NEW HORIZON – Gate Of The Gods

Titolo: Gate Of The Gods
Autore: New Horizon
Nazione: Svezia
Genere: Power Metal
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers Records

Formazione:

Erik “Power” Grönwall: voce

Jona Tee: basso, chitarre, tastiere e cori


Tracce:

01. A New Horizon (Intro)
02. We Unite
03. Stronger Than Steel
04. Cry For Freedom
05. Call Of The Underground
06. Stardust
07. Event Horizon
08. The End Of All
09. Fearless
10. Gate Of The Gods


Voto del redattore HMW: 7/10
Voto dei lettori: 8.0/10
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I New Horizon sono un gruppo power metal fondato in Svezia l’anno scorso dal cantante Erik Grönwall e dal polistrumentista Jona Tee, amici nonché ex compagni negli H.E.A.T. Il genere proposto suona alquanto strano se si pensa che il cantante scandinavo era fino a pochi mesi fa proprio negli H.E.A.T, uno dei migliori gruppi di hard rock melodico in circolazione. Tee, in questo debutto, invece si occupa del basso, delle chitarre, della tastiera e dei cori. Il gruppo propone un misto di power ed heavy metal, intervallato da un po’ di metal sinfonico. Il tutto funziona bene ma si sentono tra i solchi del disco troppe influenze nette di gruppi famosi.

Jona descrive la sua musica “un misto tra power classico e heavy metal, con un tocco di 2021”.

I due membri dei New Horizon all’inizio avevano ipotizzato di chiamare a sé una serie di cantanti solisti per la buona riuscita del disco, salvo poi cambiare idea dopo che Erik ha cantato più che egregiamente i primi brani in studio. Accompagnano comunque i due artisti degli ospiti importanti: Sam Totman (DragonForce), Love Magnusson (Dynazty), Dave Dalone (H.E.A.T), Robban Bäck (Mustasch), Niko Vuorela (Temple Balls) e Laucha Figueroa. I due padroni di casa sono ben affiatati e quanto scritto da Jona calza a pennello ed Erik, che si dimostra cantante eclettico e potente.

“È stato piuttosto naturale continuare a lavorare insieme. Abbiamo girato praticamente in tutto il mondo e pubblicato musica insieme. Jona è davvero come un fratello di sangue e i New Horizon saranno il nostro catalizzatore per produrre dell’ottimo metal e divertirci un po’”, afferma Gronwall (fresco di ingresso negli Skid Row americani).

Il tema sonoro di Gate Of The Gods è epico e robusto. I nostri sciorinano melodie interessanti senza mai allontanarsi dal tradizionale classic metal. Le eroiche battute iniziali (circa un minuto e mezzo) dell’ottantiana “New Horizon” sono sofisticate e sottili grazie alla tastiera di Jona e danno un assaggio melodico di quello che è a venire. Il seguito è un radicale cambio di marcia perché We Unite corre alla velocità della luce, lasciando energia e pura adrenalina nei timpani dell’ascoltatore. Classico power metal europeo super melodico, pompato nei cori e che trascina grazie alla furiosa chitarra elettrica dalla prima all’ultima nota. Con l’assillante “Stronger Than Steel” si va in estasi grazie a riff di chitarra cadenzati, a un ritornello molto convincente e alla voce rauca di un Erik irriconoscibile. Sulla stessa scia la velocissima e power “Stardust”, guidata da una bella tastiera e una sezione ritmica spietata. Il ritornello ricorda gli H.E.A.T, così come l’intermezzo atmosferico dove il duo rallenta bruscamente. Gli accordi e i rapidi assoli di chitarra richiamano invece i finnici Stratovarius dei tempi di quando il genere era all’apice del successo. Il limite di velocità viene ancora superato dai due musicisti in “Cry For Freedom”, traccia che unisce potenza e melodia per merito anche delle armoniche corde vocali del versatile Grönwall e dell’abile Jona alle sei corde, che si sbizzarrisce in assoli tastieristici e chitarristici al fulmicotone. Il ritmo infuocato non si esaurisce neppure nel prosieguo, con “Call Of The Underground”, sostenuta da effetti di sintetizzatore ed in cui la voce colpisce ancora, per note toccate e timbrica. L’unica nota stonata del pezzo è la confusione e la voglia di mescolare troppe idee, come le ambientazioni blues e sinfoniche, che non portano da nessuna parte.

“Event Horizon” risalta ancora la bravura del gruppo nel proporre un ritmo forsennato portato avanti da tastiera e chitarra. L’agilità vocale e melodica, con una perfetta sezione ritmica, fanno il resto ma il gruppo si adagia quasi sempre su stili un po’ inflazionati e risalenti agli anni ’90, Edguy ed Helloween su tutti. La baldanzosa “The End Of All” è un vero e proprio inno moderno vicino al suono dei Powerwolf e degli HammerFall, sviluppando un’atmosfera battagliera ed eroica.   “Fearless” è un’altra esplosione vertiginosa di suoni con un inizio di chitarra infernale e speditissimo. Tra le cose meglio riuscite, la ritmata “Gate Of The Gods”, inserita a fondo scaletta, che chiude l’opera lasciando con sé un’atmosfera orchestrale carica di eccitazione, con un forte tono orientale.

Questo debutto merita il sostegno per questi due artisti che sono riusciti a creare canzoni interessanti, pesanti, piene di giri arrabbiati e ottimi assoli di chitarra; mitigate poi da gustose melodie mutuate principalmente dal loro recente trascorso negli ultra-citati H.E.A.T. Il pezzo forte è comunque Grönwall, che gestisce attentamente la sua elevata estensione vocale e la timbrica ora rabbiosa ora serena. Gate Of The Gods sancisce quindi la nascita di un nuovo gruppo power metal pronto a dire la propria in un genere che, purtroppo o per fortuna, non è mai cambiato. I New Horizon non hanno alcuna intenzione di operare stravolgimenti di sorta: desiderano solo crescere e distinguersi un poco di più. Ne saranno capaci? Chi vivrà vedrà.

 

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