MIDNITE HELLION – Kingdom Immortal

Titolo: Kingdom Immortal
Autore: Midnite Hellion
Nazione: Stati Uniti d'America
Genere: Heavy Metal
Anno: 2022
Etichetta: Power Chord Productions

Formazione:

Rich Kubik – voce, basso
Charles Koegler – chitarra
Drew Rizzo – batteria


Tracce:

01. H.M.O.
02. She-Demon
03. Phantomland
04. Rapscallion
05. Speed Demon
06. Resurrected
07. Army Of The Dead
08. In Sickness And In Hell


Voto del redattore HMW: 7/10
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Ecco un altro disco rimasto sommerso dall’ennesima ondata di altre pubblicazioni e tornato alla luce all’esaurirsi dei titoli che lo avevano sopravanzato reclamando le attenzioni negategli a suo tempo, Kingdom Immortal rappresenta il secondo album per i Midnite Hellion, gruppo americano attivo dal 2011 che aveva pubblicato il suo primo album Condemned To Hell nel 2017 su Witches Brew: questa nuova fatica discografica vede l’esordio su full length del chitarrista Charles Koegler – arrivato nel 2019 per sostituire Jeremy Moles – e viene rilasciata da Power Chord Productions, sconosciuta etichetta del New Jersey (come la band) che non mi stupirebbe se vedesse coinvolto qualche membro dei Midnite Hellion.

Lasciamo perdere le divagazioni e torniamo alle questioni relative a Kingdom Immortal, disco che è stato registrato in sei giorni e che cattura in modo efficace la proposta dei Midnite Hellion, autori di un heavy metal diretto ed essenziale, in cui ho assaporato qualche spunto thrashy e dove non c’è spazio per soluzioni cervellotiche. Il trio del New Jersey trae ispirazione dagli anni ottanta (inglesi in particolare, mi hanno riportato alla memoria diverse formazioni “minori” dal suono immediato, un po’ grezzo e privo di fronzoli) e si avvale di una produzione piuttosto attuale che ben evidenzia il contributo della chitarra, producendo infine otto brani per trentacinque minuti di album: d’altronde, Rich Kubik lo canta forte e chiaro nel ritornello del potente brano d’apertura “H.M.O.”, ..Heavy Metal In Your Face.. è esattamente cio’ che riceviamo con la maideniana “Speed Demon” – brano tanto breve quanto incisivo – la più cadenzata “Rapscalion”, la trascinante “Phantomland”, il crescendo martellante di “She-Demon”, la veloce ed energica “In Sickness And In Hell” e l’impatto thrasheggiante di “Resurrected”.

Una menzione a parte la meritano i quasi otto minuti su cui si snoda “Army Of The Dead”, dove una lunga introduzione strumentale dalle atmosfere inquietanti ci conduce ad una parte centrale che si riallinea alle sonorità metalliche sinora ascoltate, per poi aprirsi ad una terza ed ultima parte che riporta in primo piano toni evocativi ed oscuri: sicuramente il pezzo più particolare del lotto e quello più inatteso, quantomeno da me, per la sua forma variegata rispetto al resto della scaletta.

Croce e delizia di Kingdom Immortal è, a mio parere, il cantante Rich Kubik: non un fuoriclasse del microfono, piuttosto un buon mestierante che, per timbro e stile, mi sembra sia decisamente più a suo agio su pezzi dal tiro thrash come “Resurrected”.

Detto ciò, rimane da scrivere che, probabilmente, Kingdom Immortal non strapperà i Midnite Hellion dal loro status underground, ma è sicuramente un buon disco, divertente e piacevole: non è poca cosa, concedete alla band una possibilità!

 

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