HARDCORE SUPERSTAR – Abrakadabra

Titolo: Abrakadabra
Autore: Hardcore Superstar
Nazione: Svezia
Genere: Glam Metal Moderno
Anno: 2022
Etichetta: Gain

Formazione:

Jocke Berg – Voce
Martin Sandvick – Basso
Magnus “Adde” Andreasson – Batteria
Vic Zino – Chitarra


Tracce:

01. Abrakadabra
02. Influencer
03. Foreverer And A Day
04. Weep When You Die
05. Give Me A Smile
06. Catch Me If You Can
07. One For All
08. Dreams In Red
09. Throw A Brick
10. Fighter


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 8.5/10
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Glam metal. Un genere in grado di creare contese tra metallari di tutte le epoche. Da molti considerato un genere poco attinente alla vera essenza dell’heavy metal, troppo poco serio e cattivo per essere preso sul serio, anche per via di quella superficialità insopportabile nei testi perennemente collegati al far baldoria, abusare di alcolici e droghe senza sosta e andare a caccia di ragazze e ragazzi. Lo sconcerto che mi crea sentire parlare male di gruppi come Skid Row e Mötley Crüe è pari soltanto alla consapevolezza che tali malelingue probabilmente non entravano e mai entreranno alle feste…

Terminato questo sproloquio, mi appresto a presentare l’ottavo disco degli svedesi Hardcore Superstar, da ormai più di un decennio sulla cresta dell’onda quando si parla di glam moderno. Abrakadabra si compone di dieci brani pieni di genuino heavy metal, tutti ampiamente scorrevoli e ottimamente confezionati e, seppur non particolarmente innovativi, sicuramente divertenti e ben costruiti per le classifiche rock, dove probabilmente (perlomeno in patria) arriveranno ad occupare buone posizioni.

I quaranta minuti dell’album scorrono senza intoppi e non è possibile individuare brani riempitivi o buttati lì per far numero e già con il trittico iniziale di “Abrakadabra“, “Influencer” e “Forever And A Day” si rende chiaro il canovaccio e si apre la strada alle restanti canzoni, tutte a loro modo apprezzabili e di facile ascolto e comprensione. “Catch Me If You Can” è uno dei momenti più alti, tirata e contenente un ritornello davvero gradevole; “Throw A Brick” mostra la parte più sperimentale del gruppo, mentre la conclusiva “Fighter“, completamente acustica, pone dolcemente fine all’opera.

Non sempre apprezzati dal pubblico per via delle motivazioni già addotte in precedenza, gli Hardcore Superstar piazzano un altro bel colpo e riabilitano il buon nome del Glam Metal, almeno per chi crede nella festa perpetua e nella bellezza del fare le sei del mattino scorgendo l’alba mentre il grigiore si addensa nel cuore di chi si infligge miseria e isolamento.

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