INCITE – Wake Up Dead

Titolo: Wake Up Dead
Autore: Incite
Nazione: Stati Uniti D'America (Arizona)
Genere: Thrash/Groove Metal
Anno: 2022
Etichetta: Atomic Fire

Formazione:

Richie Cavalera: voce
Christopher “El” Elsten: basso
Lennon Lopez: batteria
Eli Santana: chitarra

Max Cavalera (ospite): voce aggiunta in “War Soup”


Tracce:

01.   Fuck With Me (Wake Up Dead)
02.   War Soup
03.   Sucker Punched
04.   Deadbeat
05.   Mental Destruction
06.   Built To Destroy
07.   Stagnant
08.   Fallen
09.   The Aftermath
10.   The Slaughter


Voto del redattore HMW: 6,5/10
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Sembra ieri che volarono da quel palco di provincia alcune copie di Divided We Fall e Murder, unici due dischetti fino ad allora stampati dietro casa da quei ragazzi esili e asciutti come solo i ventenni hanno la sfacciataggine di essere. Avevano appena sputato l’anima davanti a un pubblico a macchia di leopardo e poco interessato al solito riempitivo capitato su assi il cui unico onore quella sera sarebbe stato di farsi calpestare dalle tennis sdrucite di Max Cavalera. Mi chiedo se oggi – oggi che, prima ancora di fondare un gruppo, l’Occidente intero è al corrente di chi dipingerà gli angoli di ciascuna facciata di tutti i formati in cui ne saranno stampati i primi sei album, chi ne masterizzerà ciascuna delle tracce audio e quali saranno le attesissime scalette di ciascun indimenticabile concerto spaccaossa suonato magnificamente di spalla ai migliori gruppi di sempre in locali per forza iconici – qualcuno si prenderebbe briga maggiore e vi presterebbe attenzione per curiosità artistica e non per via dello stato di famiglia del cantante.

Ricacciàti in tasca questi pensieri e tenuto conto dell’innegabile realtà che la proposta era comunque quella che era, non posso certo strapparmi i capelli per essermi concessa finora l’unica eccezione di Up In Hell, terzo dei sei album che seguirono le due autoproduzioni in apertura di articolo.

Pur sommariamente fedeli a un filone che è arido per scelta ed autocelebrativo per natura, gli Incite colpiscono diritto e duramente e lo scopo è senza dubbio raggiunto. Parliamo di thrash metal e post-thrash metal ovvero, quest’ultimo, il thrash secondo i Pantera: chitarra dal modo ritmico esasperato e dal suono iper-compresso, voce mutuata dall’hardcore, batteria devota al thrash newyorkese e una produzione che fu di lì in poi determinante, invadente e massificata. A distanza di trent’anni, senza sviscerare in questa sede gli sviluppi innescati da quel maremoto, possiamo dire che si tratta di uno stile ben masticato, digerito, parte assimilato e parte espulso e rimasticato. Wake Up Dead mostra un gruppo capace di assestare tutte le stilettate che può nella strettoia in cui è incastrato; solido e credibile – a tal punto da rivolgersi a Steve Evetts e non a un criminale qualunque. A fianco di pezzi ordinarî e spesso più propriamente groove si battono altri che sollevano la media in forza di qualità e diversificazione – diversificazione che Evetts si prodiga per mantenere e NON per abbattere. “Fuck With Me (Wake Up Dead)”, “Deadbeat”, “Stagnant”, “Fallen” e “The Slaughter” sono canzoni valide e tutte a proprio modo differenti le une dalle altre, che piaccia o meno il genere/sotto-genere. Tra un giro thrash maligno, un assolo panteroso senza la ritmica, un accenno a Painkiller, un brano con voce meno sporca, un fraseggio semplicemente azzeccato … e una coesione che sa di amicizia prima che di spirito di squadra.

È vero che l’onestà conta più di ogni altra cosa così come lo è che gli Incite non oltrepasseranno mai di molto la sufficienza. Però, gente, non è una gara … e che sia maledetto chi pensa il contrario.

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