FM – Thirteen

Titolo: Thirteen
Autore: FM
Nazione: Regno Unito
Genere: AOR
Anno: 2022
Etichetta: Frontiers

Formazione:

Steve Overland: voce e chitarra
Merv Goldsworthy: basso
Pete Jupp: batteria
Jem Davis: tastiera
Jim Kirkpatrick: chitarra


Tracce:

01. Shaking The Tree
02. Waiting On Love
03. Talk Is Cheap
04. Turn This Car Around
05. Love And War
06. Long Road Home
07. Be Lucky
08. Every Man Needs A Woman
09. Just Got Started
10. Fight Fire With Fire
11. Be True To Yourself


Voto del redattore HMW: 8/10
Voto dei lettori: 8.0/10
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Dopo il bel Synchronised di due anni fa, i mitici britannici FM ritornano alla carica presentando ancora le influenze blues e soul degli ultimi tempi, piuttosto che puntare solo sul puro AOR dal caratteristico suono inglese e americano. Per carità, non hanno cambiato il loro suono, ma per certi versi questo nuovo lavoro in studio, intitolato Thirteen, mostra un’evoluzione e aggiunge robustezza al loro avvincente melodic rock al quale eravamo abituati. Il titolo, naturalmente, rappresenta il tredicesimo album in carriera degli anglosassoni, che presentano delle canzoni di alta qualità e freschezza compositiva. La formazione è sempre la stessa dal 2008, con il bassista Merv Goldworthy, il batterista Pete Jupp, il chitarrista Jim Kirkpatrick, il tastierista Jem Davis e lo stratosferico cantante Steve Overland, che nonostante l’età è ancora uno dei migliori in circolazione e qui non disdegna neppure di suonare alcune parti di chitarra.

Le danze di Thirteen sono aperte dal possente hard rock melodico di “Shaking The Tree”, dal piacevolissimo ritornello, da tellurici riff di chitarra, da una perfetta sezione ritmica e dalla voce passionale e calda di Steve. L’ugola di Overland è ancora potente e sempre sbalorditiva, come nella fortemente FM, “Waiting On Love”: traccia ritmata, radiofonica e con un ritornello coinvolgente circondato da indovinati cori e che trasudando semplicemente classe dall’inizio alla fine.

La ballata blues “Long Road Home”, insieme a “Love And War”, sono i due momenti più sentimentali. La prima è un lento pigro, quasi malinconico dal suono settantiano a stelle e strisce, rinforzato da un bel pianoforte. La seconda, ancora venata di blues, è segnata dai giri funk-rock di chitarra di Kirkpatrick, che insieme a Davis sprigiona morbidi accordi acustici e un bellissimo assolo, ma si allontana un po’ dagli standard del gruppo; la qualità del ritornello è comunque incredibile, grazie anche ai toni vocali acuti.

“Talk Is Cheap” ha un suono più duro e una sei corde blueseggiante, ma possiede sempre un ritornello molto orecchiabile e screziato di AOR. Il prosieguo di “Turn This Car Around”, dal sapore prog, ha un inizio che assomiglia a “Summer Of 69” di Bryan Adams e anche il cantato stranamente si avvicina a quello dell’artista canadese. Forse un omaggio o un’influenza, ma qui si perde di originalità in un brano che comunque si apprezza per il ritmo veloce e la melodia morbida. L’atmosfericamente AOR “Be Lucky”, guidata da una battente sezione ritmica, rievoca alcune armonie anni ottanta molto sofisticate, grazie soprattutto ai sintetizzatori, ai cori incrociati e ai toni un po’ aspri di Overland – ancora una volta un elemento determinante per la riuscita del pezzo. Pete Jupp e Merv Goldsworthy macinano chilometri con il basso e la batteria nell’ipnotizzante hard rock dagli spunti funk e blues di “Every Man Needs A Woman”, sostenuti dalla chitarra e dai tappeti di tastiera. La parte finale del disco continua a rafforzarsi con il ritmo cadenzato del discreto rock di “Just Get Stared”, contraddistinto da giri intermittenti e una batteria martellante, elementi ai quali tiene testa solo l’acutissima voce. “Fight Fire With Fire” parte in quarta con un bel lavoro di doppia chitarra e riporta il gruppo ad alti livelli grazie al colossale coro e alle estensioni vocali di Steve. La cupa “Be True To Yourself” riprende l’andamento sonoro dei primi brani ma con meno enfasi e sentimento: un funk rock che ricorda i Toto, ricco di assoli e virtuosismi di chitarra tecnicamente ineccepibili.

Thirteen unisce bene le influenze e i suoni più leggeri dell’AOR con quelli più duri dell’hard rock melodico, mischiandovi egregiamente blues, soul e funk. Disco da ascoltare obbligatoriamente in auto durante un lungo viaggio, per sognare di luoghi e situazioni migliori di quelle che purtroppo ancora oggi stiamo vivendo. Ottima musica per le orecchie e per la mente … e per chi non crede alla superstizione! Per gli FM il numero 13 non porta male… e non sarà certo questo album a contraddirli.

2 commenti su “FM – Thirteen”

  1. Complimenti! Questa è la recensione più accurata e veritiera che ho trovato in rete su questo splendido album della mia band preferita.. ma non certo il migliore della loro lunga carriera.
    Secondo me la scelta dei singoli (specialmente gli ultimi 2) per promuovere l’album è stata sbagliata.. quella TurnThisCarAround infatti è forse il brano meno interessante del lotto ! Davvero inspiegabile non aver puntato su un brano “esplosivo” come la straordinaria “FighFireWithFire” !

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