ROAD SYNDICATE – Vol. II

Titolo: Vol. II
Autore: Road Syndicate
Nazione: Italia
Genere: Hard Rock
Anno: 2022
Etichetta: indipendente

Formazione:

Lorenzo Cortoni: voce e chitarra
Fabio Lanciotti: chitarra solista
Jonna: basso e cori
Cristiano Ruggiero: batteria


Tracce:

01.   Take Me High
02.   The Hard Place
03.   Watch Me
04.   Friend Of Mine
05.   Night Ride
06.   Fallin’
07.   The Road
08.   I Don’t Believe In You
09.   The Achab Song

Durata totale: 38:43


Voto del redattore HMW: 7,5/10
Voto dei lettori: 6.8/10
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A poco meno di due anni di distanza dall’ultima pubblicazione, ritornano i rocker romani Road Syndicate! Ritorno più che gradito dal sottoscritto che li conobbe nella calda estate del 2020, quando ancora ero alle prese con i primi tentativi di recensione su una pagina Instagram. Sono contento di dire che di acqua ne è passata sotto i ponti, le recensioni le faccio ancora e questa è la prima volta che scrivo nuovamente del medesimo gruppo. Piccole soddisfazioni.

Nel 2020 i Road Syndicate pubblicarono il debutto Smoke ed oggi danno alle stampe il più classico dei Vol. II, un concentrato di carica hard rock che supera per certi versi anche la freschezza del predecessore. Difatti, lungo le nove canzoni proposte per l’occasione è molto facile lasciar partire il piedino e tenere il ritmo al suono di chitarre distorte, cori gustosi e attitudine stradaiola, già dipinta dalla diapositiva che campeggia sulla copertina in bianco e nero, ritraente una ragazza in abiti da motociclista, sdraiata su di un prato. Immagine bucolica a dir poco.

La scarica comunicata dalle canzoni in apertura, “Take Me High“, “The Hard Place” (della quale è disponibile il video su YouTube) e “Watch Me” è innegabilmente elettrica e ci riporta sulla strada (“The Road“) mai abbandonata anche dopo la fine del precedente album. Ascoltare per credere: la direzione stilistica non è cambiata particolarmente ma è possibile avvertire una maggiore compiutezza dei brani e soprattutto una fase solista della seconda chitarra realmente intrigante e più presente in ogni pezzo.

Non mancano poi i momenti più malinconici come “I Don’t Believe In You” e “Fallin’” che, come da copione per un disco di questo canone, aiutano a spezzare la tensione e a rendere il prodotto finale decisamente eterogeneo e ulteriormente valido.

In meno di ventiquattro mesi, i Road Syndicate piazzano un colpo superiore anche a quello sparato con il loro esordio. Complimenti!

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