BONGZILLA + TONS – Bunker (TO)


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Altro giro, altra corsa! Dopo il bello spettacolo degli Ottone Pesante tenutosi un paio di settimane fa, il 13-04 è stato il turno di altri pesi massimi dell’estremo, questa volta direttamente dagli Stati Uniti: i Bongzilla!

Il locale che ospita l’evento è il Bunker di Via Paganini, polistruttura non molto distante dal centro città e alquanto suggestiva per via della sua posizione a ridosso delle colline torinesi oltre che per la natura “post-industriale” dell’ex stabilimento dove si posiziona il palco.

Alle 21:30 è già presente una folta folla di metallari in vibrante attesa del primo dei due concerti programmati per la serata. Stasera tocca ai torinesi Tons dare il via alle (infernali) danze! I quattro si sono imbarcati in tour con i loro corrispettivi americani e questa è la sesta di una serie di date che li vedrà impegnati per tutto il mese di aprile e maggio in giro per Europa continentale e isole britanniche.
I Tons non sono certo dei novellini e, forti del pubblico di casa, si esibiscono per una quarantina di minuti, regalandoci un riscaldamento di livello altissimo grazie alla proposta di alcuni tra i loro brani più riusciti e pesanti, come “Those Of The Unlighter” e l’immancabile “99 Weed Balloons“, davvero davvero epica dal vivo. Paolo, il cantante, è in gran forma e i suoi immondi strepiti vocali sembrano provenire direttamente da un’altra dimensione, ma va reso giusto merito anche ai suoi compagni, capaci di presentare un repertorio variegato e suonato in maniera assolutamente perfetta, senza sbavature e concluso con alcune canzoni provenienti dalla loro prima manifestazione discografica, di natura più hardcore punk. Il sudore scorre già a litri sotto il palco. Grandi!

Formazione Tons
– Phatty Bombo: voce e basso
– Steuso: Chitarra
– Pablito Màs: Chitarra
– Dominator: Batteria

Scaletta
– Chronic Morning Obesity Pt.1
– 99 Weed Balloons
– Those Of The Unlighter
– Rime Of The Ancient Grower
– Slowly We Pot
– Sailing The Seas Of Buddha Cheese

 

Dopo una pausa di una ventina di minuti, alcuni ruggiti ribassati di tono avvertono gli avventori che i tre metallari più sballoni in circolazione stanno per dar fuoco alle polveri. È ora dei Bongzilla! Salendo sul palco, il cantante e bassista Mike Makela richiede in consolle un bello sfondo colorato, naturalmente di verde, e da quel momento comincia una lunga sequenza di brani eguagliata solo dalla lunga sequenza di sigarette di Marijuana (siamo pur sempre una rivista di rilevanza nazionale: per sinonimi e modi gergali, scrivetemi in privato 😉) che il trio è in grado di aspirare avidamente.

Va però dato atto di una cosa: la prima fase del concerto, durante la quale il gruppo presenta alcune delle sue composizioni più conosciute, come “Greenthumb” e “Ameijuanican“, è stata indubbiamente la migliore per intensità ed effettivo coinvolgimento del pubblico. Si sa che lo sludge/stoner non è riconosciuto come da ballo per eccellenza, ma fino a circa una mezz’ora di concerto tutti gli spettatori parevano più che soddisfatti dello spirito e delle scelte di scaletta e, invece, per la restante ora la sensazione avvertita è che il gruppo fosse entrato sì in uno stato più alto di coscienza, ma senza rendercene partecipi.

La presenza di quattro nuovi brani ha abbassato moltissimo la tensione sonora avvertita in prima battuta, rendendo il concerto, dalla sua metà in avanti, quasi un’esperienza intima, durante la quale a brani di dieci minuti l’uno si alternavano altri da dieci minuti, rendendo l’approdo alla meta francamente stancante. Impazienza o presunzione del sottoscritto? Può essere, ma in fin dei conti le scelte di scaletta avrebbero potuto tenere un po’ più in considerazione le reazioni del pubblico, progressivamente meno caldo e scatenato. Per rianimare gli spiriti e regalarci una focosa buonanotte, ecco ritornare sul palco Paolo dei Tons, per cantare insieme l’ultimo pezzo e formare per l’occasione, come qualche burlone diceva, i Tons(z)illa.

Complimenti comunque a tutti e due i gruppi per averci regalato l’occasione di assistere ad un concerto raro ed unico nel suo genere, e anche grandi complimenti al fonico, che è stato in grado di rendere lo spettacolo dal vivo simile ad un ascolto dal giradischi, con suoni e volumi calibrati ottimamente.

Formazione Bongzilla
– Mike “Muleboy” Makela
– Jeff “Spanky” Schultz
– Dirty Mike “Magma” Henry

Scaletta
– Sundae Driver
– Amerijuanican
– Greenthumb
– Stone A Pig
– Free The Weed
– Mother’s Flowers Little Helper
– Space Rock
– Inedito n. 1
– Inedito n. 2
– Inedito n. 3
– Inedito n. 4
– Chronic Morning Obesity Pt. 2    (Tons[z]illa)

 

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