acid Vat”


Tracce:

01. Acid Vat
02. Bottom Dweller
03. On Wings Of Carnage
04. All Souls Get Torn
05. Death Is The Only Key
06. Crimson Proof
07. Devourer Of Souls
08. Defined By Your Demise
09. Master Of The Longest Night
10. Vaguely Human

Durata totale: 31:08


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori:
Ancora nessun voto. Vota adesso!
Please wait...

Visualizzazioni post:244

Con un po’ di ritardo rispetto ad altre testate, anche heavymetalwebzine.it vuole dire la propria opinione su una delle uscite più intriganti del panorama metal del 2022. Io sono il messaggero preposto a narrarvi qualcosa relativamente al debutto da solista di un artista trasversale, amato da pressoché chiunque, sia dai più accaniti deathster sia dai frequentatori saltuari della musica della morte: George “Corpsegrinder” Fisher!

Non starò qui a presentarvi chi egli sia perché lo reputo superfluo e francamente irrispettoso. La storia parla già da sola e non ha bisogno di ulteriori scempiaggini da parte di una persona che per varie questioni, non ultima l’età, non ha vissuto la scalata all’olimpo dell’estremo del Nostro (enorme) amico.

Insieme ai fratelli Charlie e Nick Bellmore, già colleghi di Dee Snider tra gli altri, il cantante dal collo più potente di sempre ci propone una mezz’ora scarsa, suddivisa in dieci canzoni, di death metal divertente e di facile ascolto, lontano come impostazione dal tipo di suono che è invece possibile udire durante le esibizioni col suo gruppo madre: i tempi non sono mai troppo elevati, se non nell’iniziale “Acid Vat“, scritta tra l’altro in collaborazione con il suo compagno nei Cannibal CorpseErik Rutan, e in “Crimson Proof” (una delle mie preferite), dove ad un attacco di natura molto ritmata segue un incedere molto vicino al punk hardcore.

Detto questo, non si pensi che l’assenza di BPM elevatissimi sia indicatore di pigrizia o di poca applicazione. Anzi, tutte le tracce del disco regalano almeno un paio di spunti di grande qualità, dai ritornelli davvero immediati – come in “On Wings Of Carnage” e in “Master Of The Longest Night“, segnale di una vera dedizione al progetto e della volontà di renderlo accessibile più o meno a tutti – ai riff di differente matrice – è possibile individuare il classico tremolo death in “All Souls Get Torn” ma anche le variazioni più contemporanee, di derivazione deathcore, (per come vengono gestiti chitarra e basso) di “Death Is The Only Key“.

C’è sempre grande curiosità e anche molto scetticismo per le uscite soliste di artisti che hanno rappresentato e ancora oggi rappresentano la storia di un determinato genere. Corpsegrinder è un lavoro che riuscirà ad accontentare i fan del bravo cantante, tra l’altro sempre impeccabile nelle sue esibizioni al microfono, ma anche gli avventori meno abituati a queste sonorità.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.