Pillole d’Acciaio #3-2022

Titolo: Pillole D'Acciaio
Tracce:

SON OF SORROW – NO HOPE FOR THE FALLEN

NEPTHISIS – SPIRAL HOLLOW

AZOTHYST – BLOOD OF DEAD GOD

BÖLLVERK – HEADING FOR THE CROWN


Voto dei lettori: 9.5/10
Please wait...

Visualizzazioni post:547

Premessa: negli ultimi anni sono aumentate in modo esagerato le pubblicazioni musicali (in ogni settore). Solo nel genere heavy, che include una miriade di sottogeneri ed un quantità esagerata di gruppi underground, sono decine di migliaia i demo, gli EP, gli album… Impossibile seguire tutto? Certo, soprattutto se ci si allontana dai gruppi TOP e si scende verso l’oscurità. Ci sono artisti validi che passano in secondo piano e potevamo noi forse dimenticarli? NO!

Da qui la necessità di creare una serie di articoli/pubblicazioni oltre la classica recensione, che prevede ascolti e tempi di realizzazione più lunghi. Una sorta di breve presentazione di artisti ed uscite, come una volta si poteva trovare sulle riviste di settore.

Ricordatevi di ascoltare il nostro Dottore. Benvenuti a Pillole D’Acciaio!!!

 

 

SON OF SORROW – NO HOPE FOR THE FALLEN (autoprodotto)

No Hope For The Fallen è l’ultimo EP degli spagnoli Son Of Sorrow, nati nel 2015 dalla collaborazione fra la cantante inglese Alex Padina e il chitarrista spagnolo Manu Piñeiro. La voce di Alex è molto gradevole e viene enfatizzata al meglio dal comparto sonoro, che ci porta in dote sei pezzi gothic metal molto standard ma godibili. In attesa di un nuovo disco, un bel « bravi! » a questi ragazzi non lo toglie nessuno… (Fabio Rancati)

Bandcamp   –  FacebookMetal Archives

 

 

 

NEPTHISIS – SPIRAL HOLLOW (autoprodotto)

Sheila Eden è la mente dietro il nome Nepthisis, chiaro riferimento alla divinità egizia. Spiral Hollow è un disco molto interessante, nato durante la pandemia e che racchiude elementi goth, industrial, elettronici e sperimentali. Sheila ci invita ad annichilirci in costruzioni sonore disturbanti, a sanguinare in silenzio mentre i mostri ci dilaniano l’anima. Nepthisis è una stanza senza uscite ma in continuo mutamento, piena di fantasmi, paure, dolori e angoscia per il futuro. È un disco che sa dare soddisfazioni in cambio di tanta, tanta sofferenza spirituale. Io vi ho avvertiti… (Fabio Rancati)

Bandcamp   –  Facebook

 

 

 

AZOTHYST – BLOOD OF DEAD GOD (Godz Ov War)

L’intenzione di questi Azothyst sarebbe quella di continuare la tradizione di (non a caso sono canadesi) Blasphemy e belve simili, ma non sono sicura che al momento possano mettere in pericolo la supremazia di chi ha sparso sangue e scoperchiato tombe prima di loro. Giri impazziti, ritmi sostenuti ma troppo freddi, voce infernale quasi al punto giusto. Pezzi come “Eradication Altar” e “Rites Of Ascendancy” sono sicuramente catacombali e mortiferi e gli occasionali rallentamenti danno poi più spinta quando torna la velocità, ma mi pare che manchi qualcosa. Sei pezzi, di cui due sono dei brevi strumentali atmosferico-rumoristi. Stampano quei pazzoidi della Godz Ov War. (ZZ)

Bandcamp    –   Metal Archives

 

 

BÖLLVERK – HEADING FOR THE CROWN (autoproduzione)

Bisogna essere curiosi, non aver paura di uscire dal seminato dei soliti grandi nomi: al contrario, molto spesso i gruppi che si muovono nell’underground sono forieri di validi lavori con relative soddisfazioni da parte di chi ascolta. Lo sapete che sono un cultore di ciò che, heavymetallicamente parlando, si agita e produce musica nel fitto sottobosco metallico, sia esso europeo, americano o di qualsiasi altra parte del globo: questi Böllverk provengono dall’underground tedesco e sono una novità assoluta per il sottoscritto! Autori di un demo nel 2020 e con una formazione rinnovata, i cinque Bavaresi si autoproducono questo Heading For The Crown, primo album di nove brani in cui il gruppo si produce in un heavy metal classico dai connotati teutonici – impossibile non pensare ad Accept e Running Wild, con una venatura di energia alla Judas Priest – quindi uno stile robusto, potente, ben intriso di melodia, su cui si va ad innestare il buon cantato di Svenja, le cui voci pulite (un po’ alla Jutta Weinhold, ma senza averne l’espressività) mancano, a mio gusto, di un pizzico di mordente in più. Gradevole l’ugola ruvida e maleducata di Zahn, una specie di Lemmy in versione barbarica, che dona grinta a pezzi come “Live Fast” (dal sapore southern davvero irresistibile nella parte iniziale) e “Good Morning Rock ‘N’ Roll”, dove si intrecciano efficacemente le due voci. Segnalo anche la rovente “Next Level Of Service”, “Heading For The Crown” ed i tratti britannici di “Let’s Ride Till Dawn” tra i pezzi che più mi hanno colpito di Heading For The Crown, un buon disco di heavy metal vecchia scuola: non un capolavoro, ma un album solido, ben fatto e piacevole! (Luca Avalon)

Bandcamp  –  Facebook

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.