NIGHT DEMON – Year Of The Demon

Titolo: Year Of The Demon
Autore: Night Demon
Nazione: Stati Uniti D'America
Genere: Heavy Metal
Anno: 2022
Etichetta: Century Media

Formazione:

Jarvis Leatherby: voce, basso
Dusty Squires: batteria
Armand John Anthony: chitarra


Tracce:
  1. Empires Fall
  2. Kill The Pain
  3. Are You Out There
  4. Vysteria
  5. In Trance
  6. Fast Bikes
  7. 100 MPH
  8. The Sun Goes Down
  9. Wasted Years
  10. Top Of The Bill

Voto del redattore HMW: 8/10
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Per festeggiare il decimo anniversario di carriera, gli statunitensi Night Demon pubblicano questa raccolta dal titolo di Year Of The Demon. Il disco non è una normale raccolta che riassume il primo decennio del terzetto (capitanato da Jarvis Leatherby e in forza anche ai Cirith Ungol), bensì raccoglie i cinque singoli pubblicati solo in vinile nel 2020. Un totale di dieci brani, dei quali sei sono delle cover.

Quello che colpisce subito nella proposta musicale – un sano e diretto Heavy Metal, senza troppi fronzoli – dei Night Demon è la forza e l’energia che caratterizzano i loro brani, ricordando per aggressività e potenza terzetti ben più noti quali (gli attuali) Raven e Anvil.

Il disco si apre subito a tutto gas con la coinvolgente “Empires Fall” che si apre ad una parte melodico-acustica di ampio respiro, solo per preparare un classico assolo che sfocia nel ritornello super-orecchiabile. Sfido chiunque a non spaccarsi il collo alle note della successiva “Kill The Pain”, pezzo con melodie di chitarra che rimandano, fra gli altri, agli Iron Maiden, pur mantenendo un tocco fresco che connota il suono del terzetto. “Are You Out There” è una stupenda canzone cadenzata che ti si piazza subito in testa. Come dichiarato dal gruppo, è un omaggio al compianto Phil Lynott e ai Thin Lizzy, tributo che prosegue con la rilettura di “The Sun Goes Down”. Infine “Vysteria”, con un’introduzione bella epica, è un’altra badilata in faccia con dei passaggi al limite del punk/metal: boom!

Questi quattro pezzi sembrano essere stati scritti per una dimensione da palco e sono certo che entreranno subito di diritto nella scaletta del gruppo.

Degna di nota la prestazione vocale di Leatherby, così decisamente ottantiana. In particolare nelle cover dal vivo di due vecchi successi degli intramontabili Scorpions (“In Trance” e “Top Of The Bill”), impreziositi dalla presenza dell’unico e inimitabile Uli Jon Roth e nei quali il bassista-cantante riesce a portare i brani ad una nuova dimensione, e nel classico dei Maiden, “Wasted Years”: in quest’ultimo pezzo è interessante notare come Leatherby si inserisca, vocalmente, fra Dickinson (melodia e potenza vocale) e Di’Anno (aggressività).

Immancabile, ovviamente, una cover dei Cirith Ungol, dove Leatherby duetta con Tim Baker: la scelta cade sulla classica “100 mph”. Infine “Fast Bikes”, una cover dei (per me) sconosciuti LeGriffe, che si incassa perfettamente nel contesto di questo Year Of The Demon.

Riassumendo, si tratta di un bel disco, godibilissimo, con una produzione diretta e genuina, di buona qualità anche per i brani dal vivo. Un gruppo solido, composto da musicisti validi e che spero riesca a conquistare maggiore notorietà poiché decisamente meritata.

In attesa del nuovo lavoro dei Night Demon (che gli stessi hanno annunciato per inizio novembre 2022), non posso che consigliarvi vivamente questo disco.

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